13/05/2016, 11.01
RUSSIA
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Lo Stato islamico avanza nella Russia meridionale

di Mairbek Vatchagaev

Negli ultimi mesi l’ideologia dell’islam radicale ha preso piede sia tra gli uomini che tra le donne. I primi fuggono in Siria per combattere al fianco dei miliziani; le seconde assistono i feriti in qualità di infermiere. Nel Caucaso nord-occidentale esiste una lunga tradizione di terrorismo islamico, fin dalla dissoluzione dell’Unione sovietica. Per gentile concessione della Jamestown Foundation.

Cherkessk (AsiaNews) – Lo Stato islamico si sta diffondendo anche nella parte meridionale della Russia, e in particolare della repubblica caucasica della Karachaevo-Cherkessia. Lo rivelano le ultime indagini dei servizi di sicurezza russi, che monitorano in maniera costante la diffusione delle idee radicali tra i giovani islamici. Essi si scambiano informazioni attraverso le più famose applicazioni di messaggistica per telefoni cellulari e stringono legami con i leader jihadisti in Siria.

La diffusione del terrorismo nel territorio della Federazione desta grande preoccupazione nella leadership, con Putin che viene preso di mira dalla propaganda islamica. I timori di una proliferazione delle idee radicali nella madrepatria sono infatti alla base dell’intervento militare russo in Siria contro le postazioni dello Stato islamico. Di seguito il testo, traduzione a cura di AsiaNews.

La Karachaevo-Cherkessia, una repubblica montuosa nel nord-ovest del Caucaso, è stata a lungo lontana dalle cronache fino agli attacchi da parte del movimento islamico clandestino armato contro le forze governative. Tra il 2005 e il 2007 le forze di sicurezza russe hanno distrutto in modo efficace il Karachay jamaat [un gruppo terrorista islamico, ndt] (Agentura.ru, 2007). Da quel momento, il Karachay jamaat non è stato più in grado di riprendere le operazioni, anche se il partito era stato il primo [di questo tipo] nello spazio post-sovietico all’inizio degli anni ’90. Le forze residue del Karachay jamaat si sono unite con il Kabardino-Balkarian jamaat ai tempi del Caucasus Emirate [un’altra organizzazione jihadista, ndt], e le due organizzazioni si sono fuse in quella che è stata chiamata la Velayat (provincia) di Kabarda, Balkaria e Karachay (Kavkazcenter.com, 11 maggio 2009).

Notizie di una possibile ripresa di attività in Karachaevo-Cherkessia sono iniziate a emergere in modo del tutto inaspettato alla fine del 2015. Molti giovani hanno annunciato attraverso i social network che avevano fatto una giuramento di fedeltà ad Abu Bakr al-Baghdadi [califfo dell’autoproclamato Stato islamico, ndt]. La dichiarazione è stata diffusa tramite l’applicazione WhatsApp, che viene costantemente monitorata dai servizi di sicurezza russi per localizzare gli individui sospetti. Secondo Andrei Przhezdomsky, portavoce della Commissione nazionale antiterrorismo russa (Nak), alla fine di dicembre le autorità hanno lanciato un’indagine criminale sui militanti della Karachaevo-Cherkessia che avevano giurato fedeltà allo Stato islamico.

L’uomo ha riferito che le indagini sono state condotte in base all’articolo 205 del Codice criminale russo, che riguarda le attività terroristiche. Le autorità stanno facendo accertamenti su 10 individui collegati al caso. Perciò, mentre gli esperti e gli analisti ritengono che la Karachaevo-Cherkessia sia libera dai militanti, il Servizio di sicurezza federale (Fsb) e il Ministero dell’interno hanno lavorato in silenzio per neutralizzare un gruppo che si dichiara appartenente alla jihad internazionale.

Przhezdomsky ha parlato di “coloro che erano riuniti in alcuni luoghi, registravano con un video la loro fedeltà all’Isis (lo Stato islamico di Iraq e Siria – poi rinominato Stato islamico, IS) e li inviavano in Siria tramite WhatsApp. Nei loro messaggi, essi dicevano che si stavano preparando a combattere una ‘guerra santa’”. Il portavoce della Nak ha dichiarato che gli islamisti della la Karachaevo-Cherkessia progettavano di stabilire contatti con uno dei leader dello Stato islamico e ricevevano istruzioni su come preparare attentati terroristici sul territorio della Federazione russa (Uinp.info, 29 gennaio). Le forze governative hanno ucciso tre militanti e arrestato altre 6 persone durante un’operazione speciale (Rosbalt.ru, 24 dicembre 2015).

