17/11/2016, 08.55
INDIA
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Kashmir: dopo 133 giorni di rivolta, i separatisti annunciano due giorni di tregua

Il prossimo weekend negozi ed esercizi commerciali riapriranno i battenti. Potranno circolare anche i mezzi pubblici. Da quattro mesi i leader dei separatisti dettano il calendario delle proteste. Le autorità di Delhi sarebbero “apatiche” nei confronti della questione della Valle.

Srinagar (AsiaNews) – I leader dei separatisti del Kashmir hanno annunciato due giorni di tregua dai continui disordini che stanno sconvolgendo la Valle da 133 giorni. Sabato e domenica prossimi, 19 e 20 novembre, i guerriglieri abbasseranno armi e pietre, e consentiranno la riapertura dei negozi chiusi dallo scorso luglio.

La decisione è stata presa ieri sera dai tre leader alla guida della rivolta, Syed Ali Geelani, Mirwaiz Umar Farooq (rispettivamente, leader carismatico e presidente del movimento politico Hurriyat) e Mohammad Yasin Malik, capo del Jklf (Jammu Kashmir Liberation Front).

Dallo scorso luglio, da quando le forze di sicurezza indiane hanno ucciso il famoso combattente Burhan Wani, amatissimo sui social network, i tre separatisti hanno dettato il calendario delle proteste. Il prossimo weekend negozi ed esercizi commerciali saranno riaperti al pubblico, i mezzi pubblici riprenderanno a circolare per le strade.

I leader sostengono che in questi mesi “la popolazione del Kashmir ha ottenuto una vittoria morale, rifiutandosi di cedere e sottomettersi all’oppressione”. “Abbiamo chiarito all’India – aggiungono – che siamo padroni del nostro destino. Al mondo non esistono paragoni con i nostri 130 giorni di protesta con il supporto e la partecipazione del popolo. Questo dà la misura della nostra forza. Solo una nazione che possiede profondo impegno, capacità di ripresa, determinazione e coraggio può sostenere questo tipo di lotta”.

In realtà c’è anche chi sostiene che il rilassamento dell’opposizione sia dovuto “all’apatia” con cui Delhi guarda alla questione del Kashmir. C’è da dire che negli ultimi giorni, nonostante le proteste e il coprifuoco, in alcune zone dello Stato sono iniziate a circolare autovetture. Inoltre dopo un lungo periodo di silenzio e calma, si sono uditi di nuovo i passi dei pedoni: quelli delle migliaia di studenti che, sfidando i pericoli, hanno deciso di presentarsi a scuola per sostenere gli esami annuali.

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