12/07/2010, 00.00
GIAPPONE
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Disfatta del Partito democratico progressista nelle elezioni di ieri

Il partito di governo perde la maggioranza nella Camera alta del parlamento. Ora per governare deve trovare alleati. Il primo ministro Kan non si dimette e insiste che è necessario aumentare la tassa sul consumo. I pareri di esperti, le prospettive politiche.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Disfatta del Partito democratico progressista nelle elezioni di ieri per il rinnovo parziale della Camera Alta del parlamento giapponese. Il premier Naoto Kan dice che non si dimette e vuole portare avanti le affermate riforme finanziarie.

Secondo le proiezioni, il Pdp ha ottenuto solo 44 seggi sui 121 contesi, metà della Camera. Uniti ai 62 seggi non oggetto di rielezioni, il Pdp non ha la maggioranza di 122 seggi e perde il controllo della Camera Alta. Il suo alleato Nuovo Partito del Popolo non ha vinto nemmeno un seggio.

Il voto era ritenuto un referendum sul governo del Pdp, al potere dall’agosto 2009 dopo quasi 50 anni di governo del Partito Liberale Democratico. Nell’estate 2009 il Pdp aveva trionfato nelle elezioni nei confronti dei tradizionali rivali del Pld, ma in appena 10 mesi ha perso gran parte dei consensi.

Kan ha dichiarato che non intende dimettersi. Egli copre l’incarico da giugno, dopo le dimissioni di Yukio Hatoyama, travolto da scandali su membri del governo e dalla polemica per la base  militare Usa. Ma per governare ora avrà bisogno di nuovi alleati, anche se detiene la maggioranza nella Camera Bassa, molto più potente e importante.

In campagna elettorale, Kan ha annunciato un programma di profonde riforme economiche con posizioni precise ma anche impopolari, come la proposta di aumentare le tasse sulle vendite dal 5% attuale al 10%. Appena il 9 luglio egli ha ripetuto che il Giappone deve prendere misure drastiche per evitare il rischio di un collasso finanziario, anche perché “l’economia giapponese è da 20 a 30 volte maggiore di quella Greca e il suo debito pubblico è elevato, per cui nessun Paese al mondo potrebbe salvarci” in un crollo finanziario. Oggi ha ammesso la sconfitta, dicendo comunque che non è riuscito a spiegare bene la sua proposta di aumentare le tasse. Il quotidiano finanziario Nikkei ha scritto oggi che “molti elettori sono d’accordo che una tassa sui consumi sia inevitabile, per trovare i fondi per i programmi di assistenza sociale”. “La sconfitta elettorale non deve portare il governo di Kan a fare marcia indietro sulla questione della tassa sul consumo”.

Il Paese mostra comunque una grave mancanza di leadership (Kan è il 5° premier in 4 anni) in un periodo di grave stagnazione economica che richiede interventi decisi. Anche per questo il Segretario capo di gabinetto Yoshito Sengoku, in conferenza stampa, ha detto che si cercherà di governare con il consenso di tutti i partiti, consenso ottenuto “tramite dibattiti”.

Esperti concordano che Tokyo non può permettersi di avere un governo debole, occorrendo realizzare riforme importanti. Ma c’è molta incertezza su cosa fare.

Una delle ipotesi è far entrare nel governo alcuni partiti minori. Ma Yoshimi Watanabe, leader dello Your Party che ha avuto un buon successo, ha già chiarito di non voler sostenere l’attuale governo. Analisti parlano di una “grande coalizione” tra i due maggiori partiti, anche perché molti parlamentari delle due parti mostrano posizioni analoghe su molti temi.

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