11/03/2015, 00.00
THAILANDIA
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Re Bhumibol, crisi politica e successione al trono: Thailandia, nazione al crocevia della storia

Il Paese è attraversato da conflitti politico-sociali profondi. L’anziano monarca, un semi-dio, è il solo garante dell’unità nazionale, ma il problema della successione potrebbe acuire le divisioni. Fonte di AsiaNews: sul principe ereditario l’ombra dei militari, che usano la monarchia per legittimare il potere. L’ipotesi di un “tecnico” per guidare la transizione.

Bangkok (AsiaNews) - Negli ultimi anni la Thailandia è stata caratterizzata da una serie di conflitti politico-sociali, originati dallo scontro frontale fra due realtà contrapposte e in lotta fra loro: l'élite finanziaria e istituzionale di Bangkok, legata al fronte militare e alle Camicie gialle, contro la famiglia Shinawatra, popolare nelle aree rurali del nord-est del Paese, e spalleggiate dalle Camicie rosse. Nei momenti più duri la controversia ha innescato violenze di piazza, con centinaia di morti e feriti. Dal maggio scorso il potere è nelle mani dei militari, che con un golpe bianco hanno conquistato il potere e imposto la legge marziale. In un quadro fatto di divisioni e spaccature, vi è un solo fattore che è ancora in grado di legare i cittadini: il re Bhumibol Adulyadej, riverito come un semi-dio, anziano e malato. Egli è il solo fattore di unità nazionale, ma il problema posto dalla sua successione - un tabù nel Paese - potrebbe aprire nuove, e più profonde contrapposizioni. 

Bhumibol Adulyadej, 87 anni, è al trono da oltre 60 anni, un primato che lo ha portato ad essere il più longevo monarca regnante al mondo. Per proteggere la sua figura vi sono alcune fra le leggi di lesa maestà più dure al mondo; tuttavia, secondo i critici esse sono state sfruttate in questi mesi dalla giunta militare al potere per reprimere il dissenso e governare col pugno di ferro il Paese. In caso di condanna, si possono trascorrere fino a 15 anni in prigione.

Se si vogliono individuare gli sviluppi futuri della Thailandia, capirne l'assetto politico e gli equilibri di potere, non si può fare a meno di analizzare il futuro della monarchia e gli scenari legati alla successione. Una fonte diplomatica di AsiaNews a Bangkok, che chiede l'anonimato per l'estrema sensibilità del tema, spiega che "nessuno mette in discussione la figura del re, neppure Thaksin e il clan Shinawatra, nemmeno le Camicie rosse". Anzi, l'accusa di "scarsa fedeltà" al re è stata spesso utilizzata per attaccare la parte avversa, mentre ai militari viene rimproverato di "sfruttare la figura del re e mostrare una fedeltà di facciata, per muovere da dietro le quinte e legittimare il proprio potere". 

Negli ultimi anni si sono moltiplicate critiche e attacchi contro quanti "si nascondono dietro la monarchia" e "sfruttano l'istituzione" per mantenere il potere. I militari, la vecchia aristocrazia di Bangkok, le famiglie dell'alta borghesia della capitale. "L'elemento di maggiore contrasto oggi in Thailandia - spiega la fonte - è la lotta per la legittimazione di un potere che si combatte dietro alla figura di re Bhumibol, e che vede in prima fila le alte schiere dell'esercito, cui si sommano in seconda battuta gli interessi economici delle grandi famiglie che muovono l'economia". 

Tornando alla figura del re, va sottolineato che da 60 anni egli è il simbolo di unità del Paese, il garante della Costituzione, il protettore delle religioni e anche i musulmani del sud, pur combattendo il governo centrale, rispettano la sua figura e il suo essere la vera anima thai. "Nei cinema ancora oggi ci si alza, prima di una proiezione - racconta la fonte - per rendere omaggio al re e ascoltare l'esecuzione dell'inno. Un uomo che non l'ha fatto è stato processato, la notizia è circolata su tutti i giornali". 

Pur essendo nato negli Stati Uniti ed educato in Svizzera, pur non mangiando piccante come la maggioranza dei thailandesi perché preferisce il cibo occidentale - aneddoti e curiosità che però, nel Paese, non si possono raccontare - egli incarna comunque l'anima del Paese. "Con la sua morte - spiega il diplomatico - si chiuderà un'epoca". Certo, la monarchia continuerà a esistere e il sistema istituzionale con molta probabilità non verrà cambiato; tuttavia, il successore "non avrà il medesimo peso morale e politico" aggiunge e se sarà il principe Maha Vajiralongkorn "c'è già un certo malcontento fra la popolazione, perché non ha il carisma del padre".

Inoltre, a differenza del re Bhumibol Adulyadej che non è mai stato nemmeno sfiorato dall'ombra di uno scandalo, sul principe ereditario vi sono voci e scandali che ne hanno offuscato l'immagine, ultimo dei quali il recente divorzio dalla terza moglie. Il popolo nutre una maggiore predilezione per la sorella, la principessa Phra Thep (principessa angelo, ndr), che "ha un seguito simile a quello del padre" e si è distinta per l'attenzione verso il popolo e le attività in campo sociale e civile. 

I cittadini "preferirebbero di gran lunga la regina", conferma la fonte di AsiaNews, "ma il principe viene sostenuto dai militari". La Thailandia si prepara a vivere un momento cruciale della propria storia, che potrebbe acuire ancor più tensioni e conflitti che il regime imposto dai militari ha per ora solo sopito. "Una delle soluzioni che si sta valutando - conclude il diplomatico - è quella di affidare la guida del governo del Paese a un 'tecnico' e per un periodo di tempo 'determinato'. L'obiettivo è quello di tornare a un esecutivo civile e mettere fine a una situazione di impasse che non può continuare ancora a lungo. Una personalità esterna alla politica, che non sia né 'Gialla' né 'Rossa', che non sia invischiata nelle questioni economiche e sociali... ma la scelta non sarà facile". (DS) 

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