21/02/2012, 00.00
PAKISTAN
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Rawalpindi: la polizia scagiona Abid Malik, incriminato per l’assassinio Bhatti

di Jibran Khan
Le forze dell’ordine, dopo averlo arrestato con mandato internazionale negli Emirati, parlano di “mancanza di prove”. Egli dovrebbe essere rilasciato a breve. Ancora latitante Zia-ur-Rehman. Vescovo di Islamabad: tattiche dilatorie, “giustizia rimandata è una giustizia negata”.

Islamabad (AsiaNews) - Abid Malik, uno dei due presunti assassini di Shahbaz Bhatti, è stato scagionato e fra poco dovrebbe essere rimesso in libertà.  Nell'udienza a suo carico tenuta oggi di fronte al tribunale per l'antiterrorismo di Rawalpindi, la polizia ha confermato che non vi sono indizi di colpevolezza. Egli era stato arrestato nei giorni scorsi negli Emirati Arabi Uniti, con l'aiuto congiunto delle forze di sicurezza pakistane e dell'Interpol, quindi rimpatriato per essere sottoposto a processo. Resta ancora latitante un secondo sospetto, Zia-ur-Rehman, che ha fatto perdere le proprie tracce. Per i vertici cattolici appare sempre più chiaro il tentativo di "prendere tempo" degli inquirenti, che non sembrano intenzionati a punire gli autori del crimine.

Rimane dunque ancora avvolta nel mistero la morte del ministro cattolico per le Minoranze, massacrato con 30 colpi di pistola il 2 marzo 2011 a Islamabad. I sospetti gravano sui movimenti fondamentalisti islamici, che in passato - e a più riprese - avevano minacciato Shahbaz Bhatti per la sua battaglia contro le leggi sulla blasfemia. In questi mesi si sono susseguiti tentativi di depistaggio denunciati con forza dai leader cattolici (cfr. AsiaNews 17/09/2011 Assassinio di Shahbaz Bhatti: nuove falsità della polizia e AsiaNews 09/08/2011 Depistaggi e false notizie per nascondere gli assassini di Shahbaz Bhatti), in base ai quali l'assassinio si sarebbe consumato per "vendette personali" o "questioni familiari" che non riguardano il lavoro del politico.

Nell'udienza di oggi i funzionari di polizia hanno raccontato l'interrogatorio di Malik, al termine del quale non sarebbero emersi "elementi di colpevolezza". Egli non sarebbe quindi coinvolto nell'omicidio - come lui stesso ha affermato ai giudici - e dovrebbe essere rilasciato a breve, come gli altri indiziati fermati finora e poi liberati. I due sospettati della morte, Zia-ur-Rehman e  Abid Malik, sarebbero due ex cristiani di Faisalabad, convertiti all'islam, che hanno avuto dissidi con la famiglia Bhatti per questioni economiche. Ad accusarli è un ex pastore protestante, Hafiz Nazar, fermato nei mesi scorsi perché - in una telefonata intercettata - parlava di un loro "coinvolgimento". Nel corso dell'interrogatorio è emerso che Nazar è "mentalmente instabile" e non può essere ritenuto attendibile.

Intervistato da AsiaNews mons. Rufin Anthony, vescovo di Islamabad e amico personale di Shahbaz, sottolinea che "questa è solo un'altra delle tattiche dilatorie... Una giustizia rimandata è una giustizia negata". Il prelato punta il dito contro la polizia, che "si fa beffe" della gente "mettendo in giro voci" per poi testimoniare che "la persona arrestata non è coinvolta". "Chiediamo l'arresto immediato - è l'appello del vescovo della capitale - dei veri colpevoli", mentre la polizia "scagiona Malik".

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