19/01/2016, 12.14
INDIA
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Madhya Pradesh, 12 persone arrestate per conversioni forzate al cristianesimo. Ma non sono cristiani

di Nirmala Carvalho

Il gruppo doveva partecipare ad un banchetto privato per la festività indù del raccolto. La polizia li ha prelevati da un’abitazione e li ha portati in caserma. Il giorno dopo sono stati rilasciati su cauzione. Tra loro anche una coppia di ciechi. Arcivescovo di Bhopal: “I seguaci del Sangh Parivar regnano indisturbati e sfruttano la normativa con accuse false, inventate e senza fondamento”.

Mumbai (AsiaNews) – La polizia dello Stato indiano del Madhya Pradesh ha arrestato 12 persone accusate di conversioni forzate dall’induismo al cristianesimo, tra cui una coppia di coniugi non vedenti. Gli arrestati si trovavano nella casa di Shankar Singh, nel villaggio di Dahar, per festeggiare il Makar Sankranti, una delle più famose festività indù che celebra il raccolto. Dalle indagini però è emerso che nessuno degli arrestati è di religione cristiana.

Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), dichiara ad AsiaNews: “Il Gcic condanna l’arresto delle 12 persone con l’accusa di conversioni forzate. Questi gruppi di radicali estremisti di destra si aggirano per le strade in cerca di persone da arrestare in base alla famosa Anti Conversion Law, che facilita le intimidazioni e le vessazioni contro la vulnerabile minoranza cristiana, persino nel privato delle loro case. In violazione di tutti i diritti umani e di quelli delle donne, [la polizia] ha detenuto anche una coppia di ciechi, solo sulla base di false accuse”.

Il fatto è avvenuto il 14 gennaio, alla vigilia della festività. Il gruppo di persone, di cui la metà donne, si trovava nell’abitazione privata di Singh quando alcuni uomini hanno circondato la casa e atteso l’arrivo della polizia. Condotti in carcere, gli accusati sono stati rilasciati su cauzione il giorno seguente.

I radicali indù li accusavano di aver violato la famosa legge anticonversione, di recente emendata in senso ancora più restrittivo, che punisce chi tenta di convertire gli indù al cristianesimo. Il Madhya Pradesh Freedom of Religion Act è entrato il vigore nel 1968 e dovrebbe vietare le conversioni ottenute con forza o con soldi. Tuttavia, tale provvedimento viene sfruttato per perseguitare i cristiani, producendo false accuse di conversioni forzate, e chi decide di abbracciare religioni diverse dall'induismo. 

Mons. Leo Cornelius, arcivescovo di Bhopal (in Madhya Pradesh), dice ad AsiaNews: “Il Madhya Pradesh è stato il primo Stato indiano ad approvare la draconiana legge anticonversione e poi l’ha modificata in senso ancora più restrittivo. I seguaci del Sangh Parivar [l’organizzazione-ombrello che raccoglie molti gruppi paramilitari e nazionalisti indù – ndr] sfruttano la normativa e la invocano anche in casi di denunce false, inventate e senza fondamento. Attraverso questo strumento, essi regnano in modo indisturbato nello Stato e continuano la loro grave violazione delle garanzie costituzionali di libertà religiosa nell’India laica”.

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