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  • » 06/02/2018, 15.22

    VIETNAM

    Condanna a 14 anni di carcere per il blogger Hoang Duc Binh



    È una delle sentenze più dure emesse dalle autorità vietnamite nei confronti di un attivista. Egli ha organizzato proteste per il disastro ecologico causato dalla compagnia taiwanese Formosa Plastics Group. Sono oltre 100 i prigionieri politici e di coscienza al momento detenuti nel Paese.

    Hanoi (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità vietnamite hanno condannato quest’oggi Hoang Duc Binh, importante blogger dissidente, a 14 anni di carcere per “aver abusato della libertà democratica in contrasto con gli interessi dello Stato e opposto resistenza ad ufficiali in servizio”. È quanto riferisce l’avvocato Ha Huy Son, legale del sindacalista e attivista per i diritti umani.

    Hoang Duc Binh, 35 anni, è stato arrestato lo scorso 15 maggio a Nghe An, nel Vietnam centrale, oltre un anno dopo aver organizzato proteste per il disastro ecologico causato dalla compagnia taiwanese Formosa Plastics Group e della inadeguata riposta del governo. Binh è anche vice-presidente di un’organizzazione della società civile chiamata “Il movimento dei lavoratori del Vietnam”, che ha come scopo l’aiuto agli operai. È inoltre membro di un gruppo che protesta contro l’occupazione da parte della Cina delle isole del Mar Cinese meridionale.

    Il tribunale ha punito ciascuno dei due reati con 7 anni di prigionia. La condanna di Binh è una delle sentenze più dure mai emesse dalle autorità vietnamite nei confronti di un attivista. Al termine del processo, i giudici hanno disposto una pena detentiva di due anni anche per il suo compagno Nguyen Nam Phong.

    Negli ultimi mesi, attivisti e blogger sono gli obbiettivi di una campagna governativa contro il dissenso.  Quattro blogger ed attivisti per i diritti umani sono stati condannati in questi giorni ad un totale di 24 anni di carcere e 15 di arresti domiciliari. Lo scorso 31 gennaio, il Tribunale del popolo di Hanoi ha dichiarato colpevoli in primo grado Vũ Quang Thuận, Nguyễn Văn Điển e lo studente Trần Hoàng Phúc, per “propaganda contro lo Stato”. Il giorno seguente, la Corte di Ho Chi Minh City ha punito per lo stesso reato Hồ Văn Hải, detenuto dalle autorità da oltre un anno.

    In Vietnam, sono oltre 100 i prigionieri politici e di coscienza al momento detenuti per aver esercitato i loro diritti fondamentali. Essi subiscono molestie, intimidazioni, sorveglianza e interrogatori della polizia e sono sottoposti a lunghi periodi di detenzione preventiva, senza accesso ad avvocati o familiari. Anche la comunità cattolica ha pagato il prezzo per il proprio impegno. Frequenti sono le dure condanne emesse all’indirizzo degli attivisti cattolici, come dimostrano i recenti casi di Nguyễn Văn Oai (cinque anni di carcere), Trần Thị Nga (nove), Nguyễn Ngọc Như Quỳnh (10) e Nguyễn Văn Hóa (sette).

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