31 Gennaio 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 26/02/2009
PALESTINA
Hamas e Fatah rilasciano prigionieri nella speranza di ricostruire Gaza
di Joshua Lapide
Si prepara il dialogo nazionale per far nascere un governo ad interim che guadagni la fiducia della comunità internazionale e 3 miliardi di dollari in aiuto a Gaza. La sfiducia della popolazione verso la corruzione dei due gruppi.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Hamas e Fatah, le due principali fazioni palestinesi rivali fra loro, hanno deciso un rilascio reciproco di prigionieri, pochi giorni prima di un incontro in Egitto, che dovrebbe varare degli aiuti per Gaza.

Hamas ha liberato alcuni membri di Fatah nella Striscia; Fatah ha rilasciato circa 80 membri di Hamas nella West Bank, su un totale di 380 prigionieri. I due gruppi hanno anche deciso di interrompere gli attacchi mediatici l’uno contro l’altro.

Il gesto di iniziale riconciliazione avviene prima di un incontro con donatori internazionali, che si terrà al Cairo il 2 marzo. I palestinesi vorrebbero mettere a fuoco gli aiuti a Gaza, per cui sono necessari quasi 3 miliardi di dollari per la ricostruzione, dopo l’offensiva israeliana del mese scorso. Ma la comunità mondiale è fredda verso Hamas, ritenuta da molti un’organizzazione terrorista. Fatah, invece è legata a Mahmoud Abbas (Abu Mazen), capo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), unica entità riconosciuta internazionalmente.

I due gruppi hanno approccio diverso verso Israele, con Hamas che lavora per la sua distruzione anche con attentati kamikaze; l’altro cerca la soluzione “due popoli; due Stati”.

La distanza fra Hamas e Fatah si è allargata negli ultimi 3 anni e nel 2007 il gruppo militante islamico ha preso il potere di Gaza, lasciando a Fatah il controllo della West Bank. Hamas accusa Fatah di aver perfino fatto la spia per Israele durante l'ultima offensiva. Fatah accusa Hamas di perseguitare i suoi membri a Gaza.

Il dialogo fra Hamas e Fatah è urgente anche in vista delle elezioni presidenziali. Con ogni probabilità, al Cairo si parlerà della formazione di un governo di unità nazionale che potrebbe gestire la società palestinese per un periodo ad interim, fino a che non vi siano le condizioni per elezioni parlamentari e presidenziali nei due spezzoni di territorio palestinese. Intanto, con le donazioni internazionali, si potrebbe ricostruire Gaza.

La popolazione palestinese non è molto fiduciosa né nell’una, né nell’altra formazione. In passato vi sono stati gravi fatti di corruzione nelle file di Hamas e Fatah.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
26/06/2008 ISRAELE-PALESTINA
I palestinesi sostengono la tregua, ma non credono alla pace con Israele
01/01/2009 ISRAELE - PALESTINA
Capi cristiani di Gerusalemme: Le violenze di Gaza non portano alla pace, ma fanno crescere l’odio
04/08/2009 PALESTINA – ISRAELE
Il Congresso di Fatah, il primo dopo 20 anni
di Joshua Lapide
15/12/2008 ISRAELE – PALESTINA
Israele libera 227 prigionieri palestinesi. Mano tesa ad Abbas sulla via della pace
13/07/2010 PALESTINA - ISRAELE
Sondaggio: Palestinesi sempre più delusi da Usa e Israele, appoggiano Hamas

In evidenza
IRAQ
I bambini di Mosul e il futuro: il campo profughi "a cinque stelle"
di Bernardo CervelleraNel giardino della parrocchia di Mar Elia accanto alle tende ci sono container che servono da aule per i ragazzi e da biblioteca. Un altro serve da stanza per il ricamo. Un coro di bambini. P. Douglas: "preoccuparsi dei profughi non significa solo pensare al mangiare, al bere, alle medicine, le iniezioni, le vaccinazioni... Le persone rifugiate hanno bisogno di fare qualcosa e di coltivare la speranza".
IRAQ
Via Crucis: i profughi di Mosul oltre l'emergenza
di Bernardo CervelleraSono almeno mezzo milione le persone che si sono rifugiate in Kurdistan per sfuggire all'ISIS. Nello Shlama Mall a Erbil: 350 persone vivono nello scheletro di un edificio in costruzione, con panni stesi e coperte a fare da pareti. L'ordinazione sacerdotale di un giovane, anch'egli profugo dimostra che con la fuga, c'è qualcosa che non è stato distrutto: la fede, le tradizioni, il sacerdozio.
IRAQ-VATICANO
Vescovo di Mosul: Gesù nasce fra i container dei rifugiati. Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul"
di Amel NonaI profughi perseguitati dallo Stato islamico hanno perso tutto: beni, casa, lavoro, scuole, futuro. Ma rimane forte la fede e la missione. Raccolti e inviati quasi 900mila euro. Il messaggio di vicinanza di papa Francesco. La campagna continua secondo la proposta del patriarca di Baghdad: digiuno e sobrietà a Natale e Capodanno, offrendo il corrispettivo per i cristiani di Mosul.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate