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  • » 09/03/2017, 12.40

    PAKISTAN

    Punjab, il governo vuole cambiare la legge sul matrimonio cristiano "per tutelare le donne"

    Shafique Khokhar

    In Pakistan il matrimonio cristiano è regolato da norme risalenti alla dominazione britannica. Il divorzio è ammesso solo in caso di adulterio della donna. Questo ha portato numerosi cristiani a convertirsi all’islam pur di rompere l’unione matrimoniale.

    Lahore (AsiaNews) – Il governo del Punjab ha deciso di cambiare le quattro leggi che regolano il matrimonio cristiano in modo da poter meglio "tutelare le donne". L’annuncio è stato fatto ieri, in occasione della Giornata internazionale della donna. Lo scopo della modifica, sostengono le autorità, “è dare alle donne cristiane i diritti di base, così come essi sono garantiti nella Costituzione del Pakistan”. Ad AsiaNews attivisti, educatori e parlamentari cristiani lodano la decisione, che potrebbe rappresentare un decisivo passo in avanti verso la protezione delle minoranze religiose e in particolare delle donne.

    Ieri il governo ha dichiarato che il Dipartimento per i diritti umani e gli affari delle minoranze del Punjab, l’Unità di riforme strategiche e il Dipartimento per lo sviluppo delle donne svolgeranno consultazioni con le parti interessate.

    In Pakistan l’aspetto del diritto matrimoniale cristiano, della successione e dell’eredità è regolato da norme risalenti al periodo della dominazione britannica: il Christian Marriage Act del 1872, il Divorce Act del 1869, il Succession Act del 1925 e il Births, Deaths and Marriages Registration Act del 1886.

    Marry James Gill, parlamentare cristiana dell’Assemblea provinciale, afferma: “Questo è un grande giorno per le donne del Punjab. Il chief minister del Punjab aveva già annunciato la riforma delle leggi sul diritto di famiglia cristiano come parte del Women Empowerment Package 2017, ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno di coloro che sono rimasti saldi nonostante le difficoltà”. La donna ritiene che le mogli che hanno perso la vita all’interno di relazioni matrimoniali violente debbano essere ricordate “come martiri”.

    Secondo Kashif Aslam, coordinatore nazionale della Commissione nazionale Giustizia e pace della Conferenza episcopale pakistana, si tratta di “una buona decisione per le donne cristiane”. Allo stesso tempo sottolinea che “è solo un annuncio, e non ancora l’approvazione finale. Queste riforme hanno bisogno del sostegno di tutti gli attori in gioco. Vogliamo dare spazio alle donne e dobbiamo rinnovare il nostro impegno nel campo dei diritti umani. Spero che tutti collaborino per questo”.

    Ata-ur-Rehman Saman, educatore e attivista cristiano, sostiene che il “governo del Punjab ha assunto la guida nel dare sollievo alle donne delle minoranze religiose. Apprezziamo davvero l’iniziativa e ci aspettiamo che gli emendamenti siano conformi alle leggi nazionali e internazionali”. Con le leggi britanniche, aggiunge, “l’unica ragione del divorzio era l’adulterio delle donne. Speriamo che la modifica cancelli l’umiliazione cui esse sono state sottoposte per secoli da queste leggi arcaiche”.

    L’avvocato Kiran Simon è convinta che la decisione “potrebbe cambiare l’intero scenario di vita della comunità cristiana. Per anni migliaia di cristiani si sono convertiti all’islam pur di ottenere il divorzio. Nella mia esperienza professionale, ho affrontato diversi casi in cui i mariti chiedevano a persone sconosciute di dichiarare una relazione sentimentale con le proprie mogli, pur di accusarle di adulterio. In questo modo avevano la libertà di umiliarle in pubblico in tribunale per avere il divorzio. Spero davvero che il nostro governo porti avanti la discussione degli emendamenti”.

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