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    » 19/07/2010, 00.00

    PAKISTAN

    Faisalabad: uccisi due fratelli cristiani a processo per blasfemia

    Fareed Khan

    Rashid Emmanuel e Sajid Masih Emmanuel sono stati colpiti da arma da fuoco all’esterno del tribunale, ferito un poliziotto. Si era da poco conclusa l’udienza e – ammanettati – stavano tornando in carcere. La polizia li stava per scagionare dall'accusa. Da giorni i leader islamici aizzavano la folla, chiedendo la morte dei due.
    Faisalabad (AsiaNews) – Rashid Emmanuel e Sajid Masih Emmanuel, due fratelli cristiani a processo con l’accusa di blasfemia, sono stati uccisi oggi a colpi di arma da fuoco all’uscita del tribunale. Un commando di sconosciuti ha colpito all’esterno del tribunale di Faisalabad, nel Punjab. I due uomini, ammanettati, dovevano rientrare in carcere al termine dell’udienza. Fin dai giorni scorsi la comunità cristiana della città aveva lanciato l’allarme, nel timore di nuovi attacchi. I musulmani avevano promosso una manifestazione di protesta, in cui chiedevano la condanna a morte per i due fratelli cristiani.
     
    Il delitto si è consumato oggi all’esterno del tribunale di Faisalabad, dove si era da poco conclusa l’udienza per Rashid e Sajid Masih, imputati per blasfemia, ed è stata una vera e propria esecuzione mirata. I due uomini erano ammanettati e sono risultati un facile bersaglio per i fondamentalisti; durante l’attacco è rimasto ferito anche un poliziotto.
     
    Da giorni la comunità musulmana della città, aizzata dagli imam, manifestava chiedendo la condanna a morte dei due fratelli. Essi erano stati arrestati un mese fa, dopo il ritrovamento di alcuni volantini “blasfemi” – profanavano la memoria di Maometto – sui quali vi sarebbe stato il loro nome.
     
    Secondo fonti locali, la polizia stava per scagionare i due dall'accusa di blasfemia perchè all'esame grafologico le firme sui volantini non coincidevano con la grafie dei due fratelli.
     
    Shahbaz Bhatti, Ministro per le minoranze di fede cattolica, parla di false accuse contro i cristiani, fabbricate ad arte da persone che nutrivano rancori personali verso i due fratelli, uno dei quali era un pastore protestante. Anche la famiglia professa la loro innocenza.
     
    Peter Jacob, segretario esecutivo della Commissione nazionale di Giustizia e Pace della Chiesa cattolica (Ncjp), condanna senza mezzi termini l’omicidio dei due fratelli, “a giudizio per un presunto caso di blasfemia” e rinnova l’appello perché il governo abroghi la legge. L’attivista sottolinea lo stato di “profonda preoccupazione” per la comunità cristiana pakistana e stigmatizza “l’apatia” dell’esecutivo nel punire gli abusi legati alla blasfemia.
     
    La settimana scorsa molte famiglie cristiane avevano abbandonato il quartiere di Waris Pura, a Faisalabad, nel timore di violenze. Il 15 luglio un corteo di protesta è sfilato per la città, chiedendo la condanna a morte dei due fratelli. Il giorno successivo, al termine della preghiera del venerdì, le guide religiose musulmane hanno aizzato la folla, invitandola a manifestare nuovamente contro i cristiani. Durante le manifestazioni, la folla ha preso a sassate la chiesa cattolica del Santo Rosario.
     
    L'uccisione dei due fratelli, il cui arresto ha suscitato molto clamore nel mondo cristiano, avviene proprio mentre in Pakistan si trova in visita il segretario di Stato Usa Hillary Clinton.
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