19 Novembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 12/07/2017, 11.27

    IRAQ

    Mar Sako: dopo la liberazione di Mosul, cancellare l’ideologia jihadista e costruire la pace



    Il patriarca caldeo apprezza gli sforzi di esercito irakeno e Peshmerga che hanno portato alla vittoria nella ex roccaforte del Califfato. Egli delinea la “lunga e faticosa” strada che porta a una sicurezza duratura. Ancora isolati episodi di violenza in città. Premier irakeno: la convivenza “assieme” ai “fratelli cristiani” è la “risposta naturale” a Daesh. Morto al Baghdadi, mancano conferme.

     

    Mosul (AsiaNews) - Pieno “apprezzamento” per gli “sforzi” compiuti dall’esercito irakeno e dalle milizie Peshmerga curde, che hanno strappato Mosul allo Stato islamico (SI, ex Isis) anche se permangono alcuni focolai di violenza in città. E l’invito a camminare attraverso la “lunga e faticosa” strada che porta alla completa “cancellazione” della ideologia jihadista e alla costruzione di una “pace e sicurezza” durature. Così il primate della Chiesa caldea mar Louis Raphael Sako, in una nota pubblicata sul sito del patriarcato e inviata per conoscenza ad AsiaNews, ha commentato la “liberazione” della ex roccaforte del Califfato, tracciando il percorso da seguire per la rinascita della regione e di tutto il Paese.

    Il 10 luglio scorso il Primo ministro Haider al-Abadi ha annunciato la vittoria della coalizione arabo-curda che, a ottobre, ha sferrato una ’offensiva a tutto campo contro l’Isis a Mosul. Una operazione durata oltre nove mesi e caratterizzata da pesanti combattimenti, gravissime distruzioni e un nuovo esodo di massa di civili, usati come scudi umani dai jihadisti.

    Testimoni locali in città riferivano di sporadici combattimenti che si sono susseguiti per tutta la giornata, a dispetto dei proclami di vittoria ufficiali da parte del governo. Fonti vicine alla coalizione, coadiuvata nell’offensiva dai raid aerei statunitensi, parlano di alcune isolate “sacche di resistenza” dei miliziani nella Città Vecchia. Nell’area vi sarebbero ancora 3mila persone, perlopiù civili, intrappolate; di questi la maggioranza sono disabili, anziani e bambini che hanno perduto i contatti con le loro famiglie nel tentativo di sfuggire alle violenze.

    Nel pomeriggio di ieri è circolata anche la notizia della morte del "califfo" dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi, rilanciata dalla tv irakena Al Sumaria che cita una fonte della piana di Ninive. I vertici del Califfato dovrebbero comunicare a stretto giro di vite il nome del successore di al-Baghdadi, anche se restano dubbi sull’autenticità dell’annuncio. Gli esperti nutrono però molti dubbi e in passato il leader dello SI è stato dato più volte per morto o ferito, senza mai una prova effettiva.

    All’indomani dell’annuncio della vittoria sull’Isis, il premier irakeno in visita a Mosul ha incontrato al quartier generale del comando per le operazioni militari di Ninive una delegazione di cristiani originari della città e della piana. Durante l’incontro il leader di governo ha sottolineato che “la nostra ambizione” è che tutti gli sfollati e i “figli di tutte le religioni, nazionalità e credo possano tornare”, soprattutto “i nostri fratelli cristiani”. La “risposta naturale” a Daesh [acronimo arabo per lo SI], ha aggiunto, “è di vivere assieme”.

    Abadi ha inoltre ricordato che “la nostra diversità” è una fonte di “orgoglio” e deve essere “preservata per rendere vano il disegno di Daesh, che voleva imporre agli irakeni un unico colore” e spezzare una “unità formatasi nei millenni”. Il nostro compito, ha concluso, è quello di “proteggere i cittadini e fornire loro servizi a prescindere dall’appartenenza etnica e religiosa, combattendo ogni discriminazione e favorendo la convivenza” fra i “figli di Ninive”.

