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  • » 14/09/2017, 15.03

    INDONESIA

    Dalla Chiesa indonesiana un impulso di tolleranza all’effetto Ahok

    Mathias Hariyadi

    Nelle assemblee dei religiosi indonesiani, rinnovato l’impegno per il pluralismo. Suore e sacerdoti fanno visita a diversi centri religiosi e culturali. Le iniziative di comunità e organizzazioni per promuovere il dialogo interreligioso.

    Jakarta (AsiaNews) – Contro le spinte islamiste che negli ultimi mesi hanno caratterizzato la politica nazionale, in Indonesia si diffonde un forte senso di pluralismo e spirito di tolleranza tra le diverse comunità religiose. Gli analisti lo chiamano “effetto Ahok”, dal soprannome dell’ex governatore cristiano di Jakarta, condannato per blasfemia in un processo condizionato da manovre politiche.

    La Chiesa cattolica, da sempre attiva nel dialogo interreligioso, rinnova il suo impegno attraverso un’iniziativa che ha coinvolto sacerdoti, suore e religiosi. In particolare, i partecipanti alle assemblee plenarie delle associazioni delle suore (Ibsi) e degli ordini religiosi indonesiani (Koptari), tenute questa settimana a Padangbulan, provincia di Lampung.

    Almeno 63 suore e decine di sacerdoti hanno fatto visita a centri religiosi e culturali, in un incontro con le diverse comunità di Lampung. La delegazione ha visitato anche il Buddhist Jinarakkhita Education Center (Stiab), centro di formazione per monaci buddisti, e la Putri Dinnayah, scuola islamica femminile.

    Il tema della conferenza nazionale dell’Ibsi di quest’anno era “Orchestrare una solidarietà globale per implementare la qualità del nazionalismo”. La quattro giorni di lavori si è articolata in più sessioni, ciascuna delle quali con un argomento specifico. Uno di essi è “Lo spirito di solidarietà tra le donne come letto nella Bibbia”, esposto da p. Paul Suprano, gesuita della Sanata Dharma University di Yogyakarta (Central Java).

    Un'altra importante questione discussa della conferenza dell’Ibsi è la Commissione contro il traffico delle donne, conosciuta come Cwct. Suor Maria Monika Ekowati, nuova responsabile dell'Ibsi, dichiara ad AsiaNews:  “Nel nostro serrato programma, ci sentiamo unite come suore consacrate nello svolgere la missione della Chiesa attraverso i nostri vari apostolati. È con questo spirito che abbiamo condiviso i nostri interessi comuni e l'esperienza passata per sostenere la speranza”.

    Suor Anne Marie, superiora delle domenicane, esprime apprezzamento per il tema della conferenza di quest’anno. “Questo tema – afferma – è strettamente connesso a come i religiosi indonesiani rispondono alla gioia biblica, all'interno dello spettro della società indonesiana, pluralistica e diversa in termini di etnia, lingue, valori, e tradizioni”.

    In tutto il Paese, l' “effetto Ahok” coinvolge ogni elemento della società indonesiana. La Chiesa cattolica, attraverso le sue parrocchie o organizzazioni, propone vari programmi e progetti che permettono ai fedeli di lavorare insieme ai gruppi interreligiosi. In particolare, con alcune associazioni islamiche moderate come GusDurian, un movimento giovanile affiliato a Nahdlatul Ulama (Nu), la più grande organizzazione musulmana della nazione.

    A Blitar, nella provincia di East Java, lo scorso 9 settembre alcuni ragazzi di GusDurian si sono esibiti in danze tradizionali per i fedeli della parrocchia di St. Mary, in occasione dei festeggiamenti per la natività della Vergine Maria.

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