22/01/2014, 00.00
SIRIA - ONU
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Ginevra II: Regime siriano e opposizione si confrontano per la prima volta allo stesso tavolo

Per Ban-ki Moon l'incontro è l'unica opportunità per trovare una soluzione al conflitto siriano. L'attacco del ministro degli esteri siriano ai Paesi del Golfo: "Qualcuno in questa sala ha le mani sporche di sangue". Il Segretario generale del Consiglio nazionale siriano chiede di "far scendere Assad dal suo trono". La Russia sottolinea il ruolo fondamentale dell'Iran nella riconciliazione.

Montreux (AsiaNews) - Fermare le violenze, aprire corridoi umanitari e creare un governo di transizione condiviso da tutti i siriani: sono alcuni dei punti citati da Ban-ki Moon, Segretario generale dell'Onu, nell'apertura della Conferenza di pace per la Siria in corso a Montreux (Ginevra). Per la prima volta dall'inizio del conflitto membri del regime e dell'opposizione si sono confrontati allo stesso tavolo. Ban-ki Moon ha invitato tutti i partecipanti, in particolare regime e opposizione ad abbandonare le divergenze e a lavorare uniti: "Questa conferenza rappresenta la vostra opportunità di mostrare unità per trovare una soluzione politica per la Siria dove nel tempo sono state perse moltissime vite".

All'incontro partecipano i delegati di 40 Paesi. Fra essi vi sono Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo e John Kerry, Segretario di Stato Usa, principali organizzatori della Conferenza;  Walid Muallem, ministro degli Esteri siriano, e Ahmed Jarba , Segretario generale del Consiglio nazionale siriano, braccio politico del Free Syrian Army. Questa mattina il Vaticano ha confermato la presenza di una sua delegazione composta da mons. Silvano Tomasi, Rappresentante della Santa Sede all'Onu e mons. Alberto Ortega Martín, officiale della Segreteria di Stato.  

La serie di interventi è iniziata con il discorso di Lavrov che ha invitato "tutti i giocatori esterni, ad incoraggiare i siriani nel raggiungere un accordo" senza "perturbare i negoziati". Il diplomatico russo si è soffermato sul ruolo dell'Iran, grande escluso dalla Conferenza di pace,  sottolineando che la Repubblica islamica "dovrà essere coinvolta negli sforzi comuni per la piena realizzazione del comunicato di Ginevra". Il ministro russo ha concluso dichiarando "che la trasformazione potrà essere efficace solo se sarà politica, senza l'uso della forza".

John Kerry ha esordito lanciando un attacco contro il regime di Bashar al-Assad: "Questa rivoluzione non è iniziata con le armi, ma grazie a dei bambini della città di Daraa, da persone che volevano cambiare il Paese. E questa rivolta pacifica è stata repressa nel sangue, con torture di ogni tipo e armi chimiche". Per il Segretario di Stato Usa è necessario che i Paesi coinvolti nella Conferenza siano uniti "per realizzare i punti del comunicato firmato nel 2012 a Ginevra", ma con la consapevolezza che "Bashar al-Assad non potrà più fare parte del futuro governo". "Un uomo solo - ha aggiunto - non può tenere un Paese e l'intera regione in ostaggio". Kerry ha anche puntato il dito contro i terroristi islamici "che fanno soffrire ancora di più la popolazione", annunciando che tale argomento verrà affrontato nei prossimi giorni".

Momento centrale della Conferenza è stato il confronto il ministro degli esteri siriano e  il Segretario generale della Consiglio nazionale siriano.

Muallem ha lanciato un'accusa esplicita ai Paesi del Golfo - presenti a Ginevra - considerati i principali finanziatori dell'opposizione armata. "Alcuni in questa sala non vogliono capire - ha sottolineato - i Paesi che confinano con la Siria, non sono per la pace in Siria, ma per il terrorismo". Per il diplomatico siriano diversi Paesi presenti alla Conferenza "hanno le mani sporche di sangue. "In questi anni - ha precisato - abbiamo visto entrare in Siria terroristi provenienti da 83 nazioni. Nessuno ha detto nulla o tentato di cambiare la situazione, continuando a parlare della nobile rivoluzione siriana. Noi chiediamo a queste persone di andarsene e di lasciare la Siria". Mouallem ha citato vari episodi di violenza compiuti dagli estremisti islamici, compreso l'attacco al villaggio cristiani di Maaloula e il rapimento di vescovi cristiani e suore. L'inviato di Assad ha parlato per 27 minuti, ben oltre i 7 minuti dati a ciascun partecipante, ed è stato richiamato due volte da Ban-ki Moon, che comunque ha concesso al diplomatico di concludere il suo discorso.

Ahmed Jarba ha presentato la sua versione della Rivoluzione siriana iniziata come pacifica e repressa dall'esercito nel sangue. In questi anni il Segretario del Cns ha più volte rifiutato di partecipare ad incontri insieme a membri del regime. "Siamo venuti a Ginevra - ha affermato -  per rappresentare quelle manifestazioni pacifiche". "Noi - ha aggiunto - rifiutiamo le accuse. Il Cns rappresenta i siriani. Il nostro scopo è far scendere Assad dal suo trono". Per Jarba la Siria è "vittima di un solo uomo che vuole restare sul suo trono, ma non ci sono troni nel mondo". Rivolgendosi a Ban ki-Moon, il delegato dell'opposizione siriana ha assicurato la partecipazione del Cns alla sessione di negoziati che avverrà nei prossimi giorni.

Dopo Mouallem e Jarba sono intervenuti i delegati dei Paesi membri del Consiglio di sicurezza Onu - Cina, Gran Bretagna e Francia - e dei rappresentanti della Lega Araba e della Organizzazione delle Conferenze islamiche Oic. Il 24 gennaio la Conferenza si sposterà a Ginevra, dove si terranno i negoziati fra delegazioni siriane moderati da Lakhdar Brahimi, inviato speciale in Siria per Onu e Lega araba.

 

 

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