16 Dicembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 30/03/2016, 11.21

    PAKISTAN

    Lahore, musulmani e cristiani: Contro il terrorismo occorre agire, le promesse non bastano

    Shafique Khokhar

    Giornalisti e attivisti criticano il discorso del primo ministro Nawaz Sharif a seguito dell’attentato di Pasqua: “I terroristi non hanno paura degli slogan”. L’opinione pubblica chiede meno parole e più fatti, come l’attuazione del National Action Plan per la sicurezza: “L’esercito ha già fallito nelle operazioni antiterrorismo nel Punjab”.

    Lahore (AsiaNews) – Le parole del primo ministro pakistano Nawaz Sharif a seguito del massacro di Lahore (Punjab) hanno lasciato tiepida l’opinione pubblica, che si chiede se al cordoglio di rito e alle condanne verbali del terrorismo seguiranno azioni che possano aumentare la sicurezza nel Paese, colpito più volte dai talebani negli ultimi mesi. Nel discorso tenuto il 28 marzo scorso, il capo del governo di Islamabad ha dichiarato che “coloro che promuovo il terrorismo, l’odio settario e l’estremismo non potranno fuggire e dovranno affrontare la giustizia”. Egli ha assicurato che il governo non avrà pace finché “l’ultima goccia di sangue dei nostri compatrioti non sarà vendicata”.

    I terroristi, ha aggiunto Sharif, “essendo privati dei loro campi d’addestramento e dei loro rifugi si sono ridotti a colpire facili obiettivi come parchi e scuole”. Il primo ministro ha ribadito che l’islam è una religione di pace e che non insegna a mettere in pericolo le vite altrui: “La tolleranza del governo su questo punto non deve essere intesa come segno di debolezza dello Stato o di vulnerabilità delle forze di sicurezza”.

    Samson Salamat, cristiano e attivista per i diritti umani, afferma: “Non dubitiamo della sincerità e delle buone intenzioni di Nawaz Sharif, però è importante che le parole vengano tradotte in azione. Abbiamo già sentito questi discorsi emotivi, ma sfortunatamente il National Action Plan (Nap), voluto dal governo, non funziona quando si arriva al confronto con gruppi terroristi che minacciano le nostre città. Nei primi mesi del 2016 il Pakistan ha pagato il prezzo di centinaia di vite innocenti. L’attacco all’Università Khan, quello sui bus a Peshawar e le passate violenze di Lahore dicono molto bene quello che il governo ha fatto finora”.

    Secondo Humza Arshad, musulmano liberale ed educatore, “nel suo discorso il primo ministro si è anche scagliato contro coloro che hanno protestato contro l’impiccagione di Mumtaz Qadri [assassino del governatore del Punjab Salman Taseer, difensore di Asia Bibi ndr] dicendo che a nessuno è permesso diffondere l’anarchia nel Paese. Però quello che ci aspettavamo da lui era l’annuncio di misure pesanti. Avvertimenti e promesse non fanno la differenza. Ne abbiamo già avute abbastanza e abbiamo visto che gli assassini non temono gli slogan. Nel complesso, il suo discorso dà una sembianza di azione solo nell’aggiornamento sulle operazioni militari nel Punjab”.

    Da quattro giorni centinaia di estremisti islamici stazionano davanti al parlamento di Islamabad, chiedendo l’applicazione della sharia e l’impiccagione di Asia Bibi, la madre cristiana condannata a morte per blasfemia, in attesa da cinque anni per un processo di appello. Il sit-in è iniziato a un mese dalla morte di Mumtaz Qadri, venerato come un eroe. Dopo un certo immobilismo, l’esercito ha intimato di liberare la piazza entro oggi, ma i dimostranti hanno dichiarato di essere “pronti a morire” piuttosto che interrompere il sit-in.

