13/04/2018, 13.10
PAKISTAN

Lahore, cristiani protestano: cimiteri sequestrati e venduti all’edilizia

Kamran Chaudhry

La famiglia dell’ex guardiano risiede in maniera abusiva nel cimitero di Gora Qabrastan. Gli occupanti provano a vendere le proprietà dell’arcidiocesi con documenti falsi. Nel 1972 il governo ha nazionalizzato scuole e università nelle province del Punjab e del Sindh.

Lahore (AsiaNews) – Un gruppo composto da più di 100 cristiani protesta contro l’occupazione di un cimitero appartenente alla Chiesa locale. Al grido di “Abbasso il governo del Punjab” e “Abbasso l’invasione della mafia”, il 10 aprile i manifestanti hanno bloccato la strada di fronte il Lahore Press Club per più di due ore. La protesta era organizzata dal Comitato attivo del cimitero di Gora Qabrastan (Gqac), che si oppone all’appropriazione indebita dell’antico luogo di sepoltura cristiano nel cuore della capitale provinciale.

Negli ultimi due anni il comitato ha chiesto più volte lo sgombero della famiglia di Munawar, il guardiano in pensione del cimitero, che occupa tre edifici residenziali situati all’interno del terreno, per un’estensione di circa 500 mq. Ad AsiaNews Khalid Shahzad, vice cancelliere del Gqad, lamenta che “la famiglia sta cercando di vendere le case con falsi documenti. Sia i vescovi cattolici che quelli protestanti hanno inviato all’ex portiere la notifica di sfratto, ma essi si rifiutano di andar via. Abbiamo organizzato innumerevoli incontri con i funzionari del distretto, ma le nostre denunce rimangono sepolte sotto le mazzette”. Nell’agosto del 2017 la Corte suprema del Pakistan ha “espresso il suo dispiacere” a gruppi per i diritti umani con “l’ordine di presentare un rapporto entro due settimane”.

L’invasione fraudolenta di terreni di proprietà ecclesiale non è una novità nel Paese. Almeno tre cimiteri sono occupati illegalmente nella sola arcidiocesi di Lahore. Secondo il sito internet Zameen.com, in Pakistan il mercato immobiliare è in crescita e i prezzi delle case sono più che raddoppiati a Lahore, Karachi e Islamabad. Nel 2012 l’Autorità per lo sviluppo di Lahore ha raso al suolo più di 8mila mq di edifici che ospitavano l’istituto missionario “Gosh e Aman”, una cappella, un laboratorio della Caritas e altre costruzioni dove operavano organizzazioni sociali della Chiesa cattolica.

Nel 1972 il governo ha nazionalizzato tutte le scuole e le università di proprietà della Chiesa nelle province del Punjab e del Sindh. Gli istituti sono stati riconsegnati tra il 1985 e il 1995, senza offrire alcun indennizzo. Diverse scuole missionarie sono ancora sotto il controllo dello Stato. Azim Ilyas, colonnello in pensione e coordinatore dell’ufficio diocesano di Lahore per l’educazione ecclesiale del Pakistan, lamenta: “Invece di riscuotere l’affitto per 35 anni, le Chiese devono pure pagare per riavere le proprie scuole. La maggior parte dei fondi deve essere spesa per ristrutturare gli edifici fatiscenti, a discapito della qualità dell’istruzione impartita, un tempo molto stimata. Gli edifici ancora in mano del governo sono andati in rovina”.

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