19/07/2017, 11.01
FILIPPINE
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Marawi, vescovo contro Duterte: no al prolungamento della legge marziale

Mons. Edwin de la Peña contro il governo che vuole estendere lo stato di emergenza e le leggi speciali. Per il vescovo all’inizio erano una necessità, ma ora il provvedimento è inutile. Evacuate oltre 465mila persone, la Chiesa in prima fila negli aiuti umanitari. Dalla Caritas altri 200mila dollari.

 

Manila (AsiaNews) - Il vescovo di Marawi, città dell’isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, dal 23 maggio scorso teatro di gravi scontri, si oppone con forza alla decisione del governo di prolungare la legge marziale nella regione. In una nota mons. Edwin de la Peña afferma che i 60 giorni di legge militare per rispondere all’emergenza erano una necessità; tuttavia, una “estensione” del provvedimento appare inutile, se non dannosa perché le autorità dispongono già di tutti i mezzi per affrontare il problema. “Sono contrario all’estensione della legge marziale” ha sottolineato il prelato. “La prima dichiarazione di legge marziale - aggiunge mons. de la Peña - era giusta, ma se usano ancora Marawi per giustificarne il prolungamento, non credo sia la cosa giusta da fare”.

Da fine maggio il gruppo terroristico Maute assedia la città nell’isola di Mindanao, dov’è concentrata gran parte della popolazione musulmana delle Filippine. Secondo le ultime stime governative, i violenti scontri tra le forze governative ed i miliziani hanno costretto all’evacuazione oltre 465mila persone (pari a 102mila famiglie), dando vita ad una grave emergenza umanitaria. Quasi 5mila famiglie si trovano ora sparse in 85 diversi centri di accoglienza, ad Iligan e nelle città vicine; molte altre hanno preferito trovare rifugio presso amici e parenti.

Al presidente Rodrigo Duterte, che ha paventato il pericolo di tensioni etnico-religiose, i leader musulmani locali hanno risposto prendendo le distanze dall’estremismo dei Maute. La Chiesa cattolica, sin dalle prime ore della crisi, ha richiamato la popolazione all’unità e alla solidarietà, predisponendo iniziative per l’assistenza agli sfollati e alle vittime del conflitto.

L’aviazione filippina in questi giorni sta continuando i raid contro le ultime postazioni dei miliziani rimaste nella zona, che appare indebolita rispetto a una prima fase. “Con tutte le risorse a disposizione - aggiunge il vescovo - il governo può affrontare la crisi” anche senza l’uso di leggi speciali che finiscono anche per danneggiare l’economia della zona. Tuttavia, il presidente appare sempre più intenzionato a lasciare la legge marziale fino al 31 dicembre. Il prossimo 22 luglio è in programma una speciale seduta del Parlamento che avrà proprio questo tema all’ordine del giorno.

Intanto la Caritas filippina (Nassa, Segreteria nazionale per l'azione sociale) ha stanziato altri 10 milioni di peso (quasi 200mila dollari) per venire incontro ai bisogni delle popolazioni di Marawi sfollate a causa delle violenze. La somma verrà consegnata al gruppo - formato da suore e volontari laici della diocesi di Iligan - preposto a rispondere all’emergenza. La somma garantirà la copertura dei bisogni di circa 3mila famiglie (pari a 15mila persone in totale), con l’acquisto di cibo Halal (lecito per i musulmani) e altri generi di prima necessità, fra cui kit per l’igiene. P. Edwin Gariguez, segretario esecutivo Nassa, aggiunge che ai rifugiati verrà offerta anche assistenza psicologica e corsi di formazione. (DS)

 

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