05/02/2008, 00.00
MALAYSIA
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Cristiani: il governo vieti chiaramente la confisca di materiale religioso

Mons. Tan, presidente della Christian Federation of Malaysia, interviene oggi sul caso di un sequestro di 32 Bibbie eseguito all’aeroporto di Putrajaya da un impiegato del servizio clienti. Le autorità si son già scusate e hanno promesso di restituire il materiale alla proprietaria, ma il vescovo chiede di più: Kuala Lumpur deve emanare “una direttiva che vieti questi episodi contrari alla libertà religiosa”.
Kuala Lumpur (AsiaNews) – La comunità cristiana in Malaysia chiede alle autorità politiche di “emanare una direttiva che vieti chiaramente a tutte le agenzie governative di confiscare, in modo unilaterale, libri e testi di carattere religioso”. La richiesta arriva oggi da mons. Paul Tan Chee Ing, SJ, vescovo di Meleka-Johore e presidente della Christian Federation of Malaysia (Cfm).
 
L’intervento del presule è seguito alla recente confisca di 32 Bibbie in lingua inglese eseguita da un impiegato dell’Ufficio clienti all’aeroporto di Putrajaya. I libri erano nella valigia di una donna cattolica appena tornata da Manila, dove aveva acquistato le Bibbie per portarle alla sua parrocchia. L’impiegato, però, le ha sequestrate tutte, spiegando che il materiale doveva essere visionato dalla Divisione per il controllo delle pubblicazioni e dei testi coranici del ministero della Sicurezza interna.
 
Immediata la protesta dei leader cristiani. Ieri in un comunicato stampa Herman Shastri, segretario generale del Council of Churches of Malaysia (Ccm), ha denunciato che il caso non è isolato e che episodi simili succedono “di frequente e nell’impunità generale”. “Nessuna autorità può toglierci il diritto di possedere, leggere e viaggiare con le nostre Bibbie”, scrive Shastri. E aggiunge: “Assistiamo di nuovo ad un altro esempio di come le azioni unilaterali di alcuni uffici statali stiano minando l’impegno del governo a garantire libertà religiosa nel Paese”.
 
In risposta alle denunce, il vice ministro della Sicurezza interna, Fu Ah Kiow, ha chiarito che l’impiegato ha agito di sua iniziativa senza averne l’autorità e che il governo non è coinvolto nell’incidente. Ha poi aggiunto che le Bibbie verranno restituite alla legittima proprietaria.
 
Ma il gesto di Fu, seppur “apprezzabile” - spiega mons. Tan – non è sufficiente. “Da quando – si chiede il vescovo cattolico – Bibbie in inglese sono diventate una questione di ‘sicurezza interna’?...Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di casi simili in diversi check point in tutto il Paese. Chiediamo alle autorità, anche in vista delle elezioni generali, di chiarire che non tollereranno nessuna azione contraria ai diritti religiosi di tutti i cittadini della Malaysia”.
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