25/11/2019, 12.23
BANGLADESH
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Mymensingh, tribali cattolici Garo: Offriamo il raccolto a Cristo Re

di Sumon Corraya

Ieri il gruppo etnico celebrava la festa del “Wangala”, di tradizione animista. I Garo si sono convertiti al cristianesimo e ora rendono grazie a Gesù Cristo, “venuto per la nostra salvezza”. Parlamentare cattolico: “Importante valorizzare la cultura, se non vogliamo che venga distrutta”.

Mymensingh (AsiaNews) – I cattolici Garo della diocesi di Mymensingh hanno celebrato ieri la festa del raccolto in concomitanza con la solennità del Cristo Re. La festività prende il nome di “Wangala” e veniva dedicata al Misi Saljong, il dio del sole, per aver benedetto le persone con un ricco raccolto. Ora i Garo aderiscono al cristianesimo, ma mantengono alcuni usi e costumi della tradizione tribale. Ad AsiaNews p. Fidelis Nengminja, parroco della chiesa di Biroidakuni, afferma: “In passato, quando eravamo di religione animista, adoravamo il dio del sole. Adesso invece rendiamo grazie a Gesù Cristo”.

In Bangladesh vivono circa 120mila Garo. Il 99% di essi professa il cristianesimo; di questi, l’80% è cattolico. Nella diocesi di Mymensingh ci sono 17 parrocchie ad elevata composizione tribale. La caratteristica principale del gruppo etnico è che si tratta di una società matriarcale: pertanto le donne sono il capo famiglia, i figli ereditano il nome della madre, e solo le femmine ereditano i beni di famiglia.

Il sacerdote, anch’egli Garo, spiega che il gruppo etnico “ha abbandonato l’antica religione, ma non la cultura. Per questo abbiamo rallegrato la festa indossando gli abiti tradizionali”. Ieri la messa è stata celebrata in tutte le chiese in “achik”, la lingua madre degli indigeni. P. Nengminja aggiunge: “Nella santa messa abbiamo predicato la venuta di Gesù Cristo per la nostra salvezza. Egli è il Re del nostro Regno. Dobbiamo seguire i suoi insegnamenti”.

In segno di ringraziamento, i parrocchiani hanno portato riso, vegetali e frutta. Di solito il “Wangala” viene celebrato da ottobre ai primi di dicembre. Nei villaggi le persone macellano il maiale e lo cucinano per il pasto condiviso, bevono il “chu” fatto in casa; nelle città anche i commercianti rendono omaggio. In questo periodo avvengono anche i matrimoni e vari tributi.

L’ospite d’onore all’evento di Biroidakuni era Jewel Areng, deputato cattolico che proviene da questa parrocchia. “Dobbiamo prenderci cura della nostra cultura – ha sottolineato – perché se non valorizziamo la nostra lingua, i vestiti tradizionali e le usanze, un giorno esse verranno distrutte”. Liton Sangma, un altro tribale, aggiunge: “Crediamo fermamente in Gesù che ci benedice attraverso questa festa del Wangala. Vogliamo ritornare alle nostre radici con il programma”.

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