09/07/2004, 00.00
PAKISTAN
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Nuova proposta per cambiare la legge sulla blasfemia

Islamabad (AsiaNews) - Il governo ha elaborato un progetto di legge chiamato "Emendamento della legge penale" per modificare il delitto d'onore, la legge sulla blasfemia e le ordinanze "Hudood" - che basate sul Corano, puniscono anche con la flagellazione e la lapidazione i comportamenti incompatibili con la legge islamica, come adulterio, gioco d'azzardo, uso di alcol, reati contro la proprietà. In particolare, in base all'emendamento, il delitto d'onore è stato dichiarato omicidio.

Giovedì 8 luglio, il ministro della giustizia Raza Hayat Hiraj ha reso pubblica la notizia durante un programma su una televisione privata.

Il ministro ha informato che il nuovo emendamento dovrebbe essere presentato nella prossima riunione dei ministri per l'approvazione. In seguito, la legge dovrebbe essere discussa in Parlamento. Essa è stata preparata con il monitoraggio della Corte suprema, che mira a eliminare la tradizione del Karokari  (delitto d'onore) ed eliminare i vizi presenti nelle ordinanze Hudood e nella legge sulla blasfemia.

Liaqat Baloch del Muttahida Majlis-e-Amal (Mma), un'alleanza di sei partiti islamici, ha detto che l'emendamento non dovrebbe essere presentato in Parlamento senza un ampio consenso su questioni così delicate. Egli si è detto contrario al Karokari, ma allo stesso tempo ha aggiunto che il governo non dovrebbe confondere il Karokari con le ordinanze Hudood e gli atti di blasfemia.

Anche una famiglia proveniente da Moro (provincia di Sindh), tra cui la dott.ssa Amnat Solangi e suo marito, il dott. Ghulam Mustafa Solangi, hanno partecipato alla trasmissione televisiva. Essi hanno raccontato che il jirga (il consiglio degli anziani delle aree tribali) ha ordinato il loro omicidio in base al delitto d'onore.

La dott.ssa Amnat ha detto di essere una ginecologa e di guadagnare 50mila rupie al mese (circa 600 euro). Per questo, i suoi fratelli non le hanno permesso di sposarsi: "Quando ho compiuto 40 anni, ho sposato il dott. Solangi col permesso di mia madre. Quando i miei fratelli hanno saputo che mi ero sposata, si sono rivolti al jirga e hanno ottenuto il permesso di uccidere me e mio marito.

I miei fratelli hanno detto che avrebbero perdonato mio marito se lui avesse divorziato da me e dato in riscatto ai miei fratelli 20 lakh (circa 50mila euro) e due donne della sua famiglia.

Il dott. Solangi ha raccontato che durante tutto l'anno scorso lui e sua moglie vivevano nascosti per salvaguardare le loro vite: "Siamo andati al tribunale di Karachi, ma siamo stati assaliti nei pressi della corte".

Il ministro ha assicurato al dott. Ghulam Mustafa Solangi e a sua moglie che parlerà della loro situazione al primo ministro Sindh e ad altri funzionari, per assicurare la giustizia.

Egli ha evidenziato che la Suprema corte Sindh ha bandito i jirga, quindi il governo provinciale ha la responsabilità di impedire l'applicazione degli ordini illegali dei consigli degli anziani.

In passato, il presidente pachistano, generale Pervez Musharraf, ha tentato più volte di abolire la legge sulla blasfemia, le ordinanze Hudood e il delitto d'onore, ma ha dovuto sempre fare marcia indietro per non inasprire i gruppi fondamentalisti musulmani.

In Pakistan, paese a maggioranza musulmana, sono molte le vittime della legge sulla blasfemia. Di recente, Samuel Masih, 32 anni, è stato ucciso dalla guardia carceraria con l'accusa di aver buttato rifiuti contro il muro di una moschea. In precedenza, Tahir Iqbal, un cristiano convertito dall'Islam, è morto avvelenato mentre era in prigione; Niamat Ahmer, insegnante, poeta e scrittore, è stato ucciso nel 1992; nello stesso anno, Bantu Masih, 80 anni, è stato pugnalato e ucciso in presenza della polizia; Mukhtar Masih, 50 anni, è stato torturato a morte mentre era in custodia della polizia. Nel 1993 il giovane cristiano Nazir Masih, è stato torturato e ucciso in una stazione di polizia di Faisalabad. Nel 1994, Salamat Masih, 12 anni, Mansur Masih, 37 anni, Rehmat Masih, 42 anni, sono stati colpiti da armi da fuoco: erano appena usciti dalla Corte Suprema di Lahore che li aveva assolti dall'accusa di blasfemia. Nel luglio 1995 l'insegnante Catherine Shaheen, accusata di blasfemia, è stata privata dello stipendio. Da allora vive nascosta perché alcuni fondamentalisti hanno minacciato di ucciderla. Nel maggio 1998, mons. John Joseph, 66 anni, vescovo cattolico di Faisalabad e importante attivista per i diritti umani, si uccise per protestare contro la condanna a morte di un cristiano della sua diocesi, Ayub Masih, accusato di aver oltraggiato l'islam.(QF)

 

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