07/09/2017, 15.04
INDIA
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Corte suprema indiana agli Stati: agire contro i linciaggi per le vacche sacre

I giudici ordinano ai governi statali di nominare un funzionario speciale di polizia per prevenire gli attacchi contro le minoranze. Le amministrazioni hanno una settimana di tempo per presentare i nomi dei candidati.

New Delhi (AsiaNews) – La Corte suprema dell’India ha ordinato a tutti gli Stati dell’Unione di nominare dei funzionari di polizia in ogni distretto per prevenire i linciaggi in nome delle vacche sacre. In questo modo i giudici lanciano un messaggio chiaro: basta violenze contro le minoranze religiose, sempre più spesso vittime dei nazionalisti radicali indù, pronti persino ad uccidere pur di difendere il loro animale sacro.

La sentenza dei giudici è stata diffusa ieri. Il presidente del tribunale supremo, Dipak Misra, e i giudici Amitav Roy e A.M. Kanwilkar hanno imposto a tutti i governi locali la nomina di un funzionario speciale, meglio se con lunga esperienza nelle forze dell’ordine. Esso dovrà garantire che i gruppi di auto-nominati “vigilanti delle vacche” “non agiscano come se la legge fosse nelle loro mani e dovrà agire nell’immediato e perseguire tali persone con prontezza”.

Ora le autorità statali hanno una settimana di tempo per presentare le nomine dei potenziali candidati. L’intervento dei giudici è visto come un tentativo di sanare le gravi fratture nella società indiana. Le tensioni tra le comunità sono state acuite dalla decisione del governo centrale di Narendra Modi di bandire la macellazione della carne di manzo su tutto il territorio indiano.

In India la vacca è considerata sacra dagli indù e il suo consumo un oltraggio agli dei. Tale restrizione al commercio di carne e pellami ha rinvigorito ancora di più le posizioni radicali dei protettori delle vacche, che si sono resi protagonisti di numerosi episodi di intolleranza nei confronti della minoranza musulmana, quella più coinvolta nel commercio e nell’allevamento dei bovini.

Non solo, un recente studio ha denunciato che il numero di linciaggiviolenze e uccisioni da parte dei nazionalisti indù nei confronti delle minoranze è aumentato da quando nel 2014 è salito al potere l’attuale primo ministro. Secondo gli esperti di IndiaSpend, nel periodo 2010-2017 il 96,8% degli attacchi contro i musulmani (61 su 63 episodi totali) è avvenuto sotto il governo di Modi. Inoltre la metà degli attacchi (32 su 63) è avvenuta negli Stati governati dal Bjp (Bharatiya Janata Party).

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