07/10/2014, 00.00
HONG KONG - CINA
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Card. Zen: Sto con gli studenti di Hong Kong, uniti per la democrazia, finché "non saremo dispersi o arrestati"

Da stanotte, il porporato dormirà insieme agli studenti che manifestano ad Admiralty. Il dialogo proposto dal governo è un trucco per dividere il movimento democratico. Sarebbe meglio ritirarsi avendo già avuto due vittorie: le manifestazioni di massa per la democrazia; aver costretto Pechino a mostrare il suo vero volto. Intervista al vescovo emerito di Hong Kong, grande campione della democrazia e della libertà religiosa.

Hong Kong (AsiaNews) - Il card. Joseph Zen passerà la notte dormendo affianco agli studenti che ad Admiralty manifestano per la democrazia, e che da 10 giorni occupano alcune vie centrali del territorio. "Sto con loro - dice ad AsiaNews- in piazza con loro. Ho già fatto due o tre notti dormendo con loro. Da stanotte starò là tutte le notti finché non saremo dispersi o arrestati".

Il pericolo di una conclusione violenta dei sit-in pacifici è un'eventualità ancora possibile. Nei giorni scorsi la polizia ha attaccato gli studenti con gas lacrimogeni, spray urticanti, manganelli, e gruppi della mafia cinese hanno ferito decine di dimostranti.

Ma in questo momento, il "grande pericolo" è "andare per le lunghe", con il governo che promette dialoghi senza sbocco, cercando di dividere gli studenti e il movimento di Occupy Central.

Per far terminare i sit-in in Admiralty, il governo ha promesso di dialogare.  Il card. Zen non ha mezzi termini: "Io non ci credo per niente. Il governo sta giocando: da una parte dice sì al dialogo, dall'altra dice che non possiamo rovesciare le decisioni di Pechino. Ma allora vi sono già le conclusioni di questo dialogo.

Noi diciamo che Pechino è stato mal informato da loro. Il governo ha sbagliato e ha manipolato la prima consultazione sul desiderio di democrazia fra la popolazione di Hong Kong.  Ora esso dice che vuole fare la seconda consultazione; invece noi diciamo che occorre tornare alla prima perché è tutta sbagliata: nel loro rapporto sulla democrazia ad Hong Kong, presentato a Pechino, non hanno nominato il grande referendum, né le grandi marce nel territorio; le hanno fatto apparire come se fossero delle bazzecole".

L'altro grande pericolo è la divisione. Il governo dice che vuole trattare con la Federazione degli studenti, dimenticando che le occupazioni delle strade sono avvenute anche da parte di un'altra organizzazione studentesca, Scholarism  e il movimento degli adulti Occupy Central, capeggiato dall'accademico Benny Tai, dal pastore Chu Yiu-ming, e dal professore di sociologia Chan Kin-man.

"L'invito [del governo] al dialogo- precisa il vescovo emerito di Hong Kong -  è rivolto solo a una delle due organizzazioni studentesche che ha manifestato. Ma a manifestare vi erano tre organizzazioni. E perché i tre leader di Occupy , che hanno programmato tutto, che hanno mobilitato per mesi la popolazione, non sono invitati? E' chiaro che il governo sta tentando di dividerci".

 "Purtroppo - aggiunge - i giovani stanno cadendo nel tranello pensando di essere i leader di tutto e non ascoltando gli altri".

Per il cardinale e per Occupy Central, dopo 10 giorni di sit-in sarebbe meglio ora ritirarsi e pensare alle lotte future. Invece gli studenti si arrogano il diritto di continuare gli scioperi rischiando di rompere la corda.

"Purtroppo questi giovani vogliono prendere la leadership e non ascoltano gli altri. E questo è anche ingiusto: perché il successo è stato di tutto il popolo, non solo degli studenti. Certo, loro hanno fatto dei gesti intelligenti, sono stati molto decisi, ma la partecipazione è stata di tutto il popolo. Gli studenti hanno dimenticato di essere stati sostenuti dal grande appoggio della massa di gente che si è riversata nelle strade.  E adesso i giovani chiedono di essere loro i padroni".

 "Finora - continua - ho cercato di ragionare con loro, ma senza successo. Ora sembra che possa nascere una coalizione fra tutti i movimenti democratici di questi giorni. Ma se non riesce io parlerò contro gli studenti. Intanto però sto con loro, in piazza con loro".

Il card. Zen vuole convincere gli studenti a ritirarsi dai sit-in per timore che cresca la violenza nei loro confronti. "Più passa il tempo - dice - e più si dà adito a queste mafie di attaccarci ancora. E poi la gente è stanca, i figli devono andare a scuola.

"Ci ritiriamo - precisa -  ma il ritiro non è una sconfitta, anzi è una vittoria. Quale vittoria? Una vittoria doppia: abbiamo ottenuto il consenso del popolo e abbiamo costretto Pechino a mostrare la sua vera faccia".

Lo dice anche Bao Tong [ex consigliere di Zhao Ziyang, che al tempo è stato contrario al massacro di Tiananmen e ancora oggi vive agli arresti domiciliari]: Avete vinto anzitutto perché avete fatto esprimere la gente sulla democrazia; e avete vinto perché avete costretto Pechino a manifestare la sua vera faccia. Ora è meglio ritirarsi, riposare un po' per prepararsi a una nuova battaglia".

Purtroppo, cadendo nella trappola del governo, ora "ognuno sembra voler andare per suo conto. Il grande merito di noi cattolici è quello di aiutare tutti ad essere uniti. Con il referendum abbiamo fatto delle proposte che raccoglievano posizioni diverse. Anche ora, io sto spingendo per far nascere una coalizione democratica, per non renderci deboli di fronte al governo. Qualcuno dice: Lasciamoci guidare dai giovani. Ma questo è ingiusto perché Occupy Central ha lavorato già per anni sulla democrazia. Ad ogni modo, penso che pian piano sia emergendo la necessità di rimanere uniti". (BC)

 

 

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