25/01/2018, 15.25
CINA-VATICANO

Chiesa clandestina: una pedina nel gioco politico della Cina, una spina per la Santa Sede

Fedeli della Chiesa ufficiale e sotterranea, laici e sacerdoti, commentano la decisione vaticana di dimettere vescovi riconosciuti (non ufficiali) e mettere al loro posto vescovi illeciti approvati dal governo cinese. Tristezza, ira, desolazione. La messa in guardia: in questo modo si abbandona la Chiesa sotterranea, ma anche la Santa Sede abbandona tutta la Chiesa cinese nelle mani del potere politico. Nonostante tutto si parla di “obbedienza” e “speranza”.

Roma (AsiaNews) – “Una pedina nel gioco politico della Cina e una spina per la Santa Sede”; un “elemento instabile” per il governo di Pechino e “una patata bollente” per il Vaticano: così un laico cinese definisce la sorte della Chiesa clandestina, la comunità non ufficiale, non riconosciuta dal governo cinese perché rifiuta di aderire allo stretto controllo del Partito attraverso l’Associazione patriottica. La definizione è parte di un commento giunto ad AsiaNews dopo la diffusione della notizia che il Vaticano sta chiedendo ad alcuni vescovi sotterranei, riconosciuti dalla Santa Sede, di ritirarsi o di lasciare il posto a vescovi illeciti e scomunicati, ma riconosciuti dal governo.

I commenti che pubblichiamo provengono da sacerdoti, ufficiali e sotterranei, da laici e da suore. Per espressa loro richiesta vengono pubblicati in modo anonimo.

Davanti alla scelta del Vaticano di privilegiare i vescovi illeciti, essi esprimono tristezza, dolore e qualche imprecazione. Fra i punti che essi sottolineano ve ne sono alcuni ricorrenti:

1.La decisione vaticana sembra voler sopprimere la Chiesa non ufficiale, come “Abramo quando doveva sacrificare il suo figlio”. Ai membri di queste comunità – soprattutto ai sacerdoti – non resta altro che “ritirarsi” o “andare a fare l’agricoltore”.

2. La perdita della comunità non ufficiale è una perdita anche per la Santa Sede perché essa non avrà più “il diritto di parlare alla Chiesa in Cina”, che sarà costituita da vescovi e sacerdoti ufficiali che sottostanno (volenti o nolenti) ai desideri del governo, o da una (ex) chiesa sotterranea “pienamente integrata e completamente sottomessa alla politica”.

3. C’è commiserazione per la Curia romana, poco “cauta” nei confronti delle pretese del governo; una critica alla scelta fatta perché porta più divisione che riconciliazione nella Chiesa.

 

In diversi interventi si sottolinea però “l’obbedienza” e perfino “la speranza” che attraverso una scelta “non appropriata”, che sottomette la Chiesa “al potere temporale”, lo Spirito risollevi i fedeli. E se qualcuno parla di “Giuda” che vende il suo Signore, altri ricordano che “le porte degli inferi non prevarranno su di essa”. (BC)

 

1.Il Vaticano esorta il vescovo legittimo a dimettersi e riconoscere “i vescovi illegittimi” per consolidare la legittimità del Consiglio dei vescovi. Se tale decisione non porta tutti i vescovi sotterranei in una posizione legittima nell'autorità ecclesiastica cinese, il Vaticano perderà tutto il diritto di parlare alla Chiesa in Cina. L'aspetto più negativo: il Vaticano sarà utile al governo cinese solo per legittimare i sette “vescovi illegittimi". Dopo di che, la Chiesa cinese sarà totalmente sinicizzata e le promesse del governo cinese al Vaticano saranno ritardate all’infinito finché la Chiesa sotterranea sia pienamente integrata e completamente sottomessa alla politica.

