21/08/2006, 00.00
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Il Dalai Lama atteso in Mongolia

Si teme una reazione violenta della Cina, mentre la popolazione mongola celebra la riconquistata libertà religiosa, dopo gli anni del comunismo.

Ulaanbaatar (AsiaNews) – La popolazione della Mongolia attende la venuta del Dalai Lama, ma a causa di possibili proteste della Cina, molti dettagli della visita rimangono segreti.

Il capo dei tibetani in esilio, dovrebbe giungere oggi o domani mattina nella capitale e rimanervi fino al 27 o al 28 agosto. L'ultima sua visita nel paese, nel 2002, aveva scatenato le ire di Pechino, che vede nel Dalai Lama uno che cospira a dividere il territorio cinese, mirando alla separazione del Tibet.

Il leader spirituale e politico sarà ospitato nel grande monastero di Gandantegcheling. La strada principale dall'aeroporto alla città è tutta decorata con festoni e con gigantografie del Dalai Lama. Il capo del buddismo tibetano terrà alcune lezioni a monaci e meditazioni pubbliche. Pur non essendo una "visita di stato", l'ospite sarà accolto in un edificio del governo alla periferia della capitale.

Un fatto non ancora chiaro è se il presidente mongolo Nambaryn Enkhbayar, fervente buddista, incontrerà il Dalai Lama in modo ufficiale. C'è infatti il rischio che Pechino, finora silenziosa sulla visita, scateni una nuova offensiva contro il leader e contro il paese ospitante. Nel 2002 la Cina ha bloccato il traffico ferroviario con la Mongolia, per frenare ogni tentativo dei tibetani cinesi di raggiungere il loro capo e ha fermato per un periodo le esportazioni verso la Mongolia.

La Mongolia, era un paese a maggioranza buddista fino all'avvento del comunismo nel 1921. Nel '37, una feroce persecuzione ha distrutto centinaia di monasteri e ucciso quasi 20 mila monaci buddisti tibetani.

La venuta del Dalai Lama in Mongolia è visto da molti come una celebrazione della libertà religiosa, riconquistata 16 anni fa con il nuovo sistema democratico.

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