14/12/2015, 00.00
INDIA - VATICANO
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India, aperto il Giubileo dei tribali: La famiglia misericordiosa cambia il mondo

di Nirmala Carvalho
Il card. Telesphore Toppo apre la Porta Santa nella cattedrale di Ranchi davanti a 5mila tribali: “Milioni di persone sono costrette a fuggire dalle proprie case in cerca di posti più sicuri. Il loro dolore è al di là di ogni descrizione. La compassione e l’amore sembrano scemare in tutto il mondo”. Comprendere la compassione “è la missione che ogni famiglia deve portare avanti. Soltanto così cambieremo la società e il mondo”.

Ranchi (AsiaNews) – Milioni di persone in tutto il mondo “sono costrette a fuggire dalle proprie case in cerca di posti più sicuri. Il loro dolore è al di là di ogni descrizione. Sembra che non vi sia una soluzione, perché la compassione e l’amore sembrano scemare in tutto il mondo. Ma la risposta c’è ed è la compassione di Dio offerta all’umanità”. Lo ha detto l’arcivescovo di Ranchi, card. Telesphore Toppo, agli oltre 5mila fedeli tribali riuniti ieri nella cattedrale di santa Maria per l’apertura della Porta Santa.

Prima della cerimonia, racconta il presule ad AsiaNews, “ci siamo riuniti lontano dalla cattedrale. Sacerdoti, religiosi e fedeli: migliaia di persone, insieme, per prepararci a questo momento. Abbiamo spiegato cosa significa l’Anno della Misericordia e perché il papa ha proclamato questo Giubileo straordinario. Dopo aver letto i documenti, abbiamo iniziato la processione verso la cattedrale. Io ho aperto la Porta e sono entrato in preghiera, con in mano la Bibbia. Poi abbiamo iniziato la celebrazione eucaristica”.

La misericordia di Dio, ha sottolineato il card. Toppo, “è necessaria più che mai anche qui, nelle nostre terre. Vicino casa migliaia di donne e ragazze sono costrette a lasciare la sicurezza dei propri villaggi per andare in luoghi distanti, e sono numerosissime le denunce di comportamenti scorretti o sfruttamento nei loro riguardi. Senza pace non c’è sviluppo: passare per la Porta Santa significa riscoprire l’infinita misericordia di Dio, che abbraccia ciascuno di noi ed esce per un incontro personale con i suoi figli”.

Insegnare la misericordia e comprenderla, conclude l’arcivescovo di Ranchi, “è la missione che ogni famiglia deve portare avanti. In famiglia i genitori e i figli devono riflettere sul concetto e riuscire a divenire una vera chiesa domestica. Perché a sua volta questo nucleo può convertire la parrocchia prima e infine la società. Soltanto così cambieremo la nostra nazione e il mondo”.

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