31/08/2011, 00.00
NEPAL
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Il nuovo governo maoista ignora i dispersi della guerra civile

di Kalpit Parajuli
Nessun discorso o cerimonia per la Giornata mondiale delle persone scomparse, celebrata ieri. Oltre 200 le persone fatte sparire dai guerriglieri maoisti durante la guerra civile. A rischio la riabilitazione del partito maoista promossa dagli Stati Uniti.
Kathmandu (AsiaNews) – Il neoeletto governo maoista si dimentica delle persone disperse durante la guerra civile e non celebra la Giornata mondiale degli scomparsi. Ieri, un funzionario della Commissione Onu per i diritti umani ha criticato l’atteggiamento del Premier Bhattarai, sottolineando l’incremento dei casi di impunità nel Paese. Ciò potrebbe congelare la proposta degli Stati Uniti di cancellare i maoisti dalla lista dei movimenti terroristi.

Secondo un rapporto pubblicato nei giorni scorsi dall’Informal Sector Service Center (Insec) sono 931 le persone sparite in 11 anni di guerra civile contro la monarchia. Fra essi almeno 210 sarebbero vittime dei guerriglieri maoisti. Tuttavia per Subodh Raj Pyakurel, presidente dell’Insec, "il rapporto rivela solo i casi registrati e vi sono ancora centinaia di altri casi ancora sconosciuti”.

Nonostante la creazione nel 2007 della Truth and Reconciliation Commission, fondata in collaborazione con l’Onu, maoisti e comunisti si rifiutano di consegnare alla giustizia i quadri responsabili della guerra civile. Unified Communist Party of Nepal Maoist, e Nepal Communist Party, sono le uniche formazioni politiche ad aver governato dopo la caduta della monarchia.

Raju Thapa, segretario generale del Centre for Peace and Conflict (CEPCOM) accusa i governi di estrema sinistra, che si sono succeduti in questi anni, di aver creato un clima di impunità diffuso per proteggere i loro leader e la loro ideologia. Egli spiega che ben 309 procedimenti penali sono stati archiviati dal governo guidato dai comunisti; 282 sono invece i casi revocati dal governo guidato dai maoisti.

La guerra civile del Nepal ha contrapposto per 11 anni esercito e guerriglieri maoisti, che combattevano con l'obiettivo di rovesciare la monarchia e istituire la Repubblica popolare del Nepal. Il conflitto si è concluso con un accordo globale di pace tra esercito e maoisti firmato il 21 novembre 2006 davanti a Onu e comunità internazionale. Il conflitto ha fatto più di 12.800 morti e circa 100mila sfollati. In questo clima di anarchia l’esercito, che controllava le aree urbane, e i maoisti, presenti invece nelle aree rurali, si sono macchiati di crimini contro la popolazione civile, facendo sparire i dissidenti e tutti coloro che al tempo denunciavano i fatti.
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