12/01/2012, 00.00
THAILANDIA
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Bangkok: è scontro sui risarcimenti governativi alle vittime di violenze politiche

L’opposizione annuncia il ricorso al Tribunale amministrativo. Lo stanziamento annunciato dall’esecutivo – 2 miliardi di bath per le vittime delle recenti proteste di piazza – è giudicato illegittimo e discriminatorio. Per il portavoce delle “camicie gialle” la Shinawatra vuole ricompensare i suoi sostenitori.
Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Il Tribunale amministrativo sarà chiamato a decidere sulla legittimità del piano avanzato ieri dal governo, in base al quale saranno stanziati due miliardi di bath (circa 63 milioni di dollari) per risarcire le vittime delle violenze politiche in Thailandia. L’esecutivo guidato da Yingluck Shinawatra – sorella di Thaksin, ex premier in esilio per sfuggire a una condanna a due anni per corruzione – ha approvato un piano di risarcimenti che interesserà i parenti dei deceduti e quanti hanno riportato ferite o “arresti ingiustificati”. Il progetto non piace però all’opposizione, che annuncia il ricorso ai giudici: Rayong Sathit Pitutecha, esponente dei democratici, parla di “discriminazioni” del governo, che usa i soldi delle tasse dei cittadini per ricompensare i propri sostenitori e non garantisce risarcimenti a tutte le vittime senza distinzioni.

Dal 2005 la Thailandia è teatro di profondi scontri fra “camicie rosse” – vicini agli Shinawatra, popolari nelle campagne e nella fascia debole della popolazione – e “camicie gialle”, rappresentanti dei democratici, sostenuti dal ceto medio e dalle élite della capitale, guidati in Parlamento dal premier uscente Abhisit Vejjajiva. Nel 2008 la protesta dei “gialli”, arrivati ad occupare l’aeroporto internazionale di Bangkok, ha portato alla caduta dei governi vicini a Thaksin e all’ascesa al potere del Partito democratico; tuttavia, nei due anni seguenti sono stati i “rossi” a scendere in piazza e a presidiare il cuore commerciale ed economico della capitale. Nella primavera del 2010 gli scontri fra manifestanti e polizia hanno causato un centinaio di vittime, innescando un processo politico che ha portato a nuove elezioni e al ritorno al potere della famiglia Shinawatra.

Il piano di risarcimenti studiato dal governo prevede fondi per 2 miliardi di bath, di cui 250mila riservati alle famiglie delle vittime per le spese delle esequie e altri 3 milioni per “i danni psicologici procurati”. La decisione dell’esecutivo si spiega con il tentativo di promuovere una “riconciliazione nazionale” dopo anni di dure lotte, non solo a livello politico.

Secca la risposta dell’opposizione, che critica con forza la proposta e annuncia battaglia in tribunale. Panthep Puapongpan, portavoce dei “gialli” della People’s Alliance for Democracy (Pad), ricorda anche le vittime del passato – fra cui i morti degli scontri del 1973, del 1976 e altri ancora – e accusa il governo di voler ricompensare solo le vittime del suo colore politico, fra cui i membri “rossi” dello United Front for Democracy against Dictatorship (Udd). Rayong Sathit Pitutecha conferma che presenterà una petizione ai giudici per il 17 gennaio e denuncerà l’esecutivo per abuso di potere.
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