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» 19/08/2006 09:41
india
Nel Bihar la scuola dei gesuiti realizza un sogno impossibile

Per la prima volta i bambini di sperduti villaggi possono ottenere una buona istruzione e sperare di trovare un  lavoro sicuro. Assente o troppo costosa l'educazione pubblica. Un'intera popolazione cambia il modo di vedere la vita.



Rampurwa (AsiaNews/Ucan) - In un remoto villaggio dell'India orientale una scuola condotta dai padri Gesuiti fornisce ai più poveri la possibilità di realizzare un sogno e cambia il loro modo di vedere la vita.

La scuola Bal Siksha Vidyalaya è stata aperta dai gesuiti nel gennaio 2005 a Rampurwa, villaggio a 990 km. da New Delhi del distretto del West Champaran, Stato del Bihar, dominato dai tribali. Ora ci studiano circa 350 bambini tribali Tharu, che vengono da 10 villaggi in un raggio di 5 km. per frequentare le classi dall'asilo al terzo grado.

Malik Dishwa dice che questa scuola è una "grande fortuna" per chiunque desidera un'istruzione di qualità per i figli. Le scuole pubbliche – aggiunge – esistono solo "sulla carta", perché gli  insegnanti vengono di rado. Le richieste della popolazione non hanno ottenuto risultato e si sono sentiti dimenticati dallo Stato. Andare a pensione in una scuola in città costa non meno di 1.200 rupie (26 dollari Usa) al mese, troppo per la gran parte delle famiglie locali che hanno un reddito annuale di circa 6 mila rupie. Ma di recente – prosegue – la popolazione ha compreso il valore dell'istruzione per i bambini e lui stesso ha iniziato a sognare un futuro diverso per i suoi tre nipoti, da quando frequentano la scuola cattolica.

Anshesh Patwari ha due figlie e il figlio che frequentano la scuola gesuita e dice che prima non si era preoccupato molto dell'istruzione, perché "Dio ci ha benedetti con foreste ricche e terreni fertili che ci danno abbastanza per sopravvivere". Con una media di 6 bambini per famiglia, la gente del villaggio non ha mai pensato, prima, di poterli mandare a scuola. Ma quando l'8 gennaio 2003 il governo del Bihar ha deciso di riservare alla popolazione Tharu una quota nei posti di lavoro pubblici – racconta Patwari - "ci siamo svegliati dal nostro sonno" e abbiamo deciso di mandare i bambini a scuola. "Ma la pessima situazione delle scuole statali è stato un grande ostacolo".

Nello stesso periodo i gesuiti della provincia di Patna volevano aprire una nuova scuola. Patna, capitale del Bihar, è a circa 300 km. a sud di Rampurwa. I gesuiti hanno svolto corsi di istruzione nella zona sin dal 1990. La nuova scuola ha aperto con 250 bambini tra asilo e istruzione di primo e secondo grado. Il terzo grado è stato aggiunto a luglio per questo anno accademico.

Secondo Patwari, "l'effettivo beneficio" per gli studenti è la possibilità di stare a pensione. Dopo la fine delle lezioni, le aule scolastiche diventano soggiorno e stanze da letto per i 73 bambini che usano questo servizio. Vengono tutti da villaggi remoti in zone ora inondate e inaccessibili nella stagione dei monsoni da giugno a ottobre. E' un tradizionale sistema educativo indiano, chiamato gurukula, nel quale gli studenti vivono con gli insegnanti e coltivano il loro cibo.

La nuova scuola è differente – osserva Dishwa – solo perché gli scolari non debbono coltivare il terreno. Sono i genitori a portare ogni settimana riso, legumi, vegetali e legna da ardere. I bambini cuociono il cibo su stufe di terracotta, cosa che ogni bimbo Tharu sa fare. Suman Garhwal, studente di 11 gradi di terzo grado, spiega che ogni bambino cuoce il cibo con la sua stufa.

Ogni studente porta anche la sua lampada a kerosene, ma le usano di rado perché la scuola ottiene l'energia elettrica da pannelli solari. Juhi Kumar, studente di secondo grado di 9 anni, dice che gli piace cuocere, mangiare, giocare e studiare a scuola, invece di dover pascolare le capre a casa.

La scuola chiede 50 rupie al mese per pagare gli insegnanti ma nulla per la pensione, così le famiglie non debbono impoverirsi per l'istruzione dei figli. "Dopo tutto – dice Dishwa – anche a casa dobbiamo provvedere a nutrirli". Un altro Tharu, Motilal Mahato, spiega che questa scuola permette di sognare un'istruzione che consenta ai bambini di accedere a pubblici impieghi e a una vita sicura, ma la scuola stessa è già la realizzazione di un sogno per il suo fondatore.

Padre Joseph Srampichal, gesuita missionario tra i Tharu, dice che la scuola realizza la sua speranza di fornire "servizi di base" per l'istruzione dei bambini tribali e farli uscire dalla povertà. Prima di aprire la scuola – racconta – ho passato 16 anni nei villaggi Tharu sollecitando la gente a dare un'istruzione ai figli: ora posso assistere a un cambiamento radicale, per loro e i bambini.


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