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  • » 31/08/2017, 13.05

    BANGLADESH

    Cox’s Bazar, si ribaltano due barche dei Rohingya: 19 corpi recuperati

    Sumon Corraya

    Le imbarcazioni erano piene di donne e bambini. I profughi tentavano di passare la frontiera. In migliaia sono bloccati in una terra di nessuno tra Bangladesh e Myanmar. Il governo birmano non vuole i musulmani; quello di Dhaka li respinge. Attivista cristiano: “Accogliamoli con generosità”.

    Dhaka (AsiaNews) – Sono almeno 19 i corpi recuperati oggi dalle acque del fiume Teknaf, a Cox’s Bazar, l’estrema punta sud-orientale del Bangladesh. Nell’area si sono ribaltate due barche colme di profughi Rohingya che scappavano dal Myanmar, dove da oltre una settimana sono ripresi gli scontri tra i militari dell’esercito e i militanti musulmani dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa). Tra le vittime, solo donne e bambini (in tutto 11).

    Ariful Islam, tenente colonnello della Border Guard Bangladesh (Bgb), riporta che le imbarcazioni erano dirette verso la frontiera del Bangladesh. Da giorni i tribali Rohingya, di origine bengalese ma residenti da generazioni in Myanmar che però non ne riconosce diritti e cittadinanza, stanno tentando di passare il confine. Mohammad Ali Hossain, vice commissario distrettuale di Cox’s Bazar, ha dichiarato ai giornalisti che “se nessuno verrà a reclamare i corpi dei defunti, essi saranno seppelliti dalla polizia, come prevedono i rituali funebri”.

    Attivisti per i diritti umani affermano che circa 10mila abitanti dello Stato del Rakhine hanno già abbandonato le loro case e oltre 7mila Rohingya sono fuggiti verso il confine con il Bangladesh. In un rapporto pubblicato ieri, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom) ha affermato che in realtà sono 18mila quelli che hanno attraversato il confine dall’inizio delle violenze. Media internazionali riferiscono che circa 4mila Rohingya sono in fuga e rimangono bloccati tra Myanmar e Bangladesh.

    La premier bengalese Sheikh Hasina ha invitato la popolazione a dimostrare sensibilità nei confronti dei profughi. Sta di fatto che le stesse autorità di Dhaka hanno disposto il loro respingimento. Nirmol Rozario, presidente della Bangladesh Christian Association (Bca), condanna ad AsiaNews “la persecuzione contro i Rohingya. Chiediamo che governo e cittadini dimostrino loro generosità. Condanniamo anche le uccisioni. Il governo del Myanmar [che li considera “terroristi bengali”, ndr] deve risolvere la questione in modo pacifico”.

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