06/07/2009, 00.00
INDIA
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Gujarat: ricerca sulle migrazioni, pretesto per colpire le minoranze religiose

di Nirmala Carvalho
Lo Stato indiano ha creato una commissione di inchiesta per analizzare i flussi migratori interni. Sacerdote gesuita denuncia il tentativo di colpire le minoranze, creando divisioni sociali e discriminazioni.
Delhi (AsiaNews) – La Commissione di inchiesta per analizzare i cambiamenti demografici nello Stato del Gujarat è solo un “pretesto per colpire le minoranze religiose”. Lo denuncia padre Cedric Prakash, direttore di Prashant, istituto gesuita per i diritti umani. Egli accusa il governo di perseguire un programma che porta “divisioni di tipo confessionale”, causa di “divisioni sociali e discriminazioni”.
 
Narendra Modi, primo ministro del Gujarat – teatro in passato di violenze ai danni delle minoranze cristiana e musulmana – ha avviato una Commissione per valutare i cambiamenti demografici all’interno dello Stato e la distribuzione delle minoranze religiose nel territorio. Essa dovrebbe prendere in esame i flussi migratori decennali dalla dichiarazione di indipendenza (sottoscritta il 15 agosto del 1947) a oggi.
 
Padre Cedric (nella foto), attivista per i diritti umani, spiega che la Commissione, con il pretesto di sconfessare una divisione dello Stato su basi confessionali, finisce per colpire le minoranze. Essa contribuisce ad alimentare il “clima di paura” fra le vittime delle violenze dei fondamentalisti indù.
 
In passato sia i cristiani (nel biennio 1998-99) sia i musulmani (nel 2002) hanno subito attacchi di movimenti estremisti vicini al governo dello Stato; le minoranze continuano a essere vittima di “intimidazioni palesi e sottili, assalti e attacchi”.
 
Il sacerdote gesuita ricorda che già in passato il governo aveva avviato una inchiesta basata sull’appartenenza confessionale e chiede che venga rigettata. “”Il governo del Gujarat – conclude p. Cedric – dovrebbe preoccuparsi che ogni cittadino dello Stato sia trattato con rispetto e dignità, godendo dei diritti e delle libertà garantiti dalla Costituzione” invece di alimentare le tensioni.
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