 

2. Non so cosa dire, sono scioccato, triste, deluso, ma sento ancora la speranza. Perché lo Spirito Santo è l'anima della Santa Chiesa. Mi ricordo la parola del Signore: le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Nel corso del tempo, la Chiesa ha passato tante prove, ci sono state sempre persone scelte dal Signore per illuminare.

 

3. All’inizio ho saputo da un articolo del card. Zen che i vescovi fedeli dovranno lasciare l’incarico e darlo ai vescovi illegittimi. Quando ho letto la notizia, sono rimasto scioccato e piuttosto triste. L’atteggiamento della Santa Sede ha ferito profondamente i due vescovi fedeli nonché la Chiesa fedele [la comunità sotterranea – ndr]. Vorrei sottolineare che tale decisione va verificata: non è detto che sacrificando la Chiesa clandestina si possa garantire la Chiesa cattolica e la purità della fede in Cina.

 

4. Penso che tutte le decisioni della Santa Sede siano ben programmate e trattate, ma sono molto triste su alcune decisioni, anche se dovrei essere obbediente. Abramo, quando doveva sacrificare il suo figlio, sicuramente era molto triste, ma l’obbedienza a Dio ha superato il suo pensiero personale. Come potremmo rifiutare la decisione della Santa Sede a causa del nostro sentimento? A parte lo Spirito Santo, l’obbedienza è importante nella storia della Chiesa. Altrimenti si amplia ancora di più lo scisma nella Chiesa. Preghiamo: il Signore non ci lascia, siamo obbedienti, con fede, davanti al Signore.

 

5. Chiedere la dimissione del vescovo Zhuang è come abbandonare una persona che ti è fedele; far retrocedere il vescovo Guo è una notizia incredibile. È come dice il proverbio cinese: tagliare il piede per adattare la scarpa. Una decisione non appropriata. La Chiesa clandestina cinese è una Chiesa fedele, per decine di anni non ha mai partecipato all’Associazione patriottica cattolica cinese; ha sofferto molto proprio per essere fedele al Signore e al Santo Padre. Oggi, le numerose chiese clandestine sono diventate una pedina del gioco politico nonché una spina nei rapporti Cina-Vaticano. La Chiesa clandestina cinese è davvero in una situazione bizzarra perché la Cina la considera come un elemento instabile all’interno della società mentre la Santa Sede la considera come una “patata bollente”.

Non dobbiamo dimenticare l’obbedienza al Signore. La Chiesa di Roma è una Chiesa universale, nessun può utilizzare il nome della Chiesa per distruggere il popolo del Signore. Anche il papa ha detto che dobbiamo vigilare perché la fede non sia colonizzata dall’ideologia. La Chiesa è il fondamento della verità, è la nostra Madre e Maestra, deve garantire la giustizia e la pace, promuovere la libertà religiosa, proteggere i diritti umani e aiutare le persone bisognose. La Chiesa non può mettersi insieme con il potere temporale marginalizzando il suo popolo. 

Da sempre ci auguriamo la normalizzazione nelle relazioni diplomatiche sino-vaticane, ma se questo processo deve sopprimere la Chiesa fedele, allora nasceranno sempre più Dong Guanhua [sacerdote autonominatosi vescovo della Chiesa sotterranea – ndr], o come dice il card. Zen “torniamo a casa nostra a fare i contadini”. Speriamo che la Curia Romana prenda seriamente in considerazione ciò che abbiamo detto e sia cauta nelle trattative con i nostri politici.


6. In questo caso, per motivi politici si rinuncia alla fede. Il risultato della riconciliazione è l’abbandono, o meglio l’abbandono della Chiesa clandestina. Il Vaticano ha perso su tutta la linea. Peccato, perché in futuro non avrà più il diritto di parlare: amare il Paese sarà più importante che amare la Religione.

 

7. Sono deluso, totalmente deluso, il nuovo Giuda ha venduto di nuovo il suo Signore. Il demonio è allegro! Questo risultato non ha senso! Egli ha distrutto la Chiesa cattolica in Cina

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