30/12/2005, 00.00
ASIA
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Oms: in Cina possono esserci focolai di influenza aviaria non conosciuti

Il commento segue  l'annuncio del decesso di una donna di 41 anni, in una zona dove non sono segnalati focolai epidemici. Nuova morte sospetta in Indonesia. Migliora la situazione in Vietnam.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – In Cina possono esserci focolai di influenza aviaria che non sono conosciuti e dichiarati dalle autorità. E' il commento dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dopo la notizia di un nuovo decesso umano, in una zona priva di recenti contagi.

Cina. Confermato ieri il contagio per una contadina di 41 anni, chiamata Zhou, morta il 21 dicembre nella città di Sanming, nella sud orientale provincia di Fujian. Non sono chiare le cause del contagio, anche perché nella zona non risultano focolai infettivi.

 "Se in una zona gli animali si ammalano e muoiono in piccolo numero – commenta Roy Wadia, responsabile Oms a Pechino – può essere molto difficile accorgersi che c'è un'epidemia".

All'inizio del 2003 due residenti di Hong Kong si ammalarono per il virus H5N1 dopo un viaggio nel Fujian, uno di loro morì. Sotto osservazione medica chi ha avuto stretti rapporti con la donna. E' il 7° contagio umano riconosciuto in Cina, il 3° decesso dopo altri 2 nell'Anhui, ma gli altri malati avevano avuto stretti contatti con pollame. I primi test il 13 dicembre erano risultati negativi, ma le nuove analisi hanno mostrato il contagio. La Cina ha un solo laboratorio i cui risultati sono riconosciuti dall'Oms, nella settentrionale città di Harbin. Dal dicembre 2003 in Asia ci sono stati 142 contagi ufficiali, con 74 morti.

Wadia ha anche ripetuto oggi che Pechino non ha fornito alcun esemplare dei virus prelevati nei recenti contagi, necessari all'Oms per le analisi. Abbiamo ricevuto informazioni – osserva - ma "non è chiaro" perché non ci diano gli esemplari richiesti.

Indonesia. Nuova morte sospetta per influenza aviaria, un uomo di 48 anni nella città di Magelang,  Java centrale, ricoverato in ospedale con febbre altra e problemi respiratori. Si attende l'esito delle analisi, dice Nurul Safariah, responsabile dell'Ufficio sanitario della città. L'Indonesia ha già avuto 11 morti riconosciute per il virus.

Vietnam. Il Dipartimento per la salute animale, ministero dell'Agricoltura, ha annunciato che l'epidemia è terminata in 15 province del Vietnam: per 3 settimane non sono risultate nuove morie di uccelli. Altre 6 province rimangono affette. Il governo prosegue una campagna per insegnare ai contadini la prevenzione contro il morbo. Per il giugno 2006 il Paese avrà un laboratorio rispondente agli standard internazionali per le analisi e la ricerca del virus, anche grazie ai finanziamenti dell'Agenzia giapponese per la cooperazione internazionale.

Ucraina. Ieri Viktor Yushchenko, presidente ucraino, ha dichiarato finito lo stato di emergenza per influenza aviaria nella penisola di Crimea. All'inizio di dicembre il contagio ha colpito una dozzina di villagi. Circa 70 mila polli domestici sono stati abbattuti e il governo locale risarcirà i proprietari per 1.460.000 hryvnya (circa 290 mila dollari Usa). (PB)

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