08/08/2006, 00.00
cina
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Fra 2 anni le Olimpiadi: Pechino si prepara, ma senza diritti umani

Inizia oggi il conto alla rovescia per la preparazione dei Giochi olimpici nella capitale cinese. Tante manifestazioni, molta propaganda, molte accuse alle violazioni di diritti umani. Alcune organizzazioni chiedono ad atleti e comitati olimpici il boicottaggio pubblico.

Pechino (AsiaNews) – Fra due anni esatti, l'8 agosto 2008, alle 8 di sera (n.b.: l'8 è il numero della fortuna in Cina), tutti gli occhi del mondo saranno puntati sulla capitale cinese, dove si svolgerà la cerimonia di apertura della XXIX Olimpiade. Secondo informazioni ufficiali, oggi per celebrare l'evento, almeno 1 milione di persone invaderanno i parchi di Pechino per fare esercizi di ginnastica e dare il via al conto alla rovescia. In programma anche una rappresentazione teatrale per i bambini, aventi come protagonisti le mascotte dei Giochi. Ad una conferenza stampa, Wang Wei, vice-direttore esecutivo del Comitato per i Giochi di Pechino, ha affermato che anche i lavori di preparazione sono a buon punto. Pechino ha aperto cantieri per approntare 31 aree per le gare e 76 aree per gli allenamenti. Sei aree sono fuori Pechino: a Qingdao per la vela; a Hong Kong per i giochi a cavallo;  a Tianjin, Shanghai, Shenyang and Qinhuangdao per le eliminatorie del pallone.

Ieri sono stati presentati al pubblico anche i simboli delle varie specialità agonistiche. Il gruppo di 35 immagini, dal titolo "Bellezza dei caratteri da sigillo", è opera di un gruppo di artisti dell'Accademia centrale delle belle arti e dell'università Qinghua, che si sono lasciati ispirare da antichi caratteri cinesi impressi su ossa oracolari, sigilli e bronzi. Il risultato è insieme efficace, semplice ed elegante. Sempre ieri uno spettacolo di danze etniche ha caratterizzato la giornata al parco delle culture etniche di Pechino.

Varato da tempo anche il sito ufficiale dei giochi, il www.beijing2008.com. In esso, oltre a notizie e fatti su sport, atleti, passate olimpiadi, si può anche contattare il sito per gli aspetti commerciali: acquisto di oggetti ricordo, sponsorizzazione di eventi ecc.

In tutti questi anni la preparazione ai Giochi non è stata sempre tranquilla. Nella capitale vi sono stati espropri violenti di case, demolizioni senza pagamento di indennizzo, corruzioni e bustarelle che hanno coinvolto perfino il vicesindaco di Pechino.

Vi è anche chi si preoccupa che i Giochi siano una grande maschera per nascondere le violazioni ai diritti umani. Ieri il Foreign Correspondents Club in Cina ha chiesto alle autorità di garantire tutta la libertà di stampa che si conviene a un paese ospitante le Olimpiadi. Attualmente molti corrispondenti esteri sono ostacolati nel loro lavoro, non hanno libertà di girare e contattare persone, le loro fonti subiscono violenze e minacce.

Le accuse più pesanti vengono da un gruppo di organizzazioni per i diritti umani, che comprende Olympic Watch (www.olympicwatch.org) , Reporters senza frontiere, Solidarité Chine, la Fondazione Laogai research (che documenta sulla vita nei lager in Cina) e altre. Ieri esse hanno diffuso una dichiarazione in cui domandano ai comitati olimpici, agli atleti e agli sponsor di agire per il rispetto dei diritti umani, minacciando fino al boicottaggio.

"Il Comitato olimpico internazionale – si dice nel comunicato – si rifiuta di guardare in faccia la realtà in cui avranno luogo i Giochi di Pechino 2008" e accusa il Coi di essere "o troppo cinico o troppo incompetente, o entrambe le cose, nel proteggere gli ideali olimpici e prendere una posizione chiara sui continui abusi contro i diritti umani in Cina". Per questo essi chiedono ai comitati olimpici nazionali e ad ogni atleta di iniziare a pensare come attuare proteste, lasciando aperta un'opzione, quella di un "pieno, pubblico boicottaggio dei Giochi di Pechino 2008". La dichiarazione mette pure in luce che gli sponsor delle Olimpiadi hanno una responsabilità speciale per provare che "la loro filosofia economica non passa sopra ad alcun abuso di propaganda nei Giochi e alle violazioni dei diritti umani".

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