31/01/2018, 11.47
CINA-VATICANO
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La festa per il ritorno di mons. Shao Zhumin a Wenzhou (Video)

Era stato nelle mani della polizia per sette mesi. È stato sotto pressione per farlo aderire all’Associazione patriottica.

Wenzhou (AsiaNews) – Mons. Pietro Shao Zhumin, vescovo ordinario di Wenzhou (Zhejiang), riconosciuto dalla Santa Sede, ma non dal governo, è ritornato alla sua diocesi. Il 27 gennaio scorso è stato accolto dai fedeli con una festa, una preghiera e un canto composto apposta per il suo ritorno. Il canto gli dà il benvenuto   come “il nostro caro vescovo che ci guida a Cristo. Il nostro vescovo è il buon pastore… il tuo nome è sempre nel nostro cuore”.

Dal 18 maggio scorso egli era stato preso da forze della pubblica sicurezza e membri dell’Ufficio affari religiosi e portato via dalla sua diocesi e tenuto a Xining (Qinghai), a 2500 km da Wenzhou, sempre sotto scorta della polizia. Dal 4 gennaio egli era libero di muoversi e non è più affiancato dal personale della sicurezza. Fonti della diocesi avevano comunicato ad AsiaNews che egli si sarebbe fermato a Pechino in ospedale per essere curato in seguito a un’operazione all’orecchio.

In tutti questi mesi la polizia ha fatto pressioni psicologiche su di lui per farlo aderire all’Associazione patriottica, l’organismo del Partito che progetta una Chiesa indipendente dalla Santa Sede. Davanti al suo diniego, agli inizi di dicembre, i rappresentanti degli affari religiosi gli hanno chiesto di firmare un foglio per sottoscrivere le quattro condizioni per ricevere il riconoscimento dal governo. Esse comprendono il suo sostegno al principio di una Chiesa indipendente; il sostegno all’auto-nomina e all’auto-ordinazione [dei vescovi]; la concelebrazione con un vescovo illecito, non riconosciuto dal Vaticano; il sottostare ai nuovi regolamenti religiosi che saranno varati a febbraio prossimo. Ma anche per questo mons. Shao ha rifiutato.

La comunità cattolica di Wenzhou – circa 130mila fedeli - per decenni è stata divisa fra ufficiali e non ufficiali: più di 80mila appartengono alla comunità non ufficiale. I sacerdoti sono 70, divisi equamente fra i due rami. Mons. Shao, 54 anni, pur essendo membro della Chiesa sotterranea, è molto apprezzato anche dalla comunità ufficiale.

Quando nei mesi scorsi il vescovo era sequestrato, per la sua liberazione si era espresso l’ambasciatore tedesco a Pechino Michael Clauss. Anche la Santa Sede aveva espresso preoccupazione per la sua sorte.

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