28/03/2017, 12.52
PAKISTAN
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Mons. Arshad: in Quaresima, abbracciamo le nostre croci quotidiane

di Shafique Khokhar

Il vescovo di Faisalabad ha diffuso il messaggio per la preparazione alla Pasqua. Si rivolge ai giovani, coloro che più sopportano le difficoltà nella ricerca del lavoro, per la crisi economica e per inserirsi nella società. Invita tutti a seguire l’esempio di Cristo, che con la sua morte e resurrezione dà significato “alle nostre croci della vita di tutti giorni”.

Faisalabad (AsiaNews) – “In questo periodo di Quaresima Gesù ci invita a prendere la nostra croce, o meglio, le nostre croci quotidiane, senza ricercare facili soluzioni. Egli ci invita ad accettare le croci con uno spirito di fede, ad offrire a Lui le nostre croci. Le parole di Gesù ci ricordano che abbracciando le nostre croci, possiamo essere più vicini a Lui sulla croce”. Lo scrive mons. Joseph Arshad, vescovo di Faisalabad e presidente della Commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale pakistana. Nel suo messaggio per la Quaresima diffuso nei giorni scorsi, egli ricorda che la Quaresima è “un periodo di penitenza e riflessione che ci invita ad una conversione del cuore”. Poi si rivolge in particolare ai giovani, “che portano croci di ogni tipo: la difficoltà di trovare lavoro, la crisi economica, l’amarezza di non essere presi in considerazione nella società”.

Di fronte alle difficoltà di ogni giorno – le “croci” – il vescovo invita a “non rimanere passivi cedendo agli ostacoli”. Al contrario egli sottolinea che “la croce di Gesù rappresenta la luce e la forza per sostenere i nostri sforzi […] Ciò significa che con la speranza che Egli è risorto, anche noi dovremmo sperimentare una nuova alba di luce e resurrezione”. Secondo mons. Arshad, il periodo santo della Quaresima è “il momento giusto per prendere le giuste decisioni. La Parola di Dio ci aiuta ad abbracciare e comprendere le nostre croci della vita di tutti i giorni. Queste trovano significato nella morte e resurrezione di Cristo”. “Accanto [all’accettazione] delle croci quotidiane – aggiunge – siamo chiamati a convertirci e ad un nuovo inizio per compiere buone azioni come la carità, il digiuno e la preghiera. Queste opere ci rafforzano e ci aiutano nella nostra vita spirituale”.

Il presidente della Commissione Giustizia e pace afferma inoltre che nel mondo di oggi “le forze del male sono attive e il peccato indebolisce l’anima di ogni essere umano”. Tutto questo è evidente nella situazione attuale del Pakistan, “dove il diavolo vuole accorciare la vita delle persone con il terrorismo e altre azioni che pongono serie minacce alla vita umana”. Egli riferisce che la popolazione “ha paura a frequentare luoghi pubblici a causa delle bombe che esplodono in tutto il Paese. Sembra che l’uomo stia lentamente emarginando Dio dalla propria vita, dimenticando il suo immenso amore e la sua benevolenza”.

In questo scenario, suggerisce il vescovo, è sempre da Gesù che viene l’esempio per superare con coraggio le tentazioni e il male: “Trascorrendo 40 giorni nel deserto, Egli ci ha mostrato come sconfiggere le forze maligne e le tentazioni mondane perché noi, in quanto cristiani, non concediamo nulla in cambio dei valori del Vangelo”. “La Quaresima – conclude – è il tempo di rinuncia a tutte le forze del male […] Possa Dio guidarci alla conversione del cuore. Possa questo periodo essere per tutti noi un momento di crescita nella fede, per prepararci degnamente alla festa delle Pasqua”.

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