29/12/2008, 00.00
TURCHIA
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Bartolomeo I: Natale, l’unica realtà contro le falsità e le illusioni

di NAT da Polis
Nel Messaggio natalizio del patriarca ecumenico si sottolinea che “le speranze” degli uomini – fra cui la finanza - sono ormai smentite e umiliate. Anche i giovani soffrono e protestano per l’incertezza del loro futuro. La Chiesa annuncia l’unica via diradare il buio che avvolge il pianeta.

Istanbul (AsiaNews) – Le Feste del Natale sono “l’unica risposta ai mali che affliggono il mondo”, schiacciato dalle falsità del mondo finanziario e dalle illusioni con cui vengono nutriti i giovani, vere e proprie “divinità secolarizzate”, “smentite” dalla storia. È quanto afferma Bartolomeo I, patriarca ortodosso di Costantinopoli, nel suo Messaggio natalizio inviato a tutto il mondo.

“La nascita del nostro Signore – sottolinea il Messaggio - non ci promette una beata chimera o una astratta eternità, ma ci offre la possibilità della nostra partecipazione alla vita divina…In un mondo in piena crisi e confusione, queste parole intrise di verità suonano strane. Le speranze della maggior parte degli uomini,  basate per lo più su verità e divinità  secolarizzate, sono state smentite e umiliate. La personalità umana è stata schiacciata  dalle statistiche, i sondaggi, i computer  e  la finanza: cose prive di contenuti. La natura viene continuamente offesa e l’ambiente soffre; i giovani sono stati illusi e si stanno ribellando, protestando per le ingiustizie del presente e l’incertezza del loro futuro. Un velo di buio avvolge il nostro  pianeta e  si ha  l’impressione che si voglia nascondere il messaggio che viene da Betlemme”.

“La Chiesa  però - afferma Bartolomeo I - richiama tutti ad una più saggia riconsiderazione di tutto  e ad una  rivalutazione delle  priorità che bisogna dare alla nostra vita,  nel rispetto della persona e di Dio. E  non smetterà  mai di denunciare con voce forte, grazie anche alla sua millenaria esperienza,  che il Bambino nato nel presepe di Betlemme è l’unica speranza  per tutti, è la Parola e l’entelechia [il compimento – ndr]della vita, è la liberazione mandata dal nostro Dio per tutto il Suo popolo”.

“L’incarnazione del Figlio di Dio – precisa il patriarca ecumenico – non è un fatto simbolico, come le incarnazioni professate da varie mitologie, ma è una realtà storica avvenuta in momento storico ben definito. Questo fatto, l’incarnazione della Parola,  ci dà la possibilità  di superare i nostri limiti, non nel senso di un raggiungimento delle virtù , come proclamato dai filosofi greci, né con la serenità professata dal buddismo o da altri elementi di spiritualità orientali, quali  il Karma o le reincarnazioni”.

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