25/06/2005, 00.00
ASIA - ITALIA
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Pime, il quadro degli aiuti per la ricostruzione post tsunami

Milano (AsiaNews) – Grazie a migliaia di benefattori, gruppi, parrocchie, Centri missionari diocesani (tra questi da segnalare in particolare Novara), enti ed imprenditori privati, il Pontificio istituto missioni estere (Pime) ha raccolto quasi 2 milioni di euro nella sua campagna a favore delle vittime dello tsunami nel sudest asiatico.

Una cospicua parte delle offerte destinate al Pime (970 mila euro) proviene dal Tg4 di Mediaset, che ha destinato alle popolazioni delle Isole Andamane e Nicobare, in India, una quota dei fondi versati dal suo pubblico. Partita subito dopo la catastrofe del 26 dicembre, la campagna si è concentrata su aiuti di breve-medio periodo e si avvale del lavoro in loco dei missionari Pime e della Ong  New Humanity - costituita dal Pime per operare in progetti di solidarietà e promozione umana. I programmi di soccorso, di cui molti già portati a termine, sono in gran parte rivolti alla fascia giovanile della popolazione per assicurare un futuro alle nuove generazioni e venire incontro alle loro necessità formative, specie in una situazione in cui la perdita di uno dei genitori o le precarie condizioni economiche penalizzano qualsiasi progetto sul futuro.

A 6 mesi esatti dalla tragedia, il Pime, che ha periodicamente informato sull'andamento degli aiuti, rende noto il quadro aggiornato della campagna nei Paesi di intervento.

India

- Nelle isole Andamane e Nicobare (fanno parte dell'India ma si trovano a 36 ore di navigazione dalle coste indiane, essendo al largo del Myanmar), il programma è coordinato da un padre del Pime indiano, Anthony Totha. Questo prevede: la costruzione di una scuola primaria e 2 ostelli, una scuola secondaria; il sostegno all'istruzione scolastica e professionale di 500 ragazzi per 3 anni; 2 chiese e 6 cappelle di villaggio. Il tutto in collaborazione con i padri missionari del Pilar, anch'essi indiani. Il budget di questo intervento è di 1.270.000 euro.

- Nello Stato del Tamil Nadu, il più colpito dallo tsunami, è stato invece avviato il programma "Riprendiamo il largo" un progetto di assistenza e sviluppo dedicato soprattutto alle comunità di pescatori. Prevede: l'acquisto di imbarcazioni e attrezzature da pesca; la fornitura di beni di prima necessità; il sostegno agli studi di bambini e adolescenti appartenenti a famiglie colpite dallo tsunami; la ricostruzione di un orfanotrofio; il sostegno all'attività del Nirmala Hospital di Karinkal gestito dalle Missionarie dell'Immacolata, le suore del Pime; l'assistenza medica presso ambulatori mobili nei due villaggi. Il budget previsto è di 397 mila euro. Le prime imbarcazioni sono già state consegnate e le comunità di pescatori hanno già potuto riprendere  la loro attività.

- Un progetto simile è stato avviato nello Stato dell'Andhra Pradesh. È stato denominato "Speranza dopo la tempesta", e prevede l'assistenza alla popolazione del villaggio di Pallethallepalem. Oltre alla ripresa delle attività economiche attraverso l'acquisto di imbarcazioni e attrezzature da pesca, il programma favorirà l'avvio di attività di orticoltura ed allevamento; la sistemazione di impianti idrici e la realizzazione di nuovi pozzi per l'acqua potabile; la ricostruzione di abitazioni e del centro comunitario; borse di studio per i ragazzi del villaggio. L'impegno economico previsto è di 189.300 euro.

Thailandia e Myanmar

In Thailandia i progetti finanziati sono 2: un centro di sostegno psicologico ai sopravvissuti di 8villaggi costieri; un intervento in favore di 155 famiglie di etnia moken (gli «zingari del mare»). I referenti locali dei 2 progetti sono il missionario del Pime, p. Adriano Pelosin per il primo, e i padri stimmatini per il secondo. Le somme stanziate sono rispettivamente 124 mila e 17 mila e 500 euro.

Nelle ultime settimane sono arrivate al Pime ulteriori richieste per nuovi progetti. Tra questi si sta valutando la possibilità di sostenere la Casa del Buon Pastore - in India, Tamil Nadu - un'opera in favore degli orfani dello tsunami, dove verranno assistiti cinquanta bambini fino al termine degli studi obbligatori e fino al loro inserimento sociale. Il budget richiesto per il progetto è di 54 mila euro.

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