27/01/2015, 00.00
TURCHIA - SIRIA
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La vittoria kurda a Kobane preoccupa Erdogan

Da settembre la città era minacciata dallo Stato islamico. La lotta ha fatto 1800 morti e decine di migliaia di profughi. Ambiguità della Turchia, che vede con timore la nascita di una zona autonoma kurda nel nord della Siria.

Istanbul (AsiaNews) - A Istanbul e soprattutto nella zona kurda a sud-est della Turchia, a Diyarbakir e Hakkari, migliaia di persone sono scese in piazza per festeggiare la vittoria dei kurdi contro le milizie dello Stato Islamico (SI) nella città di Kobane. Il fatto però sembra non rendere felice il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha escluso la nascita nel nord della Siria di una regione autonoma kurda, simile a quella che esiste nel nord dell'Iraq.

Citato dal giornale turco Hürriyet, Erdogan ha affermato: "Noi non vogliamo una [ripetizione] della situazione in Iraq... Non possiamo accettare la nascita di una zona kurda autonoma nel nord della Siria". E ha aggiunto: "Riguardo a questo, dobbiamo conservare la nostra posizione, altrimenti il nord della Siria sarà come il nord dell'Iraq. Questa entità è fonte di grossi guai per il futuro".

Dal settembre scorso la città di Kobane, vicina alla frontiera con la Turchia è stata teatro di una lotta senza tregua fra i kurdi e le milizie dello Stato islamico. Nella guerra, in cui sono intervenuti anche peshmerga dall'Iraq e i bombardamenti della coalizione guidata dagli Stati Uniti, sono morte più di 1800 persone dei quali un migliaio appartenevano all'esercito jihadista.

Decine di migliaia di kurdi - insieme a vecchi, donne, bambini - sono fuggiti rifugiandosi in Turchia. Ieri si è diffusa la notizia della vittoria e la città è per la quasi totalità sotto il controllo dei peshmerga.

In tutto questo tempo la Turchia ha avuto una posizione ambigua: ha frenato l'entrata dei profughi da Kobane; ha rifiutato di partecipare alla coalizione internazionale contro i jihadisti in Iraq e in Siria. Alla fine, pressata dai suoi alleati, Ankara ha accettato di ospitare i profughi e ha permesso il passaggio sul suo territorio di un contingente simbolico di kurdi irakeni che andavano a rafforzare le difese a Kobane.

La Turchia teme che la vittoria dei kurdi nel nord della Siria provochi delle velleità di indipendenza della zona kurda nel Paese.  Per questo Erdogan ostacola la vittoria di Bashar Assad in Siria - pragmaticamente favorevole a una zona autonoma kurda - e considera come "terroristi" i partiti kurdi della Turchia che sostengono autonomia o indipendenza. In Turchia vi sono almeno 15 milioni di kurdi.

 

 

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