05/09/2008, 00.00
SIRIA
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Il 18 settembre il quinto round dei colloqui indiretti tra Damasco e Gerusalemme

di Paul Dakiki
L’annuncio a margine del vertice di Damasco con Francia, Turchia e Qatar, che ha posto fine all’isolamento internazionale siriano. In discussione dovrebbe esserci la cruciale questione dei confini. Ma le grandi decisioni sono sospese in attesa delle successioni a Bush e Olmert.
Beirut (AsiaNews) – Rinviato formalmente a causa delle dimissioni del negoziatore israeliano, Yoram Turbowicz, il quinto round delle trattative indirette tra Israele e Siria si svolgerà in Turchia il 18 e 19 settembre e, per il presidente siriano Assad, sarà “decisivo”. L’annuncio appare il punto di maggior rilievo del “vertice” che ha visto riuniti nella capitale siriana il presidente francese Nicolas Sarkozy, il premier turco Recep Tayyp Erdogan e l’emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa al-Thani.
 
Dall’incontro non è uscito niente di veramente decisivo, ma alcuni punti sono da segnalare. Il primo, dal punto di vista siriano, è il superamento dell’isolamento internazionale al quale lo ha costretto una politica fatta di allineamento all’Iran, di pesanti intromissioni in Libano e di appoggio ai “duri” di Hezbollah e Hamas. E senza parlare delle ombre che sul dittatoriale regime di Bashar al Assad gettano l’assassinio dell’ex premier libanese Rafic Hariri ed i sospetti legato agli scopi nucleari della “struttura militare” di al Kibar bombardata l’anno scorso dagli israeliani.
 
Assad ha detto di essere in attesa della risposta di Israele ai “sei punti” che ha inviato, tramite la Turchia, per il passaggio a colloqui diretti di pace, ai quali si è detto disponibile, in caso di risposta positiva di Gerusalemme. Al tempo stesso, seppure in termini non particolarmente decisi, ha ribadito fedeltà agli alleati Iran, Hezbollah e Hamas. Questione quanto mai delicata quest’ultima, visto che quanto meno l’allentamento di tali rapporti è tra le richieste israeliane per arrivare alla pace. Che è legata, almeno ufficialmente, in primo luogo alla richiesta siriana di tornare in possesso delle Alture del Golan, conquistate dagli israeliani nel 1967. In proposito, secondo un diplomatico francese citato da Al Hayat il prossimo incontro “indiretto” dovrebbe essere dedicato al tema dei confini. Assad vuole la totale restituzione delle Alture, fino alla linea esistente prima della guerra del 1967, Israele mira invece alla frontiera internazionale che esisteva nel 1923. E c’è da ricordare che proprio il mancato accordo sulla delimitazione del confine ha fatto cadere i colloqui diretti del 2000, patrocinati dagli Usa. Da Israele l’ufficio del premier Olmert ha rifiutato qualsiasi commento. Fonti citate da Haaretz, tuttavia hanno confermato il via libera alla Turchia di organizzare il prossimo incontro.
 
La cruciale questione della pace tra Siria e Israele, secondo alcuni analisti, farebbe parte di un piano messo al punto nel vertice, in attesa del risultato della successione al premier israeliano Olmert e delle elezioni americane, dal momento che l’amministrazione Bush è fautrice dell’isolamento di Damasco. Alla necessità della presenza americana in occasione dei futuri colloqui diretti ha peraltro fatto espresso riferimento Assad, che sembra disponibile a cambiare linea, anche per assicurarsi la propria sopravvivenza politica, ma avendo il sostegno economico e militare degli Stati Uniti.
 
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