    Ideali di unità, condivisione e impegno comune rilanciati a più riprese nelle scorse settimane anche dal patriarca caldeo mar Louis Raphael Sako, in un’ottica di ricostruzione. Nonostante gli sforzi sinora compiuti, scrive il prelato, “vi è una lunga e faticosa strada” per eliminare Daesh e riportare la pace. Agli irakeni e, in particolare, ai cristiani egli chiede una “nuova consapevolezza” per scongiurare un “ulteriore declino, divisione e frammentazioni del passato”. Alla comunità cristiana “più antica” al mondo mar Sako chiede uno sforzo comune per “ricostruire case e infrastrutture” per facilitare “il ritorno dei profughi”; la creazione di un “piccolo team” di massimo 10 persone che operino a nome e in rappresentanza dei cristiani, lavorando con uno spirito di squadra in patria e all’estero; creare una struttura centrale che sappia rispondere ai bisogni dei cristiani e alle loro aspirazioni. (DS)

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    10/07/2017 11:57:00 IRAQ
    Il premier irakeno annuncia la “liberazione” di Mosul. Ma restano sacche di resistenza Isis

    Al-Abadi parla di “vittoria” sullo Stato islamico e di città libera. Ma restano “una o due sacche” di resistenza nei pressi della Città vecchia. Fonti di AsiaNews: “Presto” per dire che è finita, ancora “elementi” operativi e si attende l’annuncio ufficiale. Gli sfollati e l’incognita per il futuro.

     



    31/10/2016 08:59:00 IRAQ
    Qaraqosh, la prima messa nella cattedrale devastata dallo Stato islamico

    L’arcivescovo siro-cattolico ha visitato la più importante città cristiana d’Iraq, da poco strappata ai jihadisti. Qaraqosh porta le “cicatrici” dei combattimenti. Necessario sminare i terreni disseminati di ordigni prima di far tornare la popolazione. Prioritario ricostruire le infrastrutture. Per gentile concessione del L’Orient-LeJour. 

     



    24/01/2017 08:45:00 IRAQ
    Mosul, la battaglia finale. L'Isis caccia gli abitanti della sponda ovest del Tigri

    Le milizie dello Stato islamico hanno espulso gli abitanti della parte occidentale del fiume. Nelle case e negli esercizi commerciali i jihadisti hanno stanziato molti combattenti e cecchini, per respingere l’assalto delle forze governative. Esercito irakeno e curdi approntano la strategia per riconquistare l’intera città.  

     



    14/11/2017 09:17:00 IRAQ
    Sacerdote irakeno: per cristiani di Mosul va peggio di quando arrivò l’Isis

    Gli scontri arabo-curdi e sunniti-sciiti ostacolano il rientro dei profughi. Alto il pericolo di nuove violenze, le famiglie trascorrono la notte in macchina e i bambini sono traumatizzati. P. Samir: gravi problemi economici, mancano cibo e kerosene, mentre governi e Ong hanno sospeso gli aiuti. Serve “un miracolo”.

     



    29/10/2016 10:28:00 IRAQ
    La rinascita di Mosul dopo le distruzioni sistematiche dello Stato islamico

    Analisti, politici e leader religiosi affermano che Daesh non ha annientato l’anima multiculturale della città. Tuttavia, ci vorrà tempo perché essa torni un crocevia di etnie, culture e religioni. L’auspicio che siano i giovani a fare il loro ingresso, per primi, nella Mosul liberata. Dall’ascesa dei jihadisti nell’antica Ninive all’offensiva finale, il racconto di due anni di violenza e terrore.





    In evidenza

    HONG KONG - CINA - VATICANO
    Messa per un sacerdote sotterraneo defunto. Il card. Zen chiede a Dio la grazia di salvare la Chiesa in Cina e la Santa Sede ‘dal precipizio’

    Li Yuan

    P. Wei Heping, 41 anni, è morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan (Shanxi). Per la polizia egli si è suicidato. Ai familiari non è stato permesso nemmeno di vedere il rapporto dell’autopsia. Per il card. Zen la Santa Sede (che “non è necessariamente il papa”) cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di “svendere la Chiesa fedele”. Giustizia e pace pubblica un libretto su p. Wei, per non dimenticare.


    VATICANO - ITALIA - USA
    Papa: non più la guerra, che ha per frutto la morte, 'la distruzione di noi stessi'



    Francesco nel giorno della Commemorazione dei defunti ha celebrato messa al Cimitero americano di Nettuno. “Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una ‘primavera’. E finisce in un inverno, brutto, crudele, con il regno del terrore e la morte”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®