03/02/2016, 15.32
INDONESIA
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Cristiani e musulmani: la paternità responsabile via per il controllo delle nascite

di Mathias Hariyadi

Dal 25 al 28 gennaio l’Indonesia ha ospitato la Conferenza internazionale per la pianificazione familiare, voluta anche dalla Bill and Melinda Gates Foundation. Da anni, tutte le principali religioni del Paese collaborano col governo per educare le famiglie alla paternità responsabile. Studioso musulmano: “L’islam ha molto a cuore il bene comune: bisogna educare le giovani coppie a trattare tutti gli aspetti della famiglia in modo maturo”.

Jakarta (AsiaNews) – La pianificazione familiare “non deve essere ridotta solo alla questione del controllo delle nascite, ma deve comprendere un percorso integrale con le coppie sposate, dare loro consigli affinché i figli siano sani, si inseriscano bene nella società e la famiglia sia prospera a livello economico”. Lo dice p. Hibertus Hartono MSF, membro della Conferenza episcopale indonesiana (Kwi), commentando la Conferenza internazionale della pianificazione familiare che per la prima volta è stata ospitata dall’Indonesia, dal 25 al 28 gennaio 2016.

Sumanto Al Qurtuby, studioso musulmano locale, ha detto che anche l’islam condivide la preoccupazione per il problema della sovrappopolazione. Anche nell’islam, dice, esiste il concetto di al-mashalihul ammah, bene comune: “Il numero di abitanti in un Paese o di individui in una famiglia è un punto cruciale per l’islam”. D’accordo con la Chiesa, anche lo studioso musulmano pone l’accento non tanto sul controllo delle nascite ma sull’educazione della coppia che porti ad una paternità responsabile.

Il forum annuale sulla pianificazione familiare, giunto alla quarta edizione, riunisce studiosi ed esperti di tutto il pianeta ed è organizzato dal Consiglio nazionale per la popolazione e la famiglia (Bkkbn), la Bill and Melinda Gates Foundation e la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health. Il presidente indonesiano Joko Widodo ha accolto con favore l’iniziativa, descrivendo la pianificazione familiare come “un investimento strategico per assicurare il successo delle nuove generazioni”.

P. Hartono afferma che la Conferenza episcopale ha buoni rapporti con il Bkkbn, con il quale negli anni ha organizzato numerosi progetti a favore delle giovani coppie. Queste attività hanno coinvolto anche membri delle altre religioni riconosciute nel Paese: indù, buddisti, protestanti, musulmani e Kong Ho Cu (confuciani). “Tutti questi gruppi religiosi – spiega il sacerdote – hanno qualcosa in comune: la volontà di creare una famiglia prospera in Indonesia. Così, l’obiettivo di questa cooperazione interreligiosa è di aumentare la moralità delle famiglie nel Paese. Per questo motivo, il controllo delle nascite è solo un aspetto di questo progetto”.

L’opera della Chiesa a favore della famiglia è stata riconosciuta dal ministro degli Affari religiosi Lukman Hakim Saifudin, che lo scorso novembre ha elogiato la “grande competenza” delle parrocchie nel preparare le coppie al matrimonio, insegnando anche a controllare le nascite con paternità responsabile e non solo ricorrendo a contraccettivi.

Il governo indonesiano ha deciso a settembre di reintrodurre il progetto di pianificazione familiare (Kb) e di controllo delle nascite per contrastare l’aumento della popolazione ed evitare “generazioni povere ed ignoranti”. La Chiesa cattolica ha dato la disponibilità a collaborare con il governo, ma si è schierata contro l’utilizzo di metodi quali aborto, sterilizzazione e uso di contraccettivi.

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