20 Gennaio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 02/03/2015, 00.00

    MYANMAR

    Cardinale di Yangon: Dialogo fra esercito e milizie etniche per la fine dei conflitti in Myanmar

    Francis Khoo Thwe

    L’arcivescovo birmano lancia un appello alle parti in lotta, per la ripresa dei colloqui di pace. Partecipando al pellegrinaggio al santuario mariano di Nyaunglebin, egli sottolinea l’importanza degli incontri “faccia a faccia”. E annuncia di lavorare per la costituzione di rapporti diplomatici fra Santa Sede e Naypyidaw.

    Yangon (AsiaNews) - Il card. Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon e primo porporato della storia della Chiesa birmana, lancia un appello congiunto ai vertici delle Forze armate del Myanmar (il Tatmadaw) e alle milizie etniche. Il cardinale esorta le parti in lotta a incontrarsi per riprendere i negoziati di pace e mettere così fine a un conflitto armato che imperversa da decenni e ha causato migliaia di vittime e feriti, anche fra i civili. 

    Partecipando al 113mo pellegrinaggio annuale al santuario mariano di Nyaunglebin, nella regione di Bago, nel centro-sud del Paese, assieme a vescovi e sacerdoti birmani, il porporato ha rinnovato il suo messaggio di unità e riconciliazione. Nel contesto delle celebrazioni, egli ha anche liberato (nella foto) alcune colombe quale gesto di pace e armonia fra persone, fedi ed etnie. 

    Rivolgendosi ai militari, il card Bo rinnova con forza l'invito a riaprire i colloqui con i gruppi armati, in particolare il Kachin Independence Army (KIA) e le milizie ribelli Kokang nello Stato Shan. Egli sottolinea che è importante incontrarsi faccia a faccia, per scrivere davvero la parola fine ai conflitti nel Paese. 

    "Le persone stanno soffrendo a causa della guerra - avverte il porporato - e sta all'esercito (Tatmadaw), che si considera padre [della nazione] guidare i negoziati". 

    Nei giorni scorsi egli ha incontrato - per la prima volta, nelle nuove vesti di cardinale - oltre 50mila fedeli, provenienti da diverse zone del Myanmar per partecipare al pellegrinaggio mariano. Rivolgendosi alla comunità cattolica, ha rinnovato il proprio impegno per la pace e la riconciliazione fra i diversi gruppi del Myanmar.

    Infine, egli intende adoperarsi in prima persona per la costituzione di rapporti diplomatici ufficiali fra Santa Sede e Naypyidaw. 

    Il Myanmar è composto da oltre 135 etnie, che hanno sempre faticato a convivere in maniera pacifica, in particolare con il governo centrale e la sua componente di maggioranza birmana. In passato la giunta militare ha usato il pugno di ferro contro i più riottosi, fra cui gli Shan e i Kachin nell'omonimo territorio a nord, lungo il confine con la Cina.

    Divampata nel giugno 2011 dopo 17 anni di relativa calma, la guerra ha causato decine di vittime civili e almeno 200mila sfollati; nell'agosto scorso i vescovi della regione hanno lanciato un appello per la pace, auspicando una soluzione "duratura" al conflitto. 

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    27/09/2017 11:50:00 MYANMAR
    Rakhine, il card. Bo: ‘Con la giustizia, la pace è possibile’

    Il cardinale difende Aung San Suu Kyi da critiche e pressioni della comunità internazionale. Accolte con favore le proposte della Commissione di Kofi Annan. Continuano le inchieste del governo sulle violenze dei militanti islamici dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa).



    13/02/2015 MYANMAR
    Shan, scontri fra esercito birmano e ribelli Kokang: 47 morti e oltre 70 feriti
    Da una settimana sono riprese le violenze fra militari e milizie etniche, nell’area di confine fra Myanmar e Cina. Almeno 10mila i civili in fuga dalla zona teatro del conflitto. Fonti locali parlano di due vittime e un ferito fra i miliziani. Nulla di fatto nei colloqui di ieri fra governo e gruppi ribelli, in vista di un accordo di pace.

    07/09/2017 12:11:00 MYANMAR
    Rakhine, Yangon: ‘Mosca e Pechino per bloccare la risoluzione Onu’

    Negoziazioni in corso con i due membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Il consulente per la sicurezza nazionale Thaung Tun: “La questione non andrà avanti”. Il governo respinge le accuse di pulizia etnica e denuncia “disinformazione”. I militanti Rohingya hanno dato alle fiamme 59 villaggi. Più di 26mila tribali in fuga dal Rakhine.



    18/08/2016 13:15:00 MYANMAR
    Card. Bo: la Conferenza di Panglong “un pellegrinaggio di pace per tutto il Myanmar”

    L’arcivescovo di Yangon ha scritto una lettera a tutti i cittadini sottolineando l’importanza dei colloqui di pace organizzati dal governo con le minoranze etniche. La conferenza programmata per il 31 agosto sarà la più grande dal 1947. Il ruolo dei militari “fondamentale per unire tutti i gruppi armati”.

     



    11/09/2017 09:01:00 MYANMAR
    Rakhine, il governo respinge il cessate il fuoco offerto dai militanti Rohingya

    Il portavoce della leader birmana Aung San Suu Kyi: “Non negoziamo con i terroristi”. L'Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa) annuncia la tregua fino al 9 ottobre per fini umanitari. Esercito: uccisi finora quasi 400 militanti islamici. L'esodo di circa 300mila Rohingya verso il Bangladesh. Gli sfollati tra i gruppi etnici sono 30mila.





    In evidenza

    EGITTO-LIBANO
    Al Cairo, musulmani e cristiani si incontrano per Gerusalemme, ‘la causa delle cause’

    Fady Noun

    Si è tenuta il 16 e 17 gennaio all’istituto sunnita al-Azhar. Hanno preso parte molte personalità del Libano, fra cui il patriarca maronita Bechara Raï. I mondo arabo diviso fra “complice passività” e “discorsi rumorosi ma inefficaci”. Ex-premier libanese: coordinare le azioni per una maggiore efficienza al servizio di una “identità pluralistica di Gerusalemme” e della “libertà religiosa”. Card. Raï: serve preghiera congiunta, la solidarietà interreligiosa islamico-cristiana in tutto il mondo arabo e sostenere i palestinesi.


    CINA
    Yunnan: fino a 13 anni di prigione per i cristiani accusati di appartenere a una setta apocalittica



    Le setta in questione è quella dei Tre gradi del Servizio, un gruppo pseudo-protestante sotterraneo fondato nell’Henan e diffuso soprattutto nelle campagne. I condannati rivendicano di essere solo cristiani e di non sapere nulla della setta. Gli avvocati difensori minacciati della revoca della loro licenza.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®