26 Settembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 15/01/2016, 00.00

    INDONESIA

    Jakarta, caccia alle cellule terroriste dello Stato islamico



    Tre uomini fermati nei pressi della capitale. Il principale sospettato della pianificazione delle bombe è Bahrum Naim. Un anno fa è stato in Siria a combattere con lo SI. Tornato in patria, ha pubblicato un documento online in cui incoraggia i miliziani indonesiani a imitare gli attacchi di Parigi.

    Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – Le forze di sicurezza indonesiane stanno dando la caccia alle cellule del terrore legate agli attentati di ieri a Jakarta, che hanno lasciato un bilancio di sette morti e 26 feriti. Lo ha detto l’ispettore generale della polizia, gen. Karnavian in una intervista alla Bbc, in cui ha affermato che “gli indonesiani sono al sicuro perché i colpevoli sono un piccolo gruppo che stiamo monitorando e a cui diamo la caccia”. “Gli attentatori – ha aggiunto – sono stati neutralizzati, ma sono legati ad altre cellule in Java e nelle Sulawesi”.

    Oggi tre uomini sono stati arrestati nei pressi di Jakarta, ma non è ancora chiaro se siano coinvolti negli attacchi. Esperti di terrorismo sono concordi nel dire che l’esiguo numero di vittime innocenti, a dispetto dell’alto numero di esplosioni, rivelerebbe la mano di gruppi locali con poco addestramento.

    Il generale Karnavian ha confermato le dichiarazioni rilasciate ieri, secondo cui gli attacchi sono stati effettuati da “combattenti del Califfato” ed erano diretti contro “cittadini della coalizione crociata”. Per questo le esplosioni si sono concentrate in una zona ad alto tasso turistico.

    Per le autorità indonesiane il responsabile degli attentati è il gruppo legato allo Stato islamico (SI) capitanato da Bahrum Naim (v. foto). Secondo gli agenti egli vorrebbe unire tutti i gruppi del sud-est asiatico sotto la bandiera del Califfato. L’uomo è al momento in fuga.

    Sette anni fa, Bahrum Naim gestiva un internet cafè nella città di Solo (Sukarta) nel Java centrale. Nel 2011 è stato arrestato per possesso illegale di armi e ha scontato tre anni di prigione. Da quel momento è divenuto il punto di riferimento dei gruppi terroristi dell’isola. Un anno fa Naim è partito per la Siria per combattere nelle file dello SI.

    Qualche tempo fa, è apparso un scritto online dal titolo “Lezioni dagli attacchi di Parigi”, in cui Naim incoraggiava le cellule indonesiane a studiare e imitare la pianificazione, il tempismo e la coordinazione degli attacchi del 13 novembre 2015.

    Il gen. Karnavian ha affermato che sono circa 400 gli indonesiani partiti per la Siria per unirsi allo SI, di cui 50 sarebbero morti.

    I simpatizzanti jihadisti in Indonesia sarebbero circa 1000: un numero esiguo se si pensa che esso è il Paese musulmano più popoloso al mondo, con 206 milioni di fedeli al Corano (l’87%).

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    27/01/2016 11:31:00 INDONESIA
    Almeno 200 indonesiani arruolati nell’Isis. Continua la caccia agli attentatori di Jakarta

    Le forze speciali di marina ed esercito si sono unite alla polizia per cercare Baharum Naim (forse la mente degli attacchi) e Santoso, il ricercato numero uno del Paese. Quest’ultimo si nasconde a Poso, zona di giungla montagnosa dove ha molti simpatizzanti fra la popolazione locale.



    08/02/2016 12:41:00 INDONESIA
    Dopo gli attentati, Jakarta in bilico fra prevenzione e diritti umani

    Uno degli obiettivi a breve termine del presidente Joko Widodo è la riforma delle leggi sul terrorismo, per permettere operazioni di prevenzione. Gli attentatori di Jakarta erano monitorati da tempo ma la polizia non ha potuto fare nulla per bloccarli. Cresce la minaccia dello Stato islamico nel Paese. Convocate le organizzazioni musulmane moderate: “Controllate i sermoni nelle moschee”. Singapore e Malaysia modelli di lotta all’integralismo.



    05/08/2016 08:45:00 INDONESIA
    Jakarta, confermata la condanna per Abu Bakar Bashir: finanziava i jihadisti

    Il leader islamico, 77 anni, ha perso il ricorso all’appello e rimarrà 15 anni in carcere. È un membro chiave del gruppo Jemaah Islamiah, responsabile degli attacchi di Bali del 2002. A gennaio centinaia di manifestanti avevano chiesto la sua liberazione.

     



    16/03/2006 INDONESIA
    Bombe di Bali, i tre sospetti "pronti a essere condannati a morte"

    Il processo previsto entro due mesi; la pena massima è quella capitale. Negli attentati dell'ottobre scorso sull'isola indonesiana morirono 23 persone. Uno dei tre sospetti: mi dispiace solo che tra le vittime ci fossero dei musulmani.



    28/02/2006 INDONESIA
    Sudest asiatico, "difficile combattere" il terrorismo che cambia

    Il presidente indonesiano ammette la difficoltà di affrontare nuove tattiche, organizzazione e tecnologie dei terroristi. La Jemaah Islamiah, operativa nella regione, rivede la sua struttura:  si divide in cellule indipendenti, recluta kamikaze tra i giovani nei cosiddetti "gruppi di studio islamici", utilizza donne come corrieri di esplosivo e armi.





    In evidenza

    SIMPOSIO ASIANEWS
    Madre Teresa, la Misericordia per l’Asia e per il mondo (VIDEO)



    Pubblichiamo le registrazioni video degli interventi che si sono susseguiti durante il Simposio internazionale organizzato da AsiaNews il 2 settembre scorso. In ordine intervengono: P. Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del PIME; Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide; Sr. Mary Prema, Superiora Generale delle Missionarie della Carità; P. Brian Kolodiejchuk, postulatore della Causa della Madre; Card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai; P. John A. Worthley, sull'influenza di Madre Teresa in Cina; una testimonianza sull'influenza di Madre Teresa nel mondo islamico; mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale.


    CINA - VATICANO
    Pechino diffonde la nuova bozza di regolamenti sulle attività religiose. Più dura

    Bernardo Cervellera

    Multe fino a 200mila yuan (27mila euro) per “attività religiose illegali” da parte di cattolici o altri membri di comunità sotterranee. Fra le “attività illegali” vi è la “dipendenza dall’estero” (ad esempio il rapporto col Vaticano). Si predica la non discriminazione, ma ai membri del partito è proibito praticare la religione anche in privato. Precisi controlli su edifici, statue, croci. Controlli serrati anche su internet. Forse è la fine delle comunità sotterranee.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®