23/09/2017, 10.34
CINA-COREA DEL NORD
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Pechino riduce le esportazioni di petrolio alla Corea del Nord

In obbedienza all’incremento delle sanzioni votate all’Onu, dal 1° ottobre la Cina fermerà le esportazioni di greggio; dal 30 settembre bloccherà le importazioni di prodotti tessili. Il prezzo del petrolio a Pyongyang è cresciuto del 20%. Manifestazioni del Partito dei lavoratori e dell’esercito a sostegno del discorso di Kim Jong-un contro gli Usa e Trump.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - La Cina ridurrà le esportazioni di petrolio alla Corea del Nord e fermerà le importazioni di prodotti tessili, attuando l’incremento di sanzioni decise dal Consiglio di sicurezza dell’Onu la scorsa settimana. La Cina, pur essendo il più importante partner commerciale di Pyongyang, ha votato all’unanimità le sanzioni insieme alla Russia.

In una dichiarazione riportata oggi da Xinhua, il ministero cinese del Commercio annuncia che dal 1° ottobre bloccherà le esportazioni di petrolio e gas; dal 30 settembre fermerà invece le importazioni di prodotti tessili da Pyongyang.

Le nuove sanzioni pongono il limite di 500mila barili di petrolio dal 1° ottobre fino alla fine del 2017 e di 2 milioni di barili annui dal primo gennaio 2018. La Cina sospenderà tali esportazioni non appena si raggiunge il tetto fissato dall’Onu.

Secondo dati delle Nazioni Unite, in passato la Cina ha inviato alla Nordcorea 6mila barili di petrolio al giorno. Ma secondo gli Usa, Pechino finora ha esportato almeno 4 milioni di barili di greggio all’anno, e 4,5 milioni di barili di prodotti petroliferi raffinati. Con la riduzione creata dalle sanzioni, già in questi giorni il prezzo del petrolio al Nord è aumentato del 20%.

L’incremento delle sanzioni è in risposta al nuovo esperimento nucleare prodotto da Pyongyang lo scorso 3 settembre. Allo stesso tempo, è in atto una guerra di parole fra il presidente Usa Donald Trump - che ha minacciato la “totale distruzione” del Nord e bollato il leader Kim Jong-un di essere Un “uomo-razzo in missione suicida” - e lo stesso Kim che minaccia di colpire Guam e gli Stati Uniti e ieri ha definito Trump “un demente”.

Quest’oggi, secondo la Kcna, l’agenzia di Stato di Pyongyang, nel Nord vi sono state due ingenti manifestazioni dell’esercito e del Partito dei lavoratori a sostegno delle dichiarazioni di Kim Jong-un contro gli Stati Uniti.

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