29/10/2009, 00.00
INDONESIA
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Jakarta, ancora violenze contro gli studenti cristiani di teologia

di Mathias Hariyadi
La polizia ha cacciato gli alunni del Setia dalla sede di fortuna allestita nell’ex municipio di West Jakarta. Un gruppo di studenti e professori è sotto inchiesta, cinque gli arrestati. Nel luglio 2008 una folla di musulmani aveva assaltato la loro sede, costringendo gli studenti alla fuga. L’edificio cristiano nel mirino di una impresa edile.
Jakarta (AsiaNews) – La polizia di Jakarta ha scacciato gli studenti dell’Istituto teologico cristiano Arastamar (Stt Setia) dai terreni dell’ex municipio di West Jakarta. I ragazzi vi svolgevano le lezioni dopo essere stati allontanati con la forza – nel luglio 2008 – dal loro campus a Kampung Makassar, a est della capitale. Il raid delle forze dell’ordine è iniziato il 26 ottobre scorso. Al termine di una tre giorni di scontri e di proteste dei cristiani per l’ennesima cacciata, un gruppo di studenti e alcuni insegnanti sono stati incriminati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Cinque gli studenti arrestati, in attesa di provvedimenti della magistratura indonesiana.
 
Nell’estate del 2008 una folla di musulmani inferociti ha assaltato l’originaria sede dell’Istituto teologico cristiano, a East Jakarta. A scatenare le violenze sono state le accuse – montate ad arte – di furto di un motorino ad opera di uno studente e costruzione illegale di edifici cristiani. In Indonesia, infatti, vige una legge ferrea per la fabbricazione di chiese o istituti non musulmani, per i quali è prevista una specifica autorizzazione.
 
In seguito all’assalto, circa 1500 studenti hanno dovuto abbandonare l’edificio, rifugiandosi in un primo momento nel vicino quartier generale della polizia e nella sede di un partito politico di ispirazione cristiana. Il Setia, istituto protestante per gli studi biblici fondato nel 1987 dal pastore Mathew Mangentang, ha oltre 29 sedi sparse per il Paese e nella sola sede di Jakarta ospitava migliaia di studenti.
 
Scampati alle violenze dei fondamentalisti islamici, studenti e professori hanno allestito una scuola di fortuna nella sede dell’ex ufficio governativo, a West Jakarta. Tale edificio però era da tempo disputato fra la municipalità e la fondazione Sawerigading. Di recente la Corte suprema indonesiana ha sancito che la proprietà dei terreni e dell’edificio è della fondazione. In seguito alla sentenza, le forze dell’ordine hanno attuato il provvedimento di sgombero, nonostante le resistenze dei giovani cristiani.
 
Sukowaluyo Mintorahardjo, leader di Setia, smentisce con forza l’accusa secondo cui l'istituto avrebbe falsificato i documenti per la costruzione degli edifici, come avanzato da alcune personalità musulmane. “È un’accusa falsa e priva di fondamento – afferma – visto che avevamo tutti i permessi sin dall’inizio”. In riferimento agli attacchi del luglio 2008, egli aggiunge che alla base vi sarebbero state delle questioni economiche. “Circa 8/10 anni fa una impresa edile ci ha avvicinato; invece di intavolare una trattativa amichevole – spiega – ci hanno ordinato di andarcene”.
 
La zona dove sorge l’Istituto teologico cristiano Arastamar (Stt Setia), infatti, ha un elevato valore commerciale ed è nelle mani di una singola impresa di costruzioni. Resta il fatto che – ad oggi – gli studenti cristiani non hanno alcun posto dove svolgere le lezioni, un gruppo di alunni e professori è finito sotto inchiesta e cinque studenti sono agli arresti.
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