    Inam Rana, giornalista musulmano con sede a Londra, individua alcuni errori del governo di Nawaz Sharif: “Il primo ministro ha ignorato la situazione di Islamabad, dove poche centinaia di persone hanno preso possesso della città costringendo il governo civile a chiamare l’esercito. Poi egli ha fallito nelle operazioni militari che sono iniziate in Punjab”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    12/10/2017 14:17:00 PAKISTAN
    Deputato propone discriminazioni per gli ahmadi. Attivisti esigono le scuse

    Safdar è un capitano in pensione e genero dell’ex premier Nawaz Sharif. Si è scagliato contro i fedeli ahmadi, già oggetto di persecuzione in Pakistan. Musulmano: “Verrà lanciata una petizione online”.



    02/09/2017 12:05:00 PAKISTAN
    Lahore, la figlia di Sharif tiene un comizio nella cattedrale. Critiche al vescovo (Foto)

    Maryam Nawaz sta perorando la causa del padre, estromesso dalla Corte suprema. Ha chiesto ai cattolici di darle sostegno alle elezioni straordinarie del 17 settembre. Mons. Shah prega per la madre malata e le concede la benedizione di Dio. Fedeli indignati, chiedono le dimissioni del vescovo. “I leader cristiani lottano per mantenere divisa la religione dallo Stato”.



    04/09/2017 15:43:00 PAKISTAN
    Il vescovo di Lahore ‘ingannato’ dalla figlia di Sharif si difende: niente comizi dal pulpito

    Maryam Nawaz ha trasgredito il discorso concordato con l’arcidiocesi. La donna avrebbe dovuto chiedere solo preghiere per la madre malata. Mons. Shaw: “Volevo bloccarla, ma avevo gli occhi di milioni puntati addosso. Volevo andarmene, ma sarebbe stato dannoso per la Chiesa”. I canali d’informazione hanno interessi politici.



    13/01/2017 13:11:00 PAKISTAN
    Pakistan, premier esalta l’armonia interreligiosa. Ricorda ahmadi e altre minoranze

    Nawaz Sharif ha affermato che il Paese verrà riconosciuto come “amico delle minoranze”. La comunità musulmana di confessione ahmadi è considerata eretica dall’islam sunnita e sciita. A dicembre è stato attaccato un antico luogo di culto ahmadiyya. Il governo dei Sindh ha respinto la legge contro le conversioni forzate. Proteste nel giorno del ricordo dell’assassinio di Salman Taseer.



    29/05/2013 PAKISTAN
    Islamabad: crisi economica e violenza islamista, le sfide del nuovo Parlamento
    Il primo giugno si riunisce l’Assemblea nazionale uscita dal voto dell’11 maggio. Dopo il giuramento, la scelta del presidente e del suo vice; a seguire la nomina del premier, chiamato a formare il nuovo esecutivo. Sacerdote a Lahore: preghiamo per un vero cambiamento nel Paese.



    In evidenza

    MEDIO ORIENTE - USA
    Gerusalemme capitale, cristiani in Medio oriente contro Trump: distrugge le speranze di pace



    Il patriarcato caldeo critica una scelta che “complica” la situazione e alimenta “conflitti e guerre”. Il card. Raï parla di “decisione distruttiva” che viola le risoluzioni internazionali. Il papa copto Tawadros II cancella l’incontro col vice-presidente Usa Pence. Continua la protesta “rassegnata” dei palestinesi. Attivisti israeliani: gli Usa hanno abdicato al ruolo di mediatori nella regione. 

     


    CINA
    Le false promesse di Xi Jinping e la cacciata della ‘popolazione più bassa’ da Pechino

    Willy Wo-Lap Lam

    Decine di migliaia di migranti e le loro famiglie sono stati espulsi e mandati via dalla capitale. Eppure al recente Congresso del Partito, il presidente Xi ha promesso sostegno e aiuti contro la povertà. Nessuna ricompensa e nessun aiuto legale o caritativo per gli sfollati. Esiste nel Paese un “darwinismo sociale”, che condanna all’emarginazione le classi rurali e fa godere di privilegi e aiuti le classi cittadine. Per gentile concessione della Jamestown Foundation.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®