27 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 05/11/2008 13:38
TIBET - CINA
Pechino prosegue arresti e condanne, i tibetani cercano nuovi modi di lotta
Le autorità riconoscono 55 condanne per le proteste di marzo e oltre 200 persone ancora in carcere, ma non ne indicano il destino. Intanto continuano gli arresti arbitrari dei monaci. A metà novembre i leader tibetani in esilio si incontrano in India, per discutere una nuova leadership politica e nuove azioni.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina prosegue condanne in processi a porte chiuse, censura e arresti contro i tibetani; intanto centinaia di  leader tibetani in esilio hanno deciso di incontrarsi dal 17 al 22 novembre nell’India settentrionale. Vogliono discutere una nuova linea verso la Cina e molti sono critici anche verso il Dalai Lama, dopo che la sua linea di protesta non violenta non ha dato esiti. Non ne contestano la leadership spirituale, ma propongono di individuare una nuova guida politica.

Baema Cewang, vicepresidente del governo cinese in Tibet, ha rivelato che sono 55 i tibetani finora condannati per le proteste dello scorso marzo a Lhasa. Secondo Cewang all’epoca la polizia ha arrestato 1.317 persone, di cui 1.115 sono state poi rilasciate e le altre processate. Non spiega per quali reati, con quali pene, né il destino degli altri 147 per i quali non vi è stata sentenza. E’ la prima ammissione ufficiale dallo scorso aprile, quando è stata annunciata la condanna di 30 persone per le proteste di marzo, con pene da 3 anni all’ergastolo, e ad ottobre di altre 14 persone. Nei mesi scorsi gruppi pro-Tibet hanno annunciato altre sentenze, non confermate da Pechino.

Il 10 marzo in Tibet polizia ed esercito hanno caricato i monaci che manifestavano pacificamente per commemorare le vittime della repressione cinese del 1959. Nei giorni successivi a Lhasa sono scese in piazza migliaia di persone e ci sono stati scontri con l’esercito, che ha stroncato nel sangue le proteste, con decine di morti e migliaia di arresti. Secondo gruppi tibetani in esilio sono tuttora in carcere oltre 1.000 tibetani, di molti si ignora persino dove sono detenuti. Pechino ha sempre parlato di circa 20 morti, tra cui diversi etnici Han.

La vicenda ha suscitato proteste in tutto il mondo, soprattutto in occasione del viaggio della torcia olimpica. Proprio le proteste mondiali hanno “spinto” Pechino ad aprire un tavolo di colloqui con una rappresentativa del Dalai Lama. Colloqui che proprio nei giorni scorsi il Dalai Lama ha qualificato “un fallimento”, per la constatazione che Pechino non ha intenzione di discutere qualsiasi concessione di maggiore autonomia alla regione, ma realizza “una crescente repressione” contro i monaci e chiunque si oppone.

Ieri è stato arrestato il monaco Jigme (nella foto), che nei mesi scorsi ha diffuso le notizie sulle violenze della polizia a marzo e in seguito. Oltre 70 poliziotti hanno circondato e poi invaso il monastero di Labrang, dove era il "pericoloso criminale". Non si conosce l’accusa.

Lo scorso agosto,  in un video poi posto su Youtube, Jigme ha descritto come sia stato portato via dalla polizia senza motivo, trattenuto per 2 mesi senza accuse con continui interrogatori e abusi, battuto fino a rimanere incosciente ed essere ricoverato 2 volte in ospedale. Da allora è stato latitante, sempre in movimento nello sconfinato altopiano del Tibet. Secondo conoscenti, ha deciso di tornare al suo monastero dopo che la polizia ha visitato la sua famiglia e ha assicurato che non lo avrebbe arrestato, se rimaneva richiuso nel monastero. Con l’inverno vicino, Jigme ha dato fiducia alle autorità cinesi.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
08/07/2008 TIBET - INDIA - CINA
Cercasi atleti olimpionici che a Pechino ricordino il Tibet
di Nirmala Carvalho
29/04/2008 CINA - TIBET
Anche condanne all’ergastolo per i monaci "responsabili" delle proteste in Tibet
02/03/2009 TIBET - CINA
Premier tibetano in esilio: cresce la tensione in Tibet, il Dalai Lama è preoccupato
di Nirmala Carvalho
09/03/2010 TIBET - CINA
Giro di vite in Tibet: centinaia di arresti e monaci reclusi nei monasteri
di Nirmala Carvalho
20/03/2010 TIBET - CINA
Non si ferma la protesta non-violenta tibetana. Arrestati monaci e studenti
di Nirmala Carvalho

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate