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  • » 25/04/2005, 00.00

    ISRAELE - TERRASANTA

    Patriarca greco-ortodosso bollato come "Giuda": ha venduto beni della Chiesa a Gerusalemme



    La comunità ortodossa spinge per le sue dimissioni e rimozione.

    Gerusalemme (AsiaNews)  - La comunità ortodossa di Gerusalemme sta chiedendo con forza le dimissioni del suo patriarca, sua Beatitudine Ireneos  per aver venduto importanti proprietà della chiesa di Gerusalemme. Ieri, mentre lasciava il Santo Sepolcro alla fine della celebrazione delle Palme, alcuni dimostranti lo hanno accusato di essere come "Giuda Iscariota"; altri laici della sua stessa comunità hanno domandato che venga allontanato dalla carica.

    Le manifestazioni contro Ireneos proseguono da diverse settimane, da quando la stampa ha scoperto e pubblicato la notizia che egli ha venduto alcuni edifici importanti del patriarcato proprio all'interno della porta di Jaffa, nella città vecchia di Gerusalemme. Tre governi in contemporanea hanno lanciato un'inchiesta: il governo di Grecia, l'Autorità Palestinese e il regno di Giordania.

    Lo scandalo si è ancora più infuocato perché una persona chiave che aveva sponsorizzato l'elezione di Ireneos – da lui introdotto nella chiesa come amico fidato – è stato scoperto essere un noto criminale, ricercato da varie polizie del mondo ( è stato catturato dalla polizia italiana a Bologna lo scorso fine settimana). Un altro braccio destro di Ireneos è fuggito sotto l'accusa di corruzione e di appropriazione illecita di fondi.

    Ireneos ha rifiutato di rispondere alle domande degli investigatori del governo di Atene e insiste che egli non ha mai "venduto" le proprietà. Questo è vero ma solo dal punto di vista tecnico. Infatti tutte le proprietà del patriarcato greco ortodosso vendute negli ultimi decenni non sono "vendite", ma "leasing" (prestiti) che possono durare decenni e perfino secoli. Ma in pratica essi hanno tutti gli effetti di una vendita.

    In tutti questi casi le proprietà sono di fatto andate in altre mani e non c'è un resoconto pubblico sui pagamenti ottenuti. Tentativi dei fedeli di bloccare questa pratica del Patriarcato attraverso tribunali israeliani sono sempre falliti: la corte ha sempre stabilito che il Patriarca ha diritto di disporre delle proprietà e del denaro della Chiesa in modo assoluto e senza alcun controllo.

    La pressione per le dimissioni e la rimozione di Ireneo cresce anche fra il clero greco, ma con ogni probabilità i governi – compreso Israele - non lo faranno. "Una chiesa debole, divisa, umiliata dagli scandali, è molto più facile da controllare rispetto a una chiesa forte, unita, con autorità morale", afferma ad AsiaNews un esperto osservatore a Gerusalemme, che ha voluto mantenere l'anonimato.

    Il Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, come organizzazione storica, risale alla prima metà del XVI secolo. Al tempo (1516), l'Impero ottomano aveva appena occupato la Terra Santa,era riuscito ad eliminare il patriarcato orientale locale e ha  importato monaci greci per prendere possesso delle sue strutture e proprietà. Questi monaci si sono organizzati coma una fraternità religiosa – la Fraternità Agiotafitica (o Fraternità del Santo Sepolcro) – che si cura di accettare al suo interno solo greci "etnici",  che provengono dalla Grecia, e di escludere i cristiani locali, tutti arabi, da ogni posizione di potere o di influenza.

    Una situazione simile è esistita in Siria, nel Patriarcato di Antiochia, fino al 1899 , quando una rivolta del clero e dei fedeli locali  allontanò gli stranieri. Da allora il Patriarcato di Antiochia continua ad avere una leadership locale. Di recente, tale Patriarcato ha cercato di instaurare un suo ramo anche all'interno del territorio del Patriarcato di Gerusalemme, in Giordania.

    Oltre alle discutibili questioni personali e finanziarie, Ireneos si è anche distinto per l'ostilità e le aggressioni contro gli altri cristiani, provocando continue dispute  con il Patriarcato armeno di Gerusalemme e violando le regole sull'uso del Santo Sepolcro assieme alla Chiesa cattolica.

    L'incidente più noto è quello avvenuto  il 27 settembre 2004, quando Ireneos ha ordinato ai suoi monaci di lanciare un attacco fisico contro la polizia di Gerusalemme che stava proteggendo un piccolo gruppo di francescani dentro al Santo Sepolcro. La violenza è durata 30 minuti, prima che la polizia riuscisse a fermare i monaci greci. L'intero evento è stato ripreso da un videoamatore ed il filmato – divenuto prova – è stato visionato da autorità e giornalisti.

    Questa settimana la polizia di Gerusalemme aspetta con nervosismo il Sabato santo degli ortodossi, in cui greci ed armeni potrebbero scontrarsi con violenza al Santo Sepolcro. Ireneos ha infatti già comunicato che non permetterà al Patriarca armeno di entrare  con lui nell' "Edicola" [la piccola cappella che raccoglie il sepolcro di Gesù – ndr] per accendere il "fuoco sacro" della notte di Pasqua. Finora, tutti gli sforzi del governo di Israele per convincerlo a cambiare idea, sono stati vani.

    Gli armeni hanno chiesto l'intervento della Corte suprema di Israele, per garantire al Patriarca Armeno di entrare nell'"Edicola", ma la Corte si è rifiutato di intervenire.

    Israele e Santa Sede hanno firmato un trattato internazionale – l'accordo Fondamentale del 1993 – che obbliga lo Stato ad applicare le regole legali nel Santo Sepolcro. Il Patriarcato armeno non è coperto da questo trattato, e non può invocarne l'attuazione. Gli armeni però hanno un beneficio indiretto, quando loro e i cattolici sono vittime dell'aggressione di Ireneos.

    Riguardo alla Chiesa cattolica, le fonti di AsiaNews affermano che Israele ha di recente mostrato una rinnovata volontà di controllare Ireneos, e impedirgli di violare le regole o attaccare il personale cattolico che opera all'interno del Santo Sepolcro. Ma la situazione richiede molta attenzione, soprattutto in questi giorni della Pasqua ortodossa che si celebra domenica. L'accresciuta attenzione di Israele nel proteggere i diritti ed il personale cattolico, continua la stessa fonte, è da attribuire all'abilità che la Chiesa cattolica ha dimostrato nell'invocare gli obblighi di Israele – presenti nel trattato –a questo proposito.

    Le autorità cattoliche sono preoccupate per gli scandali attorno ad Ireneos: in genere la gente non sempre distingue fra le differenti organizzazioni definite "cristiane" o "chiese", con il risultato che la stessa fede cristiana rischia di essere trascinata nella disputa. (AC)

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