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  • » 15/03/2017, 16.33

    INDIA

    Elezioni a Goa: i deputati cattolici sono il 43%, ma saranno “pedine” nel gioco politico-religioso del Bjp

    C. T. Nilesh

    Su 40 deputati totali, i cattolici sono 17. Di loro, 7 sono stati eletti tra le file del partito nazionalista indù. A livello nazionale i cristiani non appoggiano il Bjp perché ha una politica contraria e repressiva delle minoranze religiose. Il cambiamento avverrà solo se gli eletti “sapranno far valere i loro punti di vista”.

    Panaji (AsiaNews) – Nelle recenti elezioni amministrative che hanno visto trionfare il partito nazionalista indù del premier Narendra Modi, a Goa i cattolici hanno conquistato 17 seggi. Ben 7 di loro sono stati eletti nelle file del Bharatiya Janata Party (Bjp), che è anche al governo centrale di Delhi. Purtroppo, questi deputati cattolici rischiano di essere solo delle “pedine nel gioco politico-religioso” del partito, “usati come specchietti per le allodole, piazzati in zone dove c’è una maggioranza cattolica”. Di seguito il commento di un esperto di politica e cultura indiana.

    Per la prima volta dal 1963, quando si tennero le prime elezioni nello Stato in Goa in India, i cattolici hanno un numero così consistente di deputati al Parlamento locale: 17 dei 40 deputati sono cattolici, cioè il 43%. Nel complesso, la popolazione cristiana dello Stato rappresenta solo il 22% e la stragrande maggioranza dei cristiani sono cattolici.

    Il partito nazionalista indù, il Bharatiya Janata Party (Bjp) che è al governo centrale di Delhi, in Goa ha ottenuto 13 seggi dei 40 del Parlamento locale e ben 7 sono cattolici. Davanti al locale governatore, Mridula Sihna, esso si è presentato alleato con deputati indipendenti e di un partito minore e reclama il posto di primo ministro.

    È vero che a livello nazionale i cristiani non appoggiano il Bjp perché in molti Stati hanno una politica anti-cristiana, non concedono visti ai missionari ed in alcuni Stati governati dal Bjp ci sono state persecuzioni e soprusi contro i cristiani, come in Orissa e Jharkhand. Ma in Goa i cristiani non si fidano più del partito del Congresso ed hanno preferito votare per il BJP.

    È vero inoltre che il Bjp ha governato Goa negli ultimi cinque anni e nelle recenti elezioni ha perso voti per effetto della normale opposizione al partito regnante e per la politica pro-industrializzazione che ha danneggiato l’ambiente. Nonostante questo il voto dei cristiani ha dato al partito nazionalista indù la possibilità di reclamare altri cinque anni di governo.

    Molti cristiani pensano che i sette deputati cattolici potranno fare poco o niente in un partito che ha poco sistema democratico e che riceve ordini dal capo dell’Rss (Rashtriya Swayamsevak Sangh), un’organizzazione militante indù. Altri cattolici che a Mumbai avevano accettato di candidarsi col Bjp alla fine ne sono usciti disgustati. I nomi cristiani vengono usati come specchietti per le allodole, piazzati in zone dove c’è una maggioranza cattolica.

    Commentatori locali non prevedono un cambiamento di politica verso i cristiani, ma tutto dipenderà dalle persone elette a far valere i loro punti di vista, i loro interessi ed i valori cristiani.

    Il giornalista musulmano Jamaluddin Sheikh, ha commentato che “i deputati cattolici diventeranno pedine nel gioco politico-religioso dei Bjp. Non c’è nulla da rallegrarsi per la comunità cristiana”.  Il Bjp è considerato più anti-musulmano che anti-cristiano.

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