13/07/2011, 00.00
MYANMAR - INDIA
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Guerra, violenze e profughi: la popolazione Kachin nella lotta contro la giunta del Myanmar

Un esperto Kachin racconta ad AsiaNews la grande incertezza di un intero popolo, esausto per la lunga guerra civile. Il disinteresse della comunità internazionale.
New Delhi (AsiaNews) – La popolazione Kachin vive nella totale incertezza, presa nei “quotidiani combattimenti tra l’Esercito per l’Indipendenza Kachin (Kia, nella foto) e l’esercito birmano, nei territori dello Stato Kachin e di quello Shan settentrionale”. Zau Raw, coordinatore del Comitato per i Rifugiati Kachin a New Delhi (India) spiega ad AsiaNews la difficile situazione del popolo Kachin e lo scarso interesse della comunità internazionale.

“Il giorno 11 luglio – racconta – le truppe birmane con base a Pa Jau Na Hpaw, ex quartiere generale Kia, hanno aperto il fuoco contro il campo strategico Kia a Padaang Kawng con le armi pesanti. Alcuni missili sono caduti oltre il vicino confine cinese. Sempre l’11 luglio il combattimento tra il 15mo battaglione Kia e l’esercito birmano a Bum Sen è durato fino a metà giornata”.

Gli scontri sono ripresi con forza da inizio luglio in varie zone dello Stato Kachin, “nonostante l’impegno di entrambe le parti di negoziare un cessate-il-fuoco durante gli incontri del 17 e 30 giugno”. Nei quotidiani combattimenti ci sono continui morti per entrambe le parti.

“Molti Kachin fuggono dalla guerra, riparano nella foresta o vanno nei 6 campi profughi dello stesso Kia presso la città di Laiza, dove ci sono oltre 15mila rifugiati”. I campi hanno il solo sostegno del Kia e della Health Unlimited di Londra e ora scarseggia quanto necessario. “Occorre l’aiuto internazionale”, anche perché il governo birmano rifiuta di aiutare le ong locali ad attraversare la zona di guerra per portare aiuti. “La gran parte della popolazione Kachin è cristiana, ma anche le chiese hanno grandi problemi a far giungere gli aiuti ai rifugi. Il governo birmano scredita i rifugiati dicendo che sono parenti di sostenitori o combattenti Kia, ma è solo gente priva di aiuti che fugge dalla guerra, alcuni si sono nascosti nei i monasteri buddisti e nelle chiese della zona”.

Zau Raw, in India dal 2006, è nativo di Manje presso la città Bhamo nello Stato Kachin, città che si trova proprio sul fronte degli scontri. Egli ricorda innumerevoli violenze dei soldati birmani contro la popolazione, “prima dell’accordo del 1994 di cessate-il-fuoco tra Kia ed esercito birmano”. “Tutti i maschi adulti si nascondevano nella jungla all’arrivo dei soldati birmani, per non essere reclutati con la forza come portatori”. I portatori erano usati come scudi umani negli scontri con il Kia, erano privi di cure mediche e ricevano poco cibo, morivano per malaria o malnutrizione. “Pochi sono scappati e tornati a casa”.

“Ora la guerra civile si svolge nei pressi della mia città natale, ho assistito a ripetute violenze contro i civili Kachin. Io stesso sono stato costretto a fare lavori forzati”. “Ma l’incertezza colpisce l’intera popolazione Kachin che vive nelle zone di guerra, tutti rischiano arresti e carcere per accuse senza prove, come sostenere il Kia”. (NC)
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