25/09/2017, 15.56
MYANMAR
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Rakhine, scoperta fossa comune con i corpi di 28 indù. L’esercito accusa i Rohingya

Rinvenuti i corpi di 20 donne e otto uomini, tra cui sei bambini sotto i 10 anni. Le Forze armate: “Uccisi con crudeltà e violenza dai terroristi bengali”. Circa 30 mila indù e buddisti sfollati nei campi profughi. Accusano le Nazioni Unite e le organizzazioni straniere di aiutare solo i musulmani Rohingya. Rallenta l’esodo dei profughi in Bangladesh. Migliaia sono ancora bloccati in Myanmar.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) – L’esercito birmano annuncia la scoperta di una fossa comune contenente i corpi di 28 indù, comprese donne e bambini. Nel frattempo, rallenta l’esodo dei profughi in Bangladesh, sebbene i media riportano che decine di migliaia di Rohingya restano intrappolati sulle spiagge e nelle foreste del Myanmar, in attesa di fuggire.

I vertici delle Forze armate birmane hanno annunciato ieri la macabra scoperta. Il villaggio dove è avvenuto il ritrovamento si trova vicino ad un raggruppamento di comunità indù e musulmane nel Rakhine settentrionale, chiamato Kha Maung Seik. Nei pressi del villaggio di Ye Baw Kya, i militari hanno rinvenuto i corpi di 20 donne e otto uomini, tra cui sei bambini sotto i 10 anni, “uccisi con crudeltà e violenza dai terroristi bengali dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa)”.

Dall’inizio degli scontri, circa 30 mila indù e buddisti residenti nella zona sono stati sfollati nei campi profughi allestiti da esercito e governo. Essi denunciano le violenze subite dai militanti Rohingya e raccontano che molti tra i gruppi etnici sono stati uccisi da musulmani, che hanno anche rapito e trascinato nelle foreste donne e bambini.

La scoperta della fossa comune rischia di fomentare l'odio tra le diverse comunità del Rakhine. Gli operatori umanitari affermano di riscontrare la crescente ostilità dei buddhisti etnici, che accusano le Nazioni Unite e le organizzazioni straniere di aiutare solo i musulmani Rohingya, ignorando i bisogni degli altri gruppi. Il governo del Myanmar ha concesso solo alla Croce Rossa di accedere alla zona interessata dal conflitto. L'Onu ha sospeso le proprie attività, in seguito alle accuse di aver sostenuto gli insorti.

Nel frattempo, il massiccio esodo dei musulmani Rohingya dal Myanmar in Bangladesh sembra essere rallentato. Tuttavia, profughi che sono riusciti ad attraversare il confine affermano che vi sono ancora decine di migliaia di persone nei pressi di spiagge o foreste, in attesa di fuggire. Alcuni Rohingya riferiscono che i soldati dell’esercito birmano sparano a coloro che cercavano di fuggire in Bangladesh. Altri raccontano che migliaia sono ancora bloccati in Myanmar perché la maggior parte dei barcaioli ha già attraversato il fiume Naf, mentre i soldati bruciano le restanti barche.

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