30/03/2019, 08.00
TURCHIA
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Elezioni amministrative: Erdogan punta su nazionalismo e sicurezza

Sul piatto la leadership del presidente, che dal 2002 ha vinto tutte le tornate elettorali. Con l’economia in crisi, Erdogan punta sulla sicurezza e sulla “minaccia terroristica” curda. L’opposizione si presenta unita e ad Ankara e Istanbul il voto potrebbe riservare sorprese.

Istanbul (AsiaNews/Agenzie) - Nel mezzo di una crisi economica che inizia a far sentire i suoi effetti, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan punta sulle elezioni amministrative in programma domani per rafforzare la propria leadership - e quella del partito - sul Paese. Nelle ultime settimane egli ha promosso una campagna elettorale dai toni accesi (su tutti, la promessa di trasformare in moschea la basilica di Santa Sofia, ora trasformata in museo), per scongiurare un possibile voto di protesta contro l’Akp (Giustizia e lo sviluppo), il suo partito che dal 2002 ha vinto tutte le tornate elettorali.

Circa 58 milioni di votanti dovranno scegliere il proprio sindaco e il “muhtar”, una sorta di capo-quartiere; l’attenzione è tutta concentrata sulle 30 città metropolitane che formano il cuore economico e commerciale della Turchia.

Più di ogni altro capo di Stato e di governo del passato, il presidente Erdogan ha fatto il giro delle diverse municipalità nei quattro angoli del Paese ed è intervenuto, in una sola giornata, anche a cinque comizi per rafforzare la visibilità sua e del partito.

Ad Istanbul, il presidente gioca la carta dell’ex Primo ministro Binali Yildirim per assicurarsi la vittoria. Tuttavia, le maggiori preoccupazioni arrivano dalla capitale, Ankara, in cui il candidato dell’Akp - ex ministro di governo - e il suo principale rivale dell’opposizione lottano voto su voto.

In questa campagna elettorale, il tema economico che per anni è stato il cavallo di battaglia per l’Akp si è ora trasformato nel tallone d’Achille. Gli indici economici parlano di recessione per la prima volta in 10 anni e l’inflazione, alimentata dall’indebolimento della lira, ha portato ad un crollo nei consumi, soprattutto nel settore alimentare.

Da qui la scelta di Erdogan di puntare sulla sicurezza, parlando di una nazione sotto l’attacco di potenze ostili. “Non sono solo elezioni per scegliere un sindaco - ha dichiarato - ma sono un voto che riguarda la nostra stessa sopravvivenza”. E per rafforzare le possibilità di vittoria, egli ha rilanciato l’alleanza con gli ultra-nazionalisti del Mhp (Milliyetçi Hareket Partisi, il braccio politico dei Lupi grigi).

L’opposizione ha scelto di unirsi presentando nomi comuni in diverse municipalità, fra cui Istanbul e Ankara dove si gioca la vera partita elettorale. Nella capitale i kemalisti del Chp e i nazionalisti dell’Iyi Parti sostengono il medesimo candidato. Il partito filo-curdo Hdp, indebolito dai numerosi arresti degli ultimi anni, si gioca tutto nel settore sud-orientale della Turchia, dove è maggioritaria la presenza curda, e vuole provare a essere l’ago della bilancia a Istanbul e Ankara.

Nel tentativo di minimizzare il peso elettorale dei curdi, in queste settimane Erdogan ha accusato a più riprese l’Hdp di legami con il “terrorismo” e minacciato di commissariare i comuni da esso gestiti, sostituendo i sindaci con prefetti e funzionari filo-governativi inviati dalla capitale.

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