È possibile che la progressiva affermazione di un gruppo sia un caso isolato nella repubblica? Ciò è improbabile, perché un uomo di etnia karachi, Abu Jihad (Islam Atabiev), è la “mano destra” del più famoso leader dello Stato islamico della regione del Caucaso, Umar al-Shishani (Tarkhan Batirashvili). Abu Jihad, 33 anni, proviene dal villaggio di Ust-Jeguta, in Karachaevo-Cherkessia, ed è stato inserito nella lista dei membri più ricercati dell’Is in Siria da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite fin dal 2 ottobre 2015. Il fatto che una persona con origini karachi fosse a così alti livelli all’interno dell’Isis, avrebbe portato prima o poi alcuni karachi a cercare dei contatti con lui.

Nei mesi scorsi, sono emerse varie inchieste su individui fermati o arrestati in Karachaevo-Cherkessia per aver espresso simpatie nei confronti dello Stato islamico o provato a unirsi al gruppo. Nel 2015 le autorità hanno condotto un’indagine criminale contro due abitanti della Karachaevo-Cherkessia che avevano lanciato sui media degli appelli ad attuare attacchi terroristici. Le autorità hanno anche accusato il 31enne Mussa Shardan e 25enne Rustam Suyunchev di aver spinto a violare l’integrità territoriale della Federazione russa. Nel novembre 2015, Shardan e Suyunchev, usando lo pseudonimo Amr Amri, hanno pubblicato un video intitolato “Lo Stato islamico minaccia Putin”. Le autorità hanno detto che i due uomini hanno invitato a fare gesti terroristi ed estremisti, e a giustificare il terrorismo (Ekhokavkaza.com, 15 aprile).

A marzo 2016, la Corte militare distrettuale del Nord Caucaso ha condannato Temirzhan Eslimesov, un residente della Karachaevo-Cherkessia, a due anni e mezzo di reclusione per il coinvolgimento in organizzazioni terroristiche. Il tribunale ha stabilito che Eslimesov ha preso un aereo dall’aeroporto di Mineralnye Vody, nella regione di Stavropol, diretto verso la Turchia, con l’intenzione di viaggiare fino in Siria e lì essere addestrato dai militanti all’uso di armi, strategie militari, sabotaggio e metodi terroristici. Eslimesov poi ha programmato di unirsi alle azioni armate dell’organizzazione terroristica internazionale Caucasus Emirate contro la repubblica araba di Siria. Ad ogni modo i piani dell’aspirante militante sono falliti, per ragioni al di là del suo controllo, e l’uomo è stato arrestato dalle autorità turche e consegnato ai servizi di sicurezza russi (Regnum, 19 aprile).

In Karachaevo-Cherkessia il desiderio di partecipare alla jihad in Siria si è diffuso anche tra le donne. Diverse infermiere della repubblica si sono imbarcate da Stavropol, Krasnodar e Makhachkala per diventare membri dello Stato islamico. Secondo un sito internet del Caucaso del nord, le seguenti quattro donne lavorano in un ospedale in Siria, dove aiutano i miliziani feriti dell’Is. La sezione della Commissione investigativa russa della Karachaevo-Cherkessia ha lanciato un’operazione criminale contro le quattro infermiere: Dana M., 23 anni, Alina Ch., 27 anni, e due sorelle, la 25enne Madina B. e la 26enne Marina B. Le autorità hanno dichiarato di essere riuscite a ricostruire i continui viaggi da Stavropol, Makhachkala e Krasnodar verso Istanbul e viceversa, tra il 2014 e il 2015. In Turchia alcuni abitanti locali le hanno aiutate a oltrepassare la frontiera con la Siria e a raggiungere Al-Raqqa. Le autorità affermano che le quattro sospette condividono l’ideologia estremista e si sono unite in modo volontario ad Abu Hanif jamaat, organizzazione affiliata allo Stato islamico (Donday.ru, 4 aprile).

I legami rivelati al pubblico dei radicali della Karachaevo-Cherkessian con lo Stato islamico sono solo una parte della effettiva grandezza di tali legami. Probabilmente la realtà è ancora peggiore, perché i funzionari della Karachaevo-Cherkessian tentano di nascondere tali incidenti per evitare di far fuggire i turisti dalla repubblica, dal momento che il turismo è una delle maggiori fonti di reddito della Karachaevo-Cherkessian. La situazione in Karachaevo-Cherkessian indica che la Russia meridionale sta diventando sempre più radicale, mentre si diffonde l’ideologia dello Stato islamico.

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