10/08/2015, 00.00
INDONESIA
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Jakarta, proposta di legge: le coppie di fatto rischiano un anno di prigione

La legge in fase di approvazione inasprisce una misura del 2010. Verranno colpite tutte le coppie “al di fuori della relazione ufficiale del matrimonio”, che in Indonesia è prima ratificato dalle autorità religiose e poi dallo Stato. Nel Paese, la sfera privata dei cittadini è considerata ambito di legiferazione del governo.

Jakarta (AsiaNews) – Le coppie eterosessuali che convivono al di fuori del matrimonio rischiano fino ad un anno di prigione. È il provvedimento contenuto in un disegno di legge, avvallato dal governo e ora al vaglio del Parlamento, secondo cui “ogni coppia che convive al di fuori della relazione ufficiale del matrimonio sarà condannata ad almeno un anno di prigione e ad altre multe”.

In Indonesia gli affari privati vengono considerati pubblici, un ambito dove il governo ha la responsabilità di legiferare in un senso o nell’altro. Nel Paese islamico più popoloso al mondo, il matrimonio tra due persone di sesso differente viene accettato e legalizzato prima attraverso i rituali religiosi e solo più tardi dallo Stato. Nel momento in cui un’autorità religiosa benedice l’unione, anche per lo Stato le due persone sono da subito coniugi e vengono iscritti al Public Civil Record Agency.

Se manca il certificato religioso, invece, lo Stato non può accettare una coppia come sposata. La convivenza viene considerato alla stregua di una situazione di adulterio, perseguibile dalla giustizia. La pratica è identificata col nome di kumpul kebo, traducibile come “vivere insieme come dei bufali”.

Le coppie non registrate – Nikah Siri, nel linguaggio popolare locale – sono divenute una pratica comune in Indonesia, soprattutto fra le celebrità dello spettacolo, gli uomini d’affari e i politici. Una ricerca condotta 30 anni fa a Yogyakarta e nel Java Centrale aveva mostrato che un grande numero di studenti universitari praticava la convivenza per ragioni pratiche (come ridurre i costi dell’affitto). Da quell’epoca il governo non ha condotto altre ricerche in questo campo.

Già una legge approvata nel 2010 stabiliva una pena di tre mesi di carcere e 370 euro di multa per le coppie di fatto. Il provvedimento ora in discussione in Parlamento incrementerebbe la pena prevista.

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