17 Gennaio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 03/10/2007, 00.00

    MYANMAR

    Continua la repressione, nuove forme di protesta a Yangon



    Nonostante i moniti internazionali, non si fermano i raid notturni in monasteri e abitazioni private; e c’è chi tenta di scappare nella giungla. Nell’ex capitale i cittadini decidono di spegnere la tv e le luci di casa quando viene trasmesso il notiziario serale, con cui il regime spera di diffondere la sua “verità”. Ufficiale disertore parla di migliaia di vittime in tutto il Paese.
    Yangon (AsiaNews) – Conclusa la visita dell’inviato speciale Onu in Myanmar, che ora si appresta a fare rapporto della sua missione al Consiglio di sicurezza, nell’ex Birmania continua la protesta e la repressione. Ma i cittadini non si arrendono e si organizzano in nuove forme di dissenso.
     
    La giunta militare, che con pugno di ferro guida il Paese, sembra sorda ai numerosi appelli e moniti internazionali per la fine della violenza contro le manifestazioni pacifiche. Raid delle bande filogovernative in cerca di monaci e oppositori si sono verificati anche ieri notte a Yangon, l’ex capitale birmana presidiata dall’esercito e dove vige il coprifuoco. Secondo testimoni, almeno 8 camion carichi di prigionieri sono usciti dalla città, centro della protesta guidata dai religiosi buddisti contro la dittatura che da 40 anni soffoca la popolazione. I detenuti sarebbero ora ammassati in carceri provvisorie fuori città, fatte di tende. Testimonianze recenti, inoltre, raccontano di cittadini e religiosi in fuga verso la giungla per evitare gli arresti.
     
    Con le strade sotto il controllo dei militari, internet e vie telefoniche fuori uso e la paura di uscire di casa, la popolazione ha escogitato nuove e più “silenziose” forme di protesta. Secondo quanto riportano le agenzie internazionali, sempre più numerosi abitanti di Yangon hanno deciso di spegnere il televisore durate le ore serali, quando l’emittente di Stato trasmette il notiziario ufficiale. Altri, nello stesso arco di tempo, tengono invece spente tutte le luci di casa. L’iniziativa, diffusa con il passa parola, intende mandare un chiaro messaggio al regime: “Rifiutiamo di ascoltare e credere a ciò che dice il governo”, spiegano alcuni degli aderenti. Ogni sera alle 8 la tv per un’ora trasmette la “verità” della giunta sulla situazione nel Paese: i notiziari definiscono le dimostrazioni di piazza come una campagna orchestrata dai governi occidentali e da dissidenti all’estero per destabilizzare il Myanmar; mostrano, inoltre, massicce manifestazioni a favore del governo, inscenate ad hoc per contrastare l’impatto di quello guidate dai monaci.
     
    Intanto i parenti dei numerosi “scomparsi” in questi 45 giorni di manifestazioni chiedono di fare luce sulla sorte dei loro cari. Non si hanno stime esatte sul numero delle vittime. Secondo il governo i morti sono 10, ma gruppi in esilio parlano di 140 – 200 decessi in tutto il Paese. L’organizzazione Democratic Voice of Burma, con sede in Norvegia, stima in circa 6mila i manifestanti arrestati finora, di cui 1400 monaci da 7 monasteri ormai svuotati. Tra i detenuti centinaia di sostenitori del partito d’opposizione, “Lega nazionale per la democrazia”.
     
    Ma la situazione potrebbe essere molto più grave. Hla Win, capo militare dell’intelligence nella regione di Yangon, è il primo ufficiale a disertare perché contrario alla repressione nei monasteri. Mentre è in cerca di un Paese dove riparare, ha dichiarato al quotidiano Daily Mail che “molte più persone di quante si è detto sono state uccise i questi giorni, il loro numero si aggira nell’ordine delle migliaia”.
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    17/10/2007 MYANMAR
    La giunta “elimina” i soldati che hanno sparato sui monaci
    I generali cercano così di cncellare prove e testimoni della repressione di fine settembre, qualora fossero chiamati a risponderne in futuro. Continuano gli arresti e le manifestazioni filo-governative inscenate dal regime: alcuni birmani vengono fatti vestire con abiti delle minoranze etniche per far credere che anche queste sostengano il governo contro l’Occidente. L’Onu ottiene solo l’“appoggio” dell’Asean, che esclude sanzioni contro la giunta.

    10/10/2007 MYANMAR
    Preghiere in aula, così "protestano" gli studenti birmani
    Nelle scuole superiori a Yangon e Mandalay gli studenti sfidano il divieto degli insegnanti e recitano la preghiera che i monaci buddisti intonavano durante i cortei: “pace e giustizia” per tutti. Continuano gli arresti, mentre muore sotto interrogatorio Win Shwe, tra i leader dell’opposizione arrestato a fine settembre.

    04/10/2007 MYANMAR
    Dopo la visita dell’Onu, delusione e rabbia tra i birmani
    Continuano i rastrellamenti notturni di cittadini e monaci; i soldati fanno terrorismo psicologico per le strade e ammassano prigionieri in strutture statali in disuso. Atteso per oggi il rapporto Gambari al segretario generale Ban Ki-moon, ma la gente non ha fiducia nelle Nazioni Unite e cresce rabbia per l’accondiscendenza di Cina, India e Thailandia verso la giunta.

    11/10/2007 MYANMAR
    Onu, Ue o Usa, nulla spaventa la giunta appoggiata da Pechino
    Dopo giorni di discussioni, il Consiglio di Scurezza approva una dichiarazione di condanna, non vincolante, verso il regime birmano; gli Usa minacciano sanzioni e la Ue ne discuterà lunedì prossimo. Intanto a Mandalay i soldati spadroneggiano per le strade e i media governativi continuano ad accusare della crisi le “potenze occidentali”.

    09/10/2007 MYANMAR
    Spari contro il consolato cinese a Mandalay, la rabbia dei birmani contro Pechino
    Iniziano a circolare le traduzioni in birmano delle dichiarazioni Onu e delle grandi potenze regionali sulla crisi in Myanmar: tra la popolazione cresce il malcontento verso Cina e India che “proteggono” la giunta. Analisti e opposizione cauti sulla nomina del “ministro per le relazioni” con Aung San Suu Kyi: forse un modo dei militari per prendere tempo.



    In evidenza

    COREA
    La Corea del Nord invierà una delegazione olimpica di alto livello a Pyeongchang



    Dopo due anni di tensioni, il primo incontro fra delegazioni di Nord e Sud Corea. Seoul propone che gli atleti di Nord e Sud marcino fianco a fianco nelle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi (9-25 febbraio 2018).


    VATICANO
    Papa: il rispetto dei diritti di persone e nazioni essenziale per la pace



    Nel discorso ai diplomatici Francesco ha chiesto la soluzione di conflitti – a partire dalla Siria – e tensioni – dalla Corea a Ucraina, Yemen , Sud Sudan e Venezuela – e auspicato accoglienza per i migranti e per gli “scartati”, come i bambini non nati o gli anziani e rispetto per i diritti alla libertà religiosa e di opinione, al lavoro.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®