1 Settembre 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 26/02/2009
PALESTINA
Hamas e Fatah rilasciano prigionieri nella speranza di ricostruire Gaza
di Joshua Lapide
Si prepara il dialogo nazionale per far nascere un governo ad interim che guadagni la fiducia della comunità internazionale e 3 miliardi di dollari in aiuto a Gaza. La sfiducia della popolazione verso la corruzione dei due gruppi.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Hamas e Fatah, le due principali fazioni palestinesi rivali fra loro, hanno deciso un rilascio reciproco di prigionieri, pochi giorni prima di un incontro in Egitto, che dovrebbe varare degli aiuti per Gaza.

Hamas ha liberato alcuni membri di Fatah nella Striscia; Fatah ha rilasciato circa 80 membri di Hamas nella West Bank, su un totale di 380 prigionieri. I due gruppi hanno anche deciso di interrompere gli attacchi mediatici l’uno contro l’altro.

Il gesto di iniziale riconciliazione avviene prima di un incontro con donatori internazionali, che si terrà al Cairo il 2 marzo. I palestinesi vorrebbero mettere a fuoco gli aiuti a Gaza, per cui sono necessari quasi 3 miliardi di dollari per la ricostruzione, dopo l’offensiva israeliana del mese scorso. Ma la comunità mondiale è fredda verso Hamas, ritenuta da molti un’organizzazione terrorista. Fatah, invece è legata a Mahmoud Abbas (Abu Mazen), capo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), unica entità riconosciuta internazionalmente.

I due gruppi hanno approccio diverso verso Israele, con Hamas che lavora per la sua distruzione anche con attentati kamikaze; l’altro cerca la soluzione “due popoli; due Stati”.

La distanza fra Hamas e Fatah si è allargata negli ultimi 3 anni e nel 2007 il gruppo militante islamico ha preso il potere di Gaza, lasciando a Fatah il controllo della West Bank. Hamas accusa Fatah di aver perfino fatto la spia per Israele durante l'ultima offensiva. Fatah accusa Hamas di perseguitare i suoi membri a Gaza.

Il dialogo fra Hamas e Fatah è urgente anche in vista delle elezioni presidenziali. Con ogni probabilità, al Cairo si parlerà della formazione di un governo di unità nazionale che potrebbe gestire la società palestinese per un periodo ad interim, fino a che non vi siano le condizioni per elezioni parlamentari e presidenziali nei due spezzoni di territorio palestinese. Intanto, con le donazioni internazionali, si potrebbe ricostruire Gaza.

La popolazione palestinese non è molto fiduciosa né nell’una, né nell’altra formazione. In passato vi sono stati gravi fatti di corruzione nelle file di Hamas e Fatah.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
26/06/2008 ISRAELE-PALESTINA
I palestinesi sostengono la tregua, ma non credono alla pace con Israele
01/01/2009 ISRAELE - PALESTINA
Capi cristiani di Gerusalemme: Le violenze di Gaza non portano alla pace, ma fanno crescere l’odio
04/08/2009 PALESTINA – ISRAELE
Il Congresso di Fatah, il primo dopo 20 anni
di Joshua Lapide
15/12/2008 ISRAELE – PALESTINA
Israele libera 227 prigionieri palestinesi. Mano tesa ad Abbas sulla via della pace
04/10/2007 PALESTINA
Se a Gaza si votasse, secondo un sondaggio Hamas perderebbe

In evidenza
INDIA
Card. Toppo: Imparare dai tribali dell’India ad avere cura della terra e dei suoi abitanti
di Nirmala CarvalhoL’arcivescovo di Ranchi parla ad AsiaNews in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato (1 settembre). Nel Paese “più di un milione di tribali è cattolico, e nella nostra cultura noi rispettiamo la natura e ne celebriamo i doni”. Oggi “per essere veri testimoni di Cristo dobbiamo rispondere alla crisi ecologica attraverso una profonda conversione spirituale”.
VATICANO-IRAQ
P. Samir di Amadiya: Il Papa è la voce dei profughi irakeni
di Bernardo CervelleraIl sacerdote caldeo ha incontrato papa Francesco chiedendogli di tenere alta l’attenzione del mondo sui profughi cristiani di Mosul e della Piana di Ninive. Nella sua diocesi vivono 3500 famiglie cristiane e quasi mezzo milione di yazidi fuggiti davanti alle violenze dello Stato islamico. L’Isis non è tutto l’islam e vi sono musulmani che vogliono un Iraq della convivenza. I cristiani potrebbero emigrare, ma rimangono nella loro terra. I progetti di aiuto ai rifugiati: la scuola per i bambini, lavoro per gli adulti, una casa per ogni famiglia. L’appello di AsiaNews